
Giulia Salemi, insieme alla giornalista Greta Privitera e all’attivista Pegah Moshir Pour, ha scelto il suo podcast Non lo faccio x Moda per trattare un tema di grande attualità: le proteste in Iran e il contesto che le ha scatenate. Un episodio speciale, disponibile su tutte le piattaforme digitali, dove le tre voci femminili affrontano con sensibilità e competenza la situazione politica, sociale e culturale di un Paese in fiamme. Le manifestazioni che stanno coinvolgendo milioni di iraniani da settimane non sono solo frutto di una protesta, ma di una battaglia per i diritti fondamentali e la libertà, in particolare per le donne iraniane che chiedono uguaglianza e rispetto.
Un cuore che parla: Giulia Salemi e le sue origini iraniane
L’episodio speciale, disponibile su tutte le piattaforme digitali, si distingue per la passione e l’intensità con cui le tre voci femminili raccontano la realtà dell’Iran, un Paese che per Giulia Salemi rappresenta la sua terra d’origine, le sue radici, la sua cultura. La conduttrice, che ha origini persiane, non ha mai nascosto quanto questo argomento le stia a cuore. Parlando con voce emozionata, Giulia racconta le difficoltà del suo Paese d’origine, ma anche le speranze che animano quelle donne che, da anni, combattono per un futuro migliore. “Non posso rimanere indifferente di fronte a ciò che sta accadendo in Iran, la mia terra. Ogni storia che sentiamo è una chiamata per noi tutti, per fare qualcosa, per far sentire la nostra voce a chi non ha la possibilità di farlo” ha dichiarato Giulia, condividendo con il pubblico non solo il suo impegno, ma anche un pezzo di cuore.

Il podcast come strumento di consapevolezza
Nel suo episodio, Giulia e le sue ospiti, la giornalista Greta Privitera e l’attivista Pegah Moshir Pour, non si limitano a raccontare le manifestazioni, ma cercano di svelare anche i meccanismi che hanno portato a questa esplosione di rabbia, speranza e desiderio di cambiamento.
“Io sono per metà italiana e per metà iraniana”: così inizia il discorso di Salemi, con un’attestazione di appartenenza identitaria all’argomento che sta per intraprendere. “Quando in famiglia parliamo di Iran, non si parla solo di un paese, ma di una storia, di un vissuto, di una ferita che oggi è più aperta che mai” ha poi proseguito, delineando un’urgenza che sente e vive in prima persona. Un discorso che è innanzitutto personale: “Io non ho la preparazione per parlarne, ma voglio farlo al meglio” ha ammesso Salemi, spiegando così il coinvolgimento delle sue ospiti.
Le tre voci femminili, con esperienze e vissuti differenti ma ugualmente forti, uniscono competenza e sensibilità per far luce sul cuore pulsante di un conflitto che coinvolge milioni di persone. “Voglio che il mio podcast parli di chi, ogni giorno, combatte per la propria libertà. Non possiamo restare in silenzio,” ha affermato Giulia, che, grazie alla sua visibilità e alla sua voce, ha deciso di dare un palcoscenico alle storie di chi ha vissuto, e vive, in prima persona la lotta per i diritti umani e l’uguaglianza.
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Pegah, Greta e Giulia: il racconto di un popolo in lotta
L’incontro con Pegah Moshir Pour, scrittrice e attivista per i diritti umani, è stato determinante per arricchire il podcast di una prospettiva autentica. Pegah, che conosce profondamente la realtà iraniana e le sue contraddizioni, ha potuto raccontare in prima persona la condizione delle donne iraniane. La sua voce, accompagnata da quella di Greta Privitera, giornalista del Corriere della Sera, crea una combinazione potente che racconta le radici di un conflitto che nasce nel cuore delle città iraniane, ma che ha ormai acquisito una risonanza globale.
“Questo episodio non è solo informazione, ma è anche un atto di solidarietà. È la nostra possibilità di farci sentire vicini a chi non può parlare,” ha dichiarato Greta, che, come Giulia, sente la necessità di andare oltre la semplice cronaca e approfondire, in maniera empatica, la realtà di un popolo in lotta.

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Un ascolto necessario per comprendere l’Iran
Giulia Salemi, Pegah Moshir Pour e Greta Privitera invitano così tutti gli ascoltatori a prestare attenzione a una delle cause più urgenti e fondamentali della nostra epoca: la lotta per i diritti umani, la parità di genere e la libertà di espressione. Ascoltando queste voci, non solo impariamo, ma ci rendiamo conto di quanto sia importante far sentire la nostra voce anche per coloro che non hanno la stessa possibilità.
“Non basta parlare. Bisogna agire. Ascoltare, riflettere e sensibilizzarsi è il primo passo”, conclude Giulia, che da sempre si è impegnata a restituire visibilità a temi poco trattati, ma cruciali per il nostro presente e futuro. Non lo faccio x Moda diventa così un altro strumento di cambiamento, portando nel cuore della realtà iraniana un pubblico che forse, fino ad oggi, non aveva avuto la possibilità di comprendere appieno la gravità e l’urgenza delle richieste di libertà che arrivano da quella terra lontana ma incredibilmente vicina.
Giulia Salemi, insieme a Pegah Moshir Pour e Greta Privitera, ci invita a non dimenticare che la lotta per la libertà e l’uguaglianza è un impegno che ci riguarda tutti.
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