Cuore sul palco

Renato Zero conquista Roma con L’OraZero Tour

Renato Zero debutta a Roma con L’OraZero Tour, uno show intenso che unisce musica, impegno civile ed emozione, attraversando generazioni diverse

di Redazione di Rumors.it | 27 Gennaio 2026
Foto: Ufficio Stampa

Quando Renato Zero chiama, Roma risponde “presente!”. E lo fa nel modo più rumoroso possibile: con un Palazzo dello Sport gremito, un pubblico trasversale e un artista che, ancora una volta, dimostra di non avere età. Renato Zero ha dato il via a L’OraZero Tour proprio dalla sua città, inaugurando una tournée che si preannuncia come una delle più intense e partecipate della stagione live italiana.

Il debutto romano è stato molto più di una prima data: è stato un manifesto. Tre ore abbondanti di musica, visioni, parole e identità, davanti a fan di ogni generazione, i fedelissimi “sorcini”, pronti a seguirlo ora per altre cinque date nella Capitale e poi in giro per l’Italia fino ad aprile, con 30 appuntamenti complessivi e numerosi sold out già registrati.

Uno show di Renato Zero che parla al presente, scuote i cuori e attraversa le generazioni

Renato Zero non replica mai se stesso. Ogni tour è una nuova metamorfosi, e L’OraZero non fa eccezione. Sul palco prende vita l’universo del suo ultimo album, portato per la prima volta dal vivo, tra riflessioni sociali, fragilità individuali e speranze collettive. È un racconto che alterna intimità e visione, senza mai perdere il contatto diretto con chi ascolta.

Accanto ai brani più recenti, trovano spazio i classici che hanno segnato la sua storia: No! Mamma, no!, Cercami, Il Carrozzone. E poi l’esplosione del medley dance che accende il palazzetto con Madame, Il triangolo, Mi vendo, fino al gran finale emotivo con Il cielo e I migliori anni della nostra vita. Nostalgia sì, ma mai fine a se stessa.

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Una macchina scenica imponente (e curata nei dettagli)

Lo spettacolo è una vera architettura musicale. Con Renato Zero sul palco, una band solida e raffinata guidata da Danilo Madonia, affiancata da un coro a otto voci e dagli interventi in video dell’Orchestra Piemme Project. Il tutto arricchito da cameo d’eccezione: Gabriele Lavia e Luca Ward, voci e volti simbolici che incarnano rispettivamente il “Libero Pensiero” e “L’Ignoto”.

Ogni elemento è calibrato, nulla è lasciato al caso. Dai costumi alle luci, dalle immagini alle pause di silenzio. È uno spettacolo che non corre, ma accompagna. Che non urla, ma lascia il segno.

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Quando la musica si ferma e i riflettori si abbassano: il momento più intenso di Renato Zero

Tra i passaggi più intensi della serata, l’omaggio alle vittime di femminicidio con il brano Libera. Sullo schermo scorrono i loro nomi, mentre un enorme “Basta” rosso domina la scena. Nessuna retorica, solo una presa di posizione netta, dolorosa, necessaria. Il pubblico ascolta in silenzio. È uno di quei momenti in cui il concerto smette di essere intrattenimento, diventa testimonianza, e la musica un messaggio gridato al prossimo.

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Renato Zero e il regalo finale: “Resta con me” e l’abbraccio alla platea

Quando sembra che tutto sia stato detto, arriva la sorpresa. A chiudere lo show è l’inedito Resta con me, una dedica intensa e universale al concetto di madre. Un brano intimo, fragile, che Zero sceglie di condividere proprio con il suo pubblico, trasformando il finale in un abbraccio collettivo. È lì che il Palazzo dello Sport si ferma. Ed è lì che il tour trova la sua vera cifra emotiva.

L’OraZero Tour è partito. E, a giudicare dalla prima romana, non è solo una tournée: è un nuovo capitolo di una storia che continua a parlare al presente, senza mai perdere la propria anima.

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