Successo assicurato

Marty Supreme va a segno: 9 nomination per il film di Josh Safdie con Timothée Chalamet

Mentre la corsa agli Oscar è in partenza, Marty Supreme di Josh Safdie con Timothée Chalamet si conferma uno dei titoli di punta della stagione, con ben 9 nomination

di Ariel Conta | 22 Gennaio 2026
Foto: I Wonder Pictures

Marty Supreme non è solo il film dell’anno, è l’evento cinematografico che tutti aspettavano, e adesso con nove nomination agli Oscar non ha più intenzione di fermarsi. Firmato Josh Safdie, uno dei registi più nevrotici e audaci del panorama contemporaneo, il film è candidato nelle categorie più ambite: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista per Timothée Chalamet, Miglior Sceneggiatura Originale, e altre sei categorie, tra cui Montaggio, Fotografia, Casting, Costume Design e Production Design. E c’è chi dice che questo sia solo l’inizio.

Le nove nomination agli Oscar: il trionfo di Marty Supreme

Le nove nomination agli Oscar 2026 sono un riconoscimento travolgente per Marty Supreme, un film che non si è limitato a lasciare il segno, ma che ha segnato un vero e proprio trionfo nelle principali categorie. Candidato per il Miglior Film, la pellicola di Josh Safdie si batte per il Miglior Regista. Un premio che, se lo dovesse vincere, lo metterebbe collo a collo col fratello Ben Safdie, vincitore del Leone d’argento alla regia a Venezia 82 con The Smashing Machine.

A completare il quadro, la straordinaria performance di Timothée Chalamet, candidato a Miglior Attore Protagonista, un ruolo che gli è valso il plauso mondiale e un’incetta di premi, tra Critics Choice Awards e i recentissimi Golden Globes. Un riconoscimento che, se venisse confermato dalla vincita degli Oscar, realizzerebbe la profezia che Chalamet ha pronunciato dal palco dei SAG Awards: “Voglio essere uno dei grandi”.

Non solo: il film è anche in corsa per la Miglior Sceneggiatura Originale, dimostrando l’abilità di Safdie tanto dietro la macchina quanto a maneggiare inchiostro e carta. E poi, non si può dimenticare l’eccellenza tecnica, con nomination per Montaggio, Fotografia, Casting, Costume Design e Production Design, tutte categorie che celebrano l’impegno backstage e il lavoro minuzioso che ha reso il film visivamente straordinario. Un bottino eccezionale che conferma Marty Supreme come il film da battere in questa edizione degli Oscar.

Foto: I Wonder Pictures

La strategia di marketing: il tocco di Timothée Chalamet

La strategia di marketing di Marty Supreme ha saputo sfruttare alla perfezione la forza mediatica dei suoi protagonisti, a partire da Timothée Chalamet, che non ha certo rinunciato a lasciare il segno anche dietro le quinte. Durante una videocall promozionale, Chalamet ha rivelato le sue idee creative per promuovere il film, tra cui la proposta di abiti arancioni accesi per il cast, una scelta audace che avrebbe simbolicamente associato il film a un’energia vibrante e unica… Facendo il verso a Barbie.

L’idea di Chalamet di indossare questi abiti come parte di una promozione visivamente potente si ricollega perfettamente al personaggio di Marty Mauser, protagonista del film, che è esagerazione e ambizione personificate. In un certo senso, la strategia di marketing è stata una prolungata riflessione del personaggio, un gioco di specchi tra cinema e vita. La scelta degli abiti e la visibilità mediatica sono diventati un’estensione della sua natura cinematografica, fatta di eccessi e sfide alla normalità.

Un’operazione che non ha solo cercato di promuovere il film, ma che ha anche voluto trasformare ogni passo nel progetto in un’esperienza visiva, creando un dialogo continuo tra l’immaginazione del pubblico e l’eccesso che caratterizza il protagonista. Marty Supreme, in fin dei conti, è un film che parla di ambizione, e la sua promozione ha fatto esattamente lo stesso: un cinema che sfida e dialoga con la vita reale.

Foto: Lisa / AFF-USA / Shutterstock / IPA Agency

Marty Supreme sbarca in Italia

E ora, il momento è arrivato anche per l’Italia: da oggi, Marty Supreme è nelle 370 sale cinematografiche italiane grazie a I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, portando con sé l’entusiasmo del pubblico internazionale e una visione unica del cinema. Se in Italia non ci fosse ancora il dibattito sulla miglior pellicola dell’anno, preparatevi a vederlo accendersi proprio adesso.

Un film che si fa spettacolare, ma che, dietro ogni fotogramma, porta con sé anche la riflessione profonda su chi siamo e cosa vogliamo essere. Chiamatelo un film-evento, un nuovo classico, o semplicemente un capolavoro che segnerà questa stagione.

Foto: I Wonder Pictures

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