
Una doppietta che vale oro
Nel cuore del deserto saudita i Dacia Sandriders hanno firmato una giornata perfetta. Nasser Al-Attiyah e Mathieu Lurquin hanno dominato la sesta tappa della Dakar, regalando al marchio la diciassettesima vittoria nel Mondiale Rally-Raid dal debutto. Una doppietta pesante, costruita su ritmo, visione e controllo assoluto delle dune, che conferma la crescita costante del progetto Dacia ai massimi livelli.

Al-Attiyah, classe eterna
A 55 anni, Al-Attiyah continua a riscrivere i limiti. Il successo da Hail a Riyadh è il suo diciannovesimo consecutivo alla Dakar e lo avvicina a un record leggendario: manca una sola tappa per eguagliare le 50 vittorie di Peterhansel e Vatanen. Ma più dei numeri, colpisce la naturalezza con cui il qatariota ha imposto la sua legge, trasformando una tappa lunghissima e complessa nel suo terreno ideale.

Leader della generale
Il vero capolavoro, però, è in classifica generale. Al-Attiyah/Lurquin arrivano al giorno di riposo in testa alla Dakar 2025 con 6’10’’ di vantaggio, ribaltando una situazione complicata da penalità e partenze difficili. Una leadership costruita con pazienza e intelligenza, che lancia Dacia al comando della corsa più dura al mondo.

Squadra solida, obiettivo finale
Alle spalle dei leader, anche il resto del team ha mostrato solidità e spirito di squadra: Moraes resta stabilmente nella Top 10 nonostante un avvio penalizzante e un ordine di partenza sfavorevole, confermando costanza e maturità. Gutiérrez, dal canto suo, continua a risalire posizioni con intelligenza tattica e lavoro di supporto. La Dakar è ancora lunga e imprevedibile, ma il messaggio che arriva dal deserto è chiaro: Dacia non è più una sorpresa, è una protagonista credibile e ambiziosa.
Francesco Ippolito
















