Fallita nel 2002, torna un colosso automobilistico: ecco quali modelli produrrà

Ritorna la fabbrica di automobili dopo il fallimento del 2002, ecco i modelli che produrrà oggi.

di Rocco Grimaldi | 23 Gennaio 2026
La fabbrica fallita nel 2002 riprende la produzione - rumors.it

Dopo vent’anni di assenza, riprende la produzione con nuovi modelli sviluppati insieme a JAC Motors: ecco quali modelli produrrà.

Moskvitch, storico marchio dell’automobilismo russo, dopo due decenni di assenza torna a far parlare di sé nel panorama automobilistico nazionale e internazionale.

La rinascita di questa casa, fondata nel 1929 e fallita nel 2002 a causa di una crisi finanziaria profonda, è legata a dinamiche geopolitiche recenti che hanno profondamente modificato la presenza delle case europee in Russia.

La storia e la crisi di Moskvitch

Moskvitch è stata per decenni uno dei simboli dell’industria automobilistica sovietica e russa, iniziando la propria attività assemblando camion Ford su licenza all’interno dell’Unione Sovietica. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’azienda si espanse anche acquisendo impianti Opel nella Germania Est, producendo auto ispirate a quei modelli.

Tuttavia, nel 2002 la società si trovò in una situazione finanziaria insostenibile: nonostante avesse venduto complessivamente 5 milioni di veicoli, accumulò un debito di 23,5 miliardi di rubli che la portò alla chiusura definitiva.

Il ritorno di Moskvitch si inserisce in un contesto di forti tensioni internazionali, in particolare dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, che ha causato la fuga dei principali costruttori automobilistici europei dal mercato russo. In questo scenario, Moskvitch ha rilevato gli stabilimenti precedentemente di proprietà Renault, dando vita a una nuova fase produttiva basata su modelli sviluppati in collaborazione con il costruttore cinese JAC Motors.

Fabbrica fallita riparte

La fabbrica fallita da qualche anno riprende la produzione, ecco i modelli che produrrà – rumors.it

Il primo modello prodotto è il Moskvitch 3, un crossover che deriva dal JAC JS4, disponibile anche in versione elettrica. La produzione è iniziata nel novembre 2022 e, nonostante le difficoltà economiche presenti in Russia, sono già state vendute circa 27.000 unità. L’obiettivo rimane quello di raggiungere una produzione su larga scala, ma le sfide per il brand restano elevate in un mercato interno ancora instabile.

Il contesto globale dell’industria automobilistica e il confronto con altri brand

Il ritorno di Moskvitch avviene in un periodo di grandi trasformazioni per il settore automobilistico mondiale, caratterizzato dalla spinta verso l’elettrificazione e la sostenibilità. A titolo di confronto, case storiche come Lamborghini, fondata nel 1963 e oggi parte del Gruppo Audi, continuano a registrare risultati solidi, con un fatturato di 2,38 miliardi di euro e un utile netto di 614 milioni nel 2022, investendo in modelli elettrificati e tecnologie all’avanguardia.

Dall’Asia, invece, la giapponese Mazda, fondata nel 1920, ha saputo rinnovarsi mantenendo un’identità forte, grazie anche a modelli iconici come la MX-5, la roadster più venduta al mondo. Mazda ha reagito alle crisi con strategie di alleanze e innovazioni, come l’accordo con Toyota e lo sviluppo di vetture elettriche come la MX-30.

In questo scenario dinamico, il ritorno di Moskvitch rappresenta un tentativo di rivitalizzare una realtà storica, seppur in un mercato circoscritto e sotto pressione, con ambizioni che si scontrano con le attuali difficoltà economiche e politiche della Russia. Il futuro del marchio dipenderà dalla capacità di adattarsi alle nuove esigenze tecnologiche e di mercato, in un settore che evolve rapidamente e richiede investimenti consistenti e strategie di lungo periodo.

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