Sanremo, già partito il toto-nomi per la conduzione nel 2027

Il Festival di Sanremo guarda sempre avanti, anche quando l’edizione in arrivo non è ancora iniziata. Tra non molto la kermesse tornerà all’Ariston con Carlo Conti alla guida per la seconda volta consecutiva e per la quinta in totale della sua carriera, confermando un ciclo che negli ultimi anni ha garantito solidità e risultati alla […]

di Redazione di Rumors.it | 13 Gennaio 2026
Foto: Ipa Agency

Il Festival di Sanremo guarda sempre avanti, anche quando l’edizione in arrivo non è ancora iniziata. Tra non molto la kermesse tornerà all’Ariston con Carlo Conti alla guida per la seconda volta consecutiva e per la quinta in totale della sua carriera, confermando un ciclo che negli ultimi anni ha garantito solidità e risultati alla Rai. Eppure, mentre l’attenzione del pubblico è già rivolta ai cantanti in gara e alle serate del prossimo febbraio, nei corridoi di viale Mazzini e sui media si discute apertamente di ciò che verrà dopo. Insomma, paradossalmente il tema del futuro di Sanremo è sempre d’attualità e non si fa in tempo a iniziare un’edizione che si pensa già a quella successiva. Una prova del fatto che il Festival trascende il tempo. Già, perché nonostante quest’anno l’evento vero e proprio inizierà solo a fine febbraio, le indiscrezioni dei media e le scommesse su Sanremo 2026 tengono banco almeno da dicembre, cioè da quando sono stati ufficializzati i nomi dei cantanti in gara, ancora prima di conoscere i titoli dei brani. In questo clima, il toto-nomi per la conduzione del 2027 è ufficialmente partito.

Il ritorno di Amadeus

Il nome circolato nei giorni scorsi con maggiore insistenza è quello di Amadeus. Dopo aver guidato cinque edizioni consecutive del Festival, segnando un’epoca in termini di ascolti e centralità mediatica, ma anche di copie vendute dei brani del Festival, il conduttore ha lasciato la Rai per approdare a Warner Bros. Discovery. Una scelta che all’epoca non fu legata a motivi economici, ma alla percezione di una mancanza di fiducia e di autonomia progettuale. Oggi, però, il contesto appare diverso. In Rai Sanremo è considerato il principale asset economico, culturale e digitale, e proprio per questo la partita del 2027 assume un peso strategico enorme.

Sul ritorno di Amadeus ci sono state alcune smentite ma le indiscrezioni raccontano di un ritorno non ostacolato da Nove e visto con favore da gran parte della filiera musicale. I discografici considerano Amadeus una garanzia, un interlocutore affidabile capace di tenere insieme esigenze artistiche, televisive e di mercato. Si parla di un possibile rientro a fronte di un compenso più contenuto, coerente con i tagli annunciati, ma accompagnato da richieste precise in termini di autonomia editoriale e ruolo strutturale nella strategia aziendale Rai. Proprio qui sta lo snodo principale: capire quanta libertà viale Mazzini sia disposto a concedere. Non a caso, l’ipotesi Amadeus viene vista da molti come affascinante ma complessa.

L’ipotesi De Martino

Accanto al possibile ritorno di Amadeus, l’ipotesi alternativa che si sta facendo strada è quella di una chance per Stefano De Martino. Per la Rai rappresenta una risorsa su cui investire nel medio-lungo periodo, un volto giovane ma già rodato, capace di intercettare pubblici diversi. I risultati ottenuti con Affari Tuoi sono incoraggianti, anche se non mancano le ombre, come le sconfitte negli scontri diretti con programmi concorrenti di peso come la Ruota della Fortuna. Proprio per questo, secondo alcune letture, De Martino non sarebbe ancora del tutto pronto per reggere da solo una macchina complessa come il Festival di Sanremo.

Eppure, l’idea di una “rivoluzione” generazionale affascina i vertici Rai, soprattutto alla luce del fatto che Carlo Conti ha già fatto intendere come il 2026 possa rappresentare la chiusura di un ciclo. In questo scenario, De Martino viene visto come un jolly da far crescere, una leva su cui costruire il futuro del Festival, magari accompagnato da una struttura solida e da un progetto editoriale ben definito. Al momento, però, tra prudenza e ambizione, il suo nome resta sul tavolo più come scommessa che come certezza.

Change privacy settings
×