Addio a un maestro

Il cerchio della vita si chiude anche per lui: è morto a 76 anni Roger Allers, regista de Il Re Leone

Roger Allers, storico regista e autore Disney, è morto a 76 anni. Figura chiave del Rinascimento Disney, ha co-diretto Il Re Leone e contribuito a capolavori come La bella e la bestia e Aladdin, lasciando un’eredità artistica senza tempo

di Redazione di Rumors.it | 19 Gennaio 2026
Foto: Instagram @rogerallers

Il mondo dell’animazione dice addio a Roger Allers, storico autore e regista Disney, morto improvvisamente all’età di 76 anni nella sua casa di Santa Monica dopo una breve malattia. Figura chiave del Rinascimento Disney, Allers è stato uno dei grandi narratori dell’animazione moderna e il suo nome resterà per sempre legato a Il Re Leone, uno dei film più amati di tutti i tempi.

Dall’infanzia al sogno Disney: il percorso di Allers

Nato nel 1949 a Rye, nello stato di New York, ma cresciuto in Arizona, Roger Allers scoprì l’amore per l’animazione da bambino, dopo aver visto Peter Pan. Quel film accese in lui un sogno preciso: lavorare un giorno per la Disney. Dopo gli studi in belle arti all’Arizona State University e un periodo di formazione che lo portò anche ad Harvard, Allers iniziò un percorso tutt’altro che lineare, viaggiando e vivendo in luoghi lontani, tra cui la Grecia e il Giappone.

Il primo vero ingresso di Roger Allers nel mondo dell’animazione avvenne ai Lisberger Studios di Boston, dove lavorò a progetti televisivi come Sesame Street e The Electric Company. Negli anni Ottanta si trasferì a Los Angeles, collaborando al visionario Tron come storyboard artist, per poi lavorare anche in Canada e a Tokyo, dove contribuì allo sviluppo di Little Nemo – Avventure nel mondo dei sogni.

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Il Rinascimento Disney e i film iconici

Il ritorno a Los Angeles segnò l’inizio della sua lunga avventura in Disney. Allers entrò negli studi d’animazione come storyboard artist e sceneggiatore, lavorando a Oliver & Company, La Sirenetta e Aladdin. Il suo talento narrativo lo portò a diventare responsabile della storia di La bella e la bestia, un film storico non solo per la Disney, ma per il cinema in generale: fu infatti il primo lungometraggio animato a essere candidato all’Oscar come Miglior Film.

Dopo quel successo, Allers venne scelto per co-dirigere Il Re Leone insieme a Rob Minkoff. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quel progetto, inizialmente considerato minore, sarebbe diventato un fenomeno globale capace di incassare quasi un miliardo di dollari e di segnare intere generazioni.

Foto: Buena Vista International Italia

Successi, divergenze e nuovi orizzonti: la parabola Allers

Dopo il trionfo de Il Re Leone, Allers lavorò anche all’adattamento teatrale di Broadway, firmandone il libretto insieme a Irene Mecchi. Successivamente si dedicò a Kingdom of the Sun, un ambizioso musical animato che abbandonò a causa di divergenze creative con i vertici Disney. Il progetto venne poi trasformato nel film Le follie dell’Imperatore, molto distante dalla sua visione originale.

Negli anni successivi, Allers continuò a sperimentare linguaggi e stili diversi. Nel 2006 diresse La piccola fiammiferaia, cortometraggio candidato all’Oscar, apprezzato per la sua delicatezza visiva ed emotiva. Passò poi alla Sony Pictures Animation, co-dirigendo Open Season, e nel 2014 firmò Il Profeta, ambizioso adattamento animato dell’opera di Kahlil Gibran, che coinvolse registi e animatori da tutto il mondo.

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Il ricordo dei colleghi e l’eredità artistica

La notizia della sua scomparsa ha generato una lunga serie di omaggi da parte di colleghi e amici. Don Hahn, storico produttore Disney, lo ha definito “un fratello creativo, un artista straordinario e un uomo generoso”. Bob Iger, CEO Disney, ha ricordato Allers come “un visionario capace di comprendere il potere della grande narrazione e di creare storie senza tempo”.

Roger Allers lascia due figli, avuti dalla relazione con Leslee Hackenson e un’eredità artistica immensa. I suoi film continuano a vivere nella memoria collettiva e sullo schermo, ricordandoci che alcune storie non invecchiano mai. Come insegnava Il Re Leone, il cerchio della vita continua, e con esso anche il ricordo di chi ha saputo raccontarlo come pochi altri.

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