
Emilia Clarke torna al centro dell’attenzione con un racconto tanto sorprendente quanto “doloroso”. L’attrice britannica, protagonista della nuova serie tv Ponies, ha rivelato di essersi infortunata durante le riprese di una scena di sesso, arrivando addirittura a spostare una costola per lo sforzo fisico richiesto dal copione. Un aneddoto che ha subito fatto il giro del web, tra curiosità, ironia e inevitabile preoccupazione per le condizioni della star.
La serie ha debuttato negli Stati Uniti su Peacock il 15 gennaio e segna per Clarke un ritorno da protagonista assoluta in un progetto seriale dopo il successo mondiale de Il Trono di Spade. Ma questa volta, dietro le quinte, l’esperienza si è rivelata decisamente più impegnativa del previsto.
Emilia Clarke e l’incidente durante le scene hot di Ponies
A raccontare l’episodio è stata la stessa Emilia Clarke in un’intervista a The Wrap, spiegando che l’infortunio è avvenuto durante le riprese di una sequenza intima che prevedeva più partner nello stesso arco di tempo. «Tre uomini, in poche ore», ha raccontato l’attrice, spiegando che proprio lo sforzo fisico prolungato avrebbe causato lo spostamento della costola.
A confermare l’accaduto è intervenuta anche la co-protagonista Haley Lu Richardson, che nella serie interpreta Twila, l’altra vedova americana coinvolta nelle operazioni sotto copertura. «È successo davvero. Emilia è molto minuta e delicata, e il suo fisico ha risentito di quella giornata di riprese», ha spiegato l’attrice, chiarendo però che non si è trattato di una frattura completa ma di una costola “uscita leggermente dalla sua sede”.
Il momento più imbarazzante, secondo Clarke, è arrivato quando ha dovuto spiegare al medico la dinamica dell’incidente. Fortunatamente, oggi la situazione è sotto controllo e l’attrice ha potuto portare a termine le riprese senza conseguenze permanenti.

La trama di Ponies: spionaggio, seduzione e Guerra Fredda
In Ponies, Emilia Clarke interpreta Bea Grant, una donna americana rimasta vedova a Mosca nel 1977, in piena Guerra Fredda. Dopo la morte sospetta del marito, agente della CIA, Bea viene reclutata insieme all’amica Twila per collaborare con l’intelligence statunitense sfruttando una posizione che le rende quasi invisibili: sono considerate PONIES, Persons Of No Interest, persone che non destano sospetti.
Il loro compito è infiltrarsi nei circoli del potere sovietico, seducendo funzionari del KGB e raccogliendo informazioni riservate, nel tentativo di scoprire la verità sulle morti dei rispettivi mariti e su una cospirazione molto più ampia. Un mix di thriller politico, dramma emotivo e tensione erotica che mette alla prova non solo i personaggi, ma anche gli attori sul set.
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Dopo Game of Thrones, la paura di tornare in una lunga serie
Oltre all’aspetto fisico, Emilia Clarke ha ammesso di aver provato una certa ansia all’idea di impegnarsi di nuovo in una serie tv, consapevole di quanto possa essere totalizzante un progetto seriale di lunga durata. In una recente intervista al New York Times, l’attrice ha raccontato di aver esitato prima di accettare il ruolo, proprio per il timore di rientrare in un meccanismo produttivo molto intenso, simile a quello vissuto per anni con Game of Thrones.
Poi, però, qualcosa è cambiato. «Mi sembrava che questo personaggio mi stesse dando finalmente voce», ha spiegato Clarke, sottolineando quanto Bea sia distante dall’iconica Daenerys Targaryen. Un ruolo più fragile, ambiguo e psicologicamente complesso, che ha convinto l’attrice a mettersi nuovamente in gioco.
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Tra ironia e professionalità, Clarke affronta il lato duro del mestiere
L’episodio della costola fuori posto è stato raccontato con il consueto umorismo britannico che caratterizza spesso le interviste di Emilia Clarke, ma resta il segno di quanto le riprese possano essere fisicamente impegnative anche quando non si tratta di scene d’azione tradizionali. Le sequenze intime, spesso percepite dal pubblico come meno “rischiose”, possono in realtà richiedere ore di ripetizioni, movimenti coreografati e sforzi prolungati, soprattutto in produzioni ad alto livello tecnico.
In questo senso, l’incidente di Clarke si inserisce in una lunga lista di infortuni avvenuti sui set cinematografici e televisivi, dimostrando come il lavoro dell’attore resti, a tutti gli effetti, anche un’attività fisicamente esigente, persino quando si svolge tra lenzuola e luci soffuse.











