
La notizia è arrivata in modo diretto, senza anticipazioni social o indiscrezioni dell’ultima ora: Laura Pausini sarà la conduttrice del Festival di Sanremo 2026. L’annuncio ufficiale è stato dato nella serata di lunedì 12 gennaio durante il Tg1 da Carlo Conti, che ha confermato la presenza della cantante romagnola per tutte e cinque le serate del Festival. Una scelta che segna un cambio di passo importante per il Festival, non solo dal punto di vista artistico ma anche simbolico. Per la prima volta dopo anni, infatti, Sanremo affida la conduzione principale a una donna che non arriva dal mondo televisivo, ma da quello della musica, con una carriera internazionale alle spalle.
L’annuncio di Carlo Conti al Tg1: Laura Pausini alla conduzione di Sanremo 2026
Durante il collegamento, Carlo Conti ha chiarito subito i ruoli: Laura Pausini sarà la conduttrice “assoluta”, mentre lui la affiancherà come co-conduttore. Un’inversione di prospettiva che non è passata inosservata. “Conduttrice assoluta e io co-conduttore con lei del Festival di Sanremo, cinque serate, ci divertiremo insieme”, ha spiegato il presentatore, sottolineando come la scelta sia stata condivisa e ponderata.
Conti ha anche parlato delle trenta canzoni in gara, definendole “una più bella dell’altra”, ma senza entrare nel merito del cast, mantenendo il riserbo tipico di questa fase preliminare.
Laura Pausini: emozione, memoria e responsabilità
Accanto a lui, Laura Pausini è apparsa visibilmente emozionata. La cantante, oggi 52 anni, ha raccontato il suo rapporto complesso con il Festival, fatto di ricordi importanti ma anche di timori. “Sanremo è tutti i miei sorrisi e anche le mie paure”, ha dichiarato, ricordando implicitamente il debutto che nel 1993 le cambiò la carriera, quando vinse nella categoria Novità con La solitudine. Un legame profondo, che ora si rinnova in una veste completamente diversa: non più in gara, ma alla guida dell’evento musicale più seguito d’Italia.
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Il ruolo delicato di chi ama la musica: la confessione di Laura Pausini
Durante l’intervista, Laura Pausini ha anche ammesso un aspetto che potrebbe rivelarsi delicato: la sua passione autentica per la musica e per i colleghi in gara. “Penso che sarò fan”, ha detto sorridendo, aggiungendo che dovrà lavorare molto per non lasciar trasparire preferenze. Un dettaglio che restituisce un’immagine più umana e meno costruita della conduttrice, ma che allo stesso tempo evidenzia la complessità del ruolo.
Essere al centro di Sanremo significa tenere un equilibrio costante tra coinvolgimento emotivo e neutralità, soprattutto in un’edizione che si preannuncia osservata con attenzione.
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Sanremo 2026: date, contesto e aspettative
Il Festival di Sanremo 2026 andrà in onda dal 24 al 28 febbraio su Rai1. Cinque serate consecutive in cui Laura Pausini sarà sempre presente, senza alternanza di co-conduttori come avvenuto in altre edizioni recenti.
Una scelta che potrebbe restituire continuità narrativa al Festival, ma che comporta anche una forte esposizione mediatica per la cantante, chiamata a sostenere ritmi televisivi molto diversi da quelli di un tour o di un’esibizione live. Esposizione che però Pausini ha già affrontato in passato: la cantante è infatti una delle musiciste italiane più in vista a livello mondiale, sia per gli importantissimi riconoscimenti ricevuti -dalla nomination agli oscar nel 2021 per Io sì alla vittoria del Grammy Award nel 2006 con Escucha – sia per le brillanti conduzioni televisive, che l’hanno vista a suo agio tanto su palchi nostrani quanto su quelli internazionali.
Una scelta che divide: la coppia Pausini-Conti
L’annuncio ha già iniziato a dividere il pubblico. Da un lato c’è chi vede nella Pausini una figura autorevole, capace di parlare a più generazioni e di rappresentare la musica italiana nel mondo. Dall’altro, c’è chi si interroga sull’alchimia televisiva che può intercorrere tra due personaggi così tanto grandi nell’immaginario collettivo. Inoltre, la personalità scoppiettante e spontanea di Pausini – che ha dato il meglio di sé nella partecipazione a programmi per la tv spagnola come La voz España, Factor X e Laura 30: Gira Mundial – potrebbe essere una sfida per il conduttore di origini toscane, che già l’anno scorso ha dato dimostrazione di tenere particolarmente a rispettare i tempi della diretta televisiva. Un mix che si prospetta esplosivo, e che proprio per questo genera curiosità ed emozione.
E mentre il Festival prende forma, una cosa è certa: per Laura Pausini tornare all’Ariston è tornare a casa, e il pubblico non vede l’ora di darle il benvenuto.










