
Dietro le quinte di It Ends With Us si consuma uno scontro che va ben oltre le normali divergenze creative. Justin Baldoni accusa Blake Lively di aver creato un clima ostile sul set e di averlo “messo deliberatamente in difficoltà” durante le scene intime del film. A rivelarlo sono messaggi privati appena desecretati, diventati ora parte centrale della battaglia legale tra i due attori. Una vicenda che intreccia scene di sesso, controfigure rifiutate, accuse incrociate e una guerra giudiziaria da milioni di dollari, trasformando un adattamento romantico in uno dei casi più esplosivi di Hollywood.
Blake Lively e il rifiuto della controfigura: le accuse di Justin Baldoni
Secondo quanto emerge dai documenti legali ottenuti dalla stampa americana, Justin Baldoni avrebbe scritto al suo agente il 30 dicembre 2023, descrivendo la situazione come una vera e propria “trappola”. L’attore e regista sostiene che Blake Lively avrebbe rifiutato l’uso di una controfigura nelle scene di sesso, mentre allo stesso tempo pretendeva che fosse lui a utilizzare una controfigura. “Mi stava tendendo una trappola”, avrebbe detto Baldoni, parlando di una settimana “devastante” e accusando la collega di aver bloccato le sue idee registiche. Sempre secondo Baldoni, Lively avrebbe proposto di mantenere entrambi completamente vestiti durante la scena d’amore principale, una scelta che lui definisce “assurda” per chi conosce il romanzo di Colleen Hoover da cui è tratto il film.
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Un set sempre più teso e il controllo creativo esercitato da Lively
Il conflitto, però, non si sarebbe limitato alle scene intime. Baldoni accusa Lively di aver riscritto il copione e interferito con la regia, sostenendo di aver accettato “il 95% delle sue richieste” pur di portare a termine il film. Nei messaggi emerge anche il malumore per una riunione avvenuta a casa di Blake Lively, fortemente voluta dall’attrice per discutere il montaggio. Un dettaglio che, secondo Baldoni, dimostrerebbe uno sbilanciamento di potere sempre più evidente sul set. A questo si aggiunge il presunto tentativo di escludere Jamey Heath, CEO di Wayfarer Productions, dalle riprese, altro punto di forte attrito tra le parti.

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La versione di Blake Lively: “Un ambiente di lavoro ostile”
La replica non si è fatta attendere. Una fonte vicina a Blake Lively sostiene che quei messaggi sarebbero stati inviati solo dopo che l’attrice aveva denunciato formalmente un ambiente di lavoro tossico, chiedendo una serie di misure di protezione per il cast e la troupe. Secondo questa versione, le richieste di Lively erano legate alla sicurezza sul set, e Baldoni avrebbe inizialmente definito tali misure “ragionevoli ed essenziali”, salvo poi cambiare atteggiamento in privato. La tensione avrebbe raggiunto il culmine durante la post-produzione, quando sarebbero emerse due versioni diverse del film. Alla fine, lo studio avrebbe scelto un montaggio definito “più femminile”, su cui Lively avrebbe avuto l’ultima parola.

Dalle accuse al tribunale: una guerra legale senza precedenti
Nel dicembre 2024, Blake Lively ha citato in giudizio Justin Baldoni, accusandolo di molestie sessuali, ritorsioni, violazione contrattuale e danni emotivi. Baldoni ha risposto con una controquerela da 400 milioni di dollari contro Lively e suo marito Ryan Reynolds, causa che però è stata successivamente archiviata. Il processo principale resta in piedi e il tribunale ha fissato l’inizio del processo per il 18 maggio 2026, promettendo di portare alla luce altri retroscena finora rimasti nascosti.
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Quando il romanticismo diventa un campo di battaglia
Quella che doveva essere una storia d’amore intensa e dolorosa sul grande schermo si è trasformata in uno dei casi più controversi di Hollywood degli ultimi anni. It Ends With Us non è più solo un film, ma il simbolo di un dibattito più ampio su potere, consenso, sicurezza sul set e controllo creativo. Tra messaggi privati, accuse pubbliche e versioni opposte, una cosa è certa: questa vicenda continuerà a far discutere ancora a lungo, ben oltre l’uscita del film. E mentre il pubblico attende la verità in tribunale, Hollywood osserva, consapevole che dietro la magia del cinema si nascondono spesso scontri molto più duri della finzione.













