Attesa per l'esito

Chiara Ferragni, il giorno del verdetto: oggi la sentenza sul Pandorogate. Sarà condannata?

Oggi a Milano la sentenza sul processo a Chiara Ferragni per il caso Pandoro Balocco e uova Dolci Preziosi. La difesa: “Nessun dolo, solo errori”

di Filippo Piervittori | 14 Gennaio 2026
Foto: Maurizio Maule / IPA

È attesa oggi a Milano la sentenza del processo che vede Chiara Ferragni imputata per truffa aggravata in relazione ai casi della beneficenza legata al Pandoro Pink Christmas di Balocco (Natale 2022) e alle uova di Pasqua Dolci Preziosi vendute tra il 2021 e il 2022. Il procedimento, ribattezzato mediaticamente “Pandorogate”, rappresenta uno dei passaggi giudiziari più delicati nella carriera dell’imprenditrice digitale, finita al centro di un’indagine che ha travolto non solo la sua immagine pubblica ma anche il suo modello di business.

La decisione è affidata al giudice Ilio Mannucci Pacini, presidente della terza sezione penale del Tribunale di Milano, che deve pronunciarsi anche sulla posizione degli altri due imputati: Fabio Damato, ex manager e storico collaboratore di Ferragni, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia-ID, gruppo che controlla Dolci Preziosi.

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Chiara Ferragni a processo. Le accuse: “operazioni commerciali mascherate da beneficenza”

Secondo la ricostruzione della Procura di Milano e delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, le due iniziative promozionali sarebbero state presentate come operazioni solidali, inducendo i consumatori a credere che parte del prezzo dei prodotti fosse destinato direttamente a scopi benefici. In realtà, sempre secondo l’accusa, le donazioni sarebbero state fisse e indipendenti dal numero di prodotti venduti, mentre l’operazione commerciale avrebbe generato un presunto profitto ingiusto stimato in circa 2,2 milioni di euro, oltre ai benefici reputazionali e di immagine per il brand Ferragni.

Per questo motivo i magistrati Eugenio Fusco e Cristian Barilli hanno chiesto per Chiara Ferragni una condanna a un anno e 8 mesi di reclusione senza attenuanti, con l’ipotesi di truffa aggravata dalla cosiddetta “minorata difesa” dei consumatori, ritenuti particolarmente vulnerabili in quanto follower dell’influencer.

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Milano , Chiara Ferragni in Tribunale per il Processo Pandoro e le Uova di Pasqua – Maurizio Maule / fotogramma / IPA

Il processo a Chiara Ferragni oggi la sentenza. La difesa: “Nessuna truffa, solo errori di comunicazione”

Di segno opposto la linea difensiva sostenuta dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, che hanno chiesto l’assoluzione con formula piena. Secondo i legali, non vi sarebbe stato alcun dolo, ovvero nessuna volontà di raggirare i consumatori, ma al massimo una gestione comunicativa imprecisa, già sanzionata in sede amministrativa.

Ferragni, inoltre, ha già versato circa 3,4 milioni di euro tra risarcimenti e donazioni, cifra che ha portato anche alla remissione di diverse querele. Proprio su questo punto si gioca una delle possibili svolte processuali: se il giudice non dovesse riconoscere l’aggravante della truffa aggravata, potrebbe scattare il proscioglimento per improcedibilità, essendo venuta meno la procedibilità a querela.

Chiara Ferragni sarà condannata? Le tre possibili strade del verdetto

Dal punto di vista giuridico, la sentenza potrebbe seguire tre direzioni principali. La prima è l’accoglimento della richiesta della Procura con una condanna per truffa aggravata, ritenendo provata la strategia commerciale ingannevole. La seconda è l’assoluzione piena, qualora il giudice ritenga che non sussistano gli elementi oggettivi del reato. La terza, più tecnica, è la caduta dell’aggravante, con conseguente non luogo a procedere per la truffa semplice, ormai non più perseguibile in assenza di querele.

Un passaggio cruciale riguarda proprio il tema della “minorata difesa” degli utenti online, su cui la giurisprudenza non è ancora del tutto consolidata e che potrebbe pesare in modo determinante sull’esito del processo.

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Foto: Maurizio Maule/IPA Agency

Ferragni in aula in Tribunale a Milano: “Sono tranquilla e fiduciosa”

Arrivando in Tribunale, Chiara Ferragni si è limitata a poche parole davanti a giornalisti italiani e internazionali: “Sono tranquilla e fiduciosa”. Nessuna dichiarazione ulteriore, mentre l’aula era gremita di telecamere e cronisti, a conferma dell’enorme attenzione mediatica che continua ad accompagnare ogni sviluppo del caso.

Per l’influencer, che negli ultimi mesi ha cercato di ricostruire gradualmente la propria presenza pubblica e commerciale, la sentenza di oggi rappresenta uno snodo decisivo anche sul piano reputazionale, dopo un anno segnato da perdita di contratti, collaborazioni interrotte e una drastica riduzione dell’esposizione social.

Un processo che va oltre Ferragni

Al di là del destino giudiziario personale, il caso Ferragni ha aperto un dibattito più ampio sul rapporto tra influencer marketing, beneficenza e trasparenza commerciale, mettendo in discussione pratiche promozionali fino a poco tempo fa considerate normali nel mondo dei social e delle celebrity partnership.

Qualunque sarà il verdetto, il “Pandorogate” segna già un prima e un dopo nel modo in cui le operazioni solidali legate ai personaggi pubblici vengono percepite, controllate e comunicate. E oggi, con la sentenza attesa nelle prossime ore, si chiude almeno il primo capitolo giudiziario di una vicenda che ha cambiato il racconto pubblico di Chiara Ferragni e, con lei, dell’intero ecosistema dell’influencer economy italiana.

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