
Una vittoria che vale doppio
Al secondo anno di partecipazione, Dacia ha già conquistato il trofeo più ambito. I Dacia Sandriders hanno vinto la 48ª edizione del Rally Dakar, la competizione più dura del motorsport mondiale, firmando un’impresa che ha il sapore della consacrazione. A portare il marchio sul gradino più alto del podio sono stati Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin, protagonisti di una vittoria costruita con intelligenza, esperienza e una solidità impressionante, suggellata da quasi dieci minuti di vantaggio finale.

Un progetto giovane, già vincente
Se il successo in sé è straordinario, lo diventa ancora di più guardando al contesto: quella del 2026 era solo la seconda Dakar per Dacia nel Campionato Mondiale FIA di Rally-Raid. Eppure, lungo 7.976 chilometri di gara, di cui 4.809 cronometrati, i Sandriders hanno dimostrato una competitività costante, restando fuori dalla Top 3 della classifica generale una sola volta e vincendo due tappe nelle durissime prove speciali saudite.

La forza del gruppo Dacia
Il trionfo di Al-Attiyah e Lurquin è stato il vertice di un risultato corale. Tutti e quattro gli equipaggi Dacia hanno infatti tagliato il traguardo finale sul Mar Rosso. Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger hanno chiuso quarti assoluti, sfiorando il podio per appena 37 secondi dopo una gara segnata da imprevisti ma anche da grande determinazione. Ottimo settimo posto per Lucas Moraes e Dennis Zenz, alla prima Dakar con il team, mentre Cristina Gutiérrez e Pablo Moreno hanno completato l’opera con un solido undicesimo posto.

L’ultima tappa, con la testa
Forte di oltre 16 minuti di vantaggio, Al-Attiyah ha gestito con grande lucidità l’ultima prova speciale di Yanbu, scegliendo una strategia prudente che ha garantito la vittoria finale con 9’42” di margine. Un successo che arricchisce ulteriormente il palmarès del pilota qatariota, alla sua sesta Dakar vinta, e che consegna a Fabian Lurquin il primo trionfo assoluto, oltre a un primato storico per il Belgio nella categoria auto.

Un momento storico per il brand
Come sottolineato dalla CEO Katrin Adt, questa vittoria rappresenta un momento storico per Dacia: la conferma che la Sandrider è un’auto robusta, affidabile e già vincente nel contesto più estremo possibile. Un risultato che premia un progetto nato con ambizione e sviluppato in tempi rapidissimi, senza compromessi su qualità e prestazioni. La Dakar, con le sue condizioni estreme e imprevedibili, è il banco di prova più severo che esista, e Dacia lo ha superato a pieni voti. Il successo ottenuto rafforza la credibilità sportiva del marchio e apre una nuova fase del suo percorso nel motorsport. Alla Dakar, Dacia non è più una sorpresa: è una realtà solida e vincente
Francesco Ippolito















