
Il primo ascolto delle canzoni da parte dei giornalisti, avvenuto lunedì 26 gennaio, è uno di quei momenti che a Sanremo valgono più di una prova generale. È lì che nascono entusiasmi, perplessità e — soprattutto — le prime narrative del Festival. E infatti, a circa un mese dal via, il clima è già quello della sfida: i bookmaker parlano chiaro, ma il campo è tutt’altro che chiuso. Il Festival 2026 si preannuncia aperto, imprevedibile e pieno di incroci generazionali.
La corsa al vertice: Fedez e Masini contro Tommaso Paradiso
Per le agenzie di scommesse la vetta è affollata. Tommaso Paradiso e la coppia Fedez–Marco Masini viaggiano alla pari, quota 5, in un testa a testa che sembra già scritto per infiammare il Festival.
Paradiso gioca in casa emotiva con I romantici, una canzone che profuma di vita quotidiana, famiglia e promesse semplici. È il suo terreno naturale: il romanticismo millennial, dichiarato fin dal titolo, che guarda al cielo e ai treni che partono, ma anche alle responsabilità di oggi. Una canzone che punta dritto all’identificazione del pubblico e che si candida a diventare uno dei brani più cantati.

Fedez & Masini: due generazioni combinate in un “Male necessario”
Ma è il progetto Fedez–Masini quello che incuriosisce di più. Dopo aver acceso l’Ariston nella scorsa edizione con una cover diventata evento, quest’anno la coppia rilancia e rischia sul serio: niente memoria collettiva, niente nostalgia facile. Male necessario è un inedito scritto a quattro mani, pensato per unire due mondi che, sulla carta, sembrano viaggiare distanti e lontani, per abitudini e gusti. Masini porta con sé il peso di una carriera lunghissima, nove partecipazioni a Sanremo e due vittorie (1990 e 2004), con un repertorio che ha raccontato rabbia, cadute e risalite. Fedez, dall’altra parte, è l’artista che ha sempre rivendicato il diritto di cambiare pelle, passando dal rap al pop, dal melodico alla confessione personale. Il risultato è una canzone che parla di rinascita, fragilità e consapevolezza, e che sembra costruita apposta per crescere ascolto dopo ascolto. Non stupisce che i bookmaker li abbiano messi subito in pole.

Sabrina Ferilli torna a Sanremo: l’Ariston si prepara al colpo di scena
Le mine vaganti: Sayf, Eddie Brock e la nuova scena
Dietro il duello principale che porta nomi ormai storici del festival, però, si muove una zona pericolosa. Sayf ed Eddie Brock, entrambi alla prima volta all’Ariston, sono quotati a 8 e rappresentano le vere incognite di questo Sanremo 2026.
Sayf, pseudonimo di Adam Viacava, classe 1999, porta Tu mi piaci tanto: rap, melodie pop e tromba, con una forte identità italo-tunisina che racconta il vivere tra due culture. È uno di quei brani che non urlano, ma si fanno ricordare. Eddie Brock, invece, punta su un impatto sonoro diretto e su un immaginario che potrebbe sorprendere soprattutto dal vivo. Due nomi che, se trovano la serata giusta, possono scompaginare tutto.

FantaSanremo 2026: torna il concorso “Gioca e Vinci con TicketOne” per vincere premi esclusivi
Esperienza, ritorni e la vera partita di Sanremo
Più indietro nelle quote, ma tutt’altro che fuori gioco, ci sono Ermal Meta (quota 11), il rapper esordiente Nayt e il tris femminile formato da Arisa, Malika Ayane e Serena Brancale (quota 16). Profili diversi, storie diverse, ma un’unica sfida: emergere in un Festival che quest’anno sembra premiare soprattutto i racconti forti.
La sensazione è che Sanremo 2026 non sarà una corsa solitaria. La vera partita si giocherà sulla tenuta emotiva, sulla crescita serata dopo serata e sulla capacità di parlare a pubblici diversi. I bookmaker hanno fatto la loro mossa, ora tocca al palco. E, come sempre, l’Ariston potrebbe avere idee molto diverse.
Reunion 883 a Sanremo, parla Mauro Repetto: “Io? Pronto a qualsiasi cosa!”










