
Jacob Elordi firma il momento più importante della sua carriera. L’attore australiano ha vinto il Critics Choice Award 2026 come miglior attore non protagonista, portandosi a casa il suo primo grande riconoscimento grazie all’interpretazione della Creatura in Frankenstein, il nuovo film diretto da Guillermo del Toro. La cerimonia si è tenuta domenica 4 gennaio a Santa Monica, in California, e l’emozione sul volto di Elordi era evidente.
“Porca miseria. Non l’avevo proprio previsto”, ha detto aprendo il suo discorso di ringraziamento. Poi la dedica che ha fatto il giro del web: “Grazie, Guillermo del Toro. Ti amo. Ti amiamo tutti. Hai realizzato i miei sogni quando avevo 11 anni”. Un ringraziamento sentito anche per mamma e papà, in una delle scene più genuine della serata.
Jacob Elordi e la creatura di Frankenstein: un ruolo totale
In Frankenstein, adattamento del celebre romanzo di Frankenstein, Elordi interpreta il mostro creato da Victor Frankenstein, portato sullo schermo da Oscar Isaac. Una creatura inizialmente amata, ma poi abbandonata perché incapace di rispondere alle aspettative del suo creatore. Un essere che scopre il mondo, se ne innamora e diventa mostruoso solo quando viene rifiutato e umiliato dagli esseri umani.
Durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025, Elordi aveva già raccontato quanto questo personaggio fosse personale: “È un contenitore in cui ho messo ogni parte di me. Per molti versi, la Creatura è la forma più pura di me stesso”.
Un casting inatteso (e una scommessa vinta per Elordi)
C’è un dettaglio che rende il premio ancora più interessante: Jacob Elordi non era la prima scelta per il ruolo. Durante lo sviluppo del film, la parte della Creatura avrebbe dovuto avere un volto diverso, quello di Andrew Garfield, ma qualcosa è cambiato a causa di impegni imprevisti dell’attore britannico. Guillermo del Toro si è trovato quindi all’ultimo a dover ribaltare il casting, affidando il personaggio a Elordi, un attore dalla corporeità completamente diversa rispetto a Garfield, sia per età (i 28 di Elordi contro i 42 di Garfield) che per altezza (1,97 cm per Elordi, 1,79 cm per Garfield).
Una scelta azzardata, insomma, che ha portato il regista messicano a dover ripensare completamente il design della Creatura, nodo centrale di qualsiasi rappresentazione di Frankenstein. E forse è proprio per questa corporeità statuaria espressa da Elordi che il design definitivo anziché puntare sull’organico – l’ammasso di corpi in necrosi lugubremente uniti da ago e filo – ha deciso di rivolgere lo sguardo al minerale, trasformando la Creatura di Frankenstein in un moderno David di Michelangelo, rilanciando così il rapporto Dio/Creatura che attraversa tutto il film.
Una scommessa che si è rivelata vincente anche sul lato della recitazione: la sua interpretazione fragile, dolorosa e profondamente umana ha convinto critica e pubblico, trasformando una scelta inizialmente inattesa in uno dei ruoli più applauditi dell’anno.

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Da idolo teen ad attore d’autore: la parabola Elordi e la consacrazione ai Critics Choice
Il premio arriva al termine di un percorso molto preciso. Elordi ha iniziato sotto i riflettori dei prodotti per teenager, da Euphoria a The Kissing Booth, che lo hanno reso un fenomeno globale. Ma invece di restare intrappolato in quell’immagine, ha scelto di alzare l’asticella, passando a ruoli sempre più impegnativi: Oh, Canada di Paul Schrader e Priscilla di Sofia Coppola hanno segnato una svolta chiara.
Una strategia che ricorda quella di Matthew McConaughey, che dopo anni di romcom rifiutò ruoli simili fino ad arrivare a The Lincoln Lawyer e Dallas Buyers Club, film che gli valse l’Oscar. Frankenstein è la “McConaissance” di Elordi?

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Il “metodo McConaughey”: sarà il momento della svolta per Elordi?
Una traiettoria che ricorda molto da vicino quella di Matthew McConaughey, che dopo anni di commedie romantiche decise di fermarsi, rifiutando per mesi qualsiasi ruolo simile. La svolta arrivò con The Lincoln Lawyer e soprattutto Dallas Buyers Club, che gli regalò l’Oscar e una seconda, solidissima carriera. Oggi, con il premio ai Critics Choice per Frankenstein, Jacob Elordi sembra trovarsi davanti allo stesso bivio: restare una star generazionale o diventare un attore definitivo. Se questo ruolo segna davvero l’inizio della sua “McConaissance”, lo diranno i prossimi anni. Ma una cosa è certa: Elordi ha appena dimostrato di avere il coraggio di provarci.

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I prossimi progetti (e la nuova ossessione di Hollywood): tutti gli occhi su Jacob
Dopo il trionfo ai Critics Choice, l’attenzione si sposta già sui prossimi passi. Elordi sarà protagonista di “Cime Tempestose”, nuovo adattamento diretto da Emerald Fennell, che già da quelle virgolette a mo’ di sberleffo nel titolo fa presagire un’interpretazione che gioca non tanto sulla fedeltà quanto su una gustosissima estetica hyper-pop. Una collaborazione che fa parlare, perché è la seconda volta che l’attore lavora con la regista dopo Saltburn, film diventato rapidamente un cult, per quanto controverso.
“Cime Tempestose”, con il suo carico di passioni estreme e personaggi moralmente irrisolti, sembra cucito addosso a un attore che ha fatto dell’ambiguità il suo punto di forza. Elordi è entrato ufficialmente nella fase in cui ogni sua scelta è una dichiarazione d’intenti. Star generazionale o attore definitivo? Hollywood osserva. E il gossip, intanto, ha già scelto il suo nuovo protagonista.
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