Grandi visioni

I grandi film del 2026: tra nuovi eroi, sequel e successi al botteghino

Il 2026 promette di essere un anno di grande cinema, tra nuove uscite, prequel e blockbuster americani. Tra i titoli più attesi ci sono opere d’autore come La grazia di Sorrentino, ma anche sequel come Il diavolo veste Prada 2 e Toy Story 5. Scopri quali film dominano il panorama cinematografico di quest’anno!

di Ariel Conta | 4 Gennaio 2026
Foto: Ufficio stampa

Il 2026 è appena iniziato e già il panorama cinematografico si affolla di nuove e attesissime visioni: da Avengers: Doomsday della Marvel – incoronato ancora prima dell’uscita in sala come film più di successo dell’anno, quando si parla di bruciare le tappe – fino alle novità autoriali dei più stimati registi del nostro tempo, il 2026 promette di essere un anno di grande cinema. Andiamo a scoprire insieme quali uscite tenere d’occhio in questo “anno del cavallo”: si comincia, naturalmente al galoppo!

No Other Choice, La grazia, Marty Supreme: dimmi la definizione di successo

“Voglio essere uno dei grandi” ha annunciato Timothée Chalamet al ritiro del premio SAG per la sua interpretazione in A Complete Unknown. E prendiamo in prestito questa frase per delineare un mese, quello di gennaio, caratterizzato da film che hanno in comune il tema del successo, in un senso o nell’altro. Partiamo con No Other Choice – Non c’è altra scelta di Park Chan-wook, film che segue le vicende di Man-soo, impiegato del settore cartario che improvvisamente viene lasciato a casa.

La lotta di classe non è tra ricchi e poveri, ma tra poveri e poveri: lezione che echeggia quella del suo connazionale Bong Joon-ho in Parasite, e che qui si arricchisce di ulteriori riflessioni legate all’Intelligenza artificiale. Non riveliamo altro, vi basti sapere che a Venezia 82, prima tappa del tour di No Other Choice, il regista Park Chan-wook è stato sommerso da un’ovazione della durata di venti minuti.

Passiamo a un’altra gemma veneziana, La grazia di Paolo Sorrentino (15 gennaio): film d’apertura di quest’annata della kermesse, La grazia segue le vicende di Mariano De Santis (interpretato magistralmente da Toni Servillo) alle prese con gli ultimi mesi del suo mandato da Presidente della Repubblica italiana. Un film esistenzialista, sul potere e sul silenzio (o sul potere del silenzio?), che riprende la stessa astrazione e sospensione che il regista napoletano aveva già chiaramente espresso con Le conseguenze dell’amore.

Dopo i sussurri passiamo alle grida con Marty Supreme (22 gennaio), che vede protagonista il già citato Timothée Chalamet: proprio come il suo interprete, Marty vuole essere “uno dei grandi”. Ambizione che diventa ossessione, spingendo lo spettatore in un’avventura rocambolesca per saziare la sete di successo di questa stella del ping pong, che corre da un capo all’altro della trama come una pallina impazzita (non a caso il film è diretto da Josh Safdie; per un dittico sportivo vi consigliamo di recuperare anche The Smashing Machine del fratello di Josh, Benny, con protagonista The Rock).

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L’Odissea e Avengers: Doomsday: il mito ai tempi d’oggi

Tuffiamoci ora nelle acque dei grandi blockbuster americani con questi due titoli di epica grandezza: partiamo da L’Odissea di Christopher Nolan (in arrivo nelle sale il 16 luglio), che riempie il pantheon dell’opera omerica con gli eroi del nostro tempo, ovvero i divi Hollywoodiani. Da Matt Damon a Tom Holland, da Zendaya a Anne Hathaway, tutte le moderne divinità dei nostri schermi sono qui riunite per dare nuova linfa a una delle storie più grandi dell’umanità.

E parlando di eroi che tornano, non possiamo che citare Avengers: Doomsday (16 dicembre, sarà un caso che sia esattamente di 4 mesi posteriore a Nolan?), che vede Robert Downey Jr. fare un nuovo ingresso nel Marvel Cinematic Universe, vestendo però altre maschere: come Ulisse che dopo il lungo viaggio fa ritorno a Itaca sotto mentite spoglie, RDJ smette i panni di Iron Man per indossare quelli di Mr. Doom, villain ormai di culto del MCU.

L’annuncio, avvenuto durante il Comic Con di San Diego del 2024, è ironicamente molto simile a quello descritto da Omero: RDJ/Ulisse si toglie il travestimento, destando scalpore tra i fan/proci, che acclamano/combattono l’eroe/villain tornato a casa. Questione di punti di vista.

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Il diavolo veste Prada 2 e Toy Story 5: aria di sequel

Alla fine parliamo pur sempre di consumo: da una parte quello di moda, dall’altro di giocattoli, sempre e comunque di simboli. Il diavolo veste Prada 2, sequel che ormai aspettiamo da ben vent’anni, arriva sugli schermi dal 29 aprile, riunendo sullo schermo Meryl Streep, Stanley Tucci, Emily Blunt e Anne Hathaway. Dopo aver lasciato la nostra Andy mentre gettava via il suo cellulare, finalmente libera da un mondo fatto di tradimenti e coltellate alla schiena, nel sequel la ritroviamo mentre cerca di salvare Runway, l’iconica rivista di moda che sembrerebbe versare in una crisi irreparabile.

Il confronto con un tempo presente che sembra accelerare sempre di più – e in cui il digitale viene preferito all’analogico – lo troviamo anche in Toy Story 5 (17 giugno), che vede i tanto amati giocattoli viventi incontrarsi e scontrarsi con un tablet che minaccia di cambiare la parola “gioco” per sempre.

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