
Il red carpet dei Grammy 2026 ha visto sfilare uno dei look più audaci degli ultimi anni: Chappell Roan, cantautrice queer nominata nelle categorie Record of the Year e Best Pop Solo Performance per la sua hit The Subway, ha scelto di non passare inosservata. La cantante ha sfilato con un abito Mugler color vino rosso che ha fatto discutere più di ogni altro. Il design era una reinterpretazione contemporanea di una delle iconiche silhouette Thyssen-Bornemisza del 1998, creata da Thierry Mugler. Un look che ha portato sul tappeto rosso non solo bellezza, ma anche una dose massiccia di provocazione.
Un abito che lascia con il fiato sospeso: Chappell Roan tra audacia e arte in un solo vestito
L’abito di Chappell Roan è quasi un prolungamento sul suo corpo del red carpet. Realizzato in tessuto leggero e quasi trasparente, il vestito non si limita a mostrare la pelle della cantante, ma la esibisce in modo audace e disinibito. Ma ciò che ha davvero catturato l’attenzione sono stati i finti piercing ai capezzoli che sostenevano il vestito, dando l’impressione che il look fosse appeso a un filo.
La pelle della cantante diventa parte dell’abito, ed è questa caratteristica a trasformare il look in un’arte vivente: sul busto e sulla schiena, Chappell aveva applicato delle decalcomanie removibili, che sembravano tatuaggi artistici, aggiungendo un ulteriore strato di originalità al suo look.

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La risposta di Chappell: “sconvolti per così poco?”
Di fronte alle voci che gridavano allo scandalo, la risposta della cantante non si è fatta attendere: “Sto ridacchiando perché per me non è nemmeno un outfit COSÌ scandaloso” ha ribattuto la star con la solita irriverenza che la contraddistingue. “Io personalmente lo trovo fantastico e bizzarro. Vi consiglio di esercitare il vostro libero arbitrio, potreste divertirvi!” ha proseguito la cantante di Good Luck, Babe!, dando essenzialmente dei pecoroni ai suoi critici.
Già l’anno scorso, Roan aveva dominato i titoli dei tabloid con i suoi attacchi ai fotografi: “Chiudete il becco, cazzo!” aveva inveito contro ai reporter, che continuavano a urlarle cosa fare e come posare a favore di camera. Un gesto che è stato applaudito anche dalle sue colleghe, e che ha decisamente lasciato il segno: “Wow, che silenzio quest’anno. Chappell vi ha proprio messo in riga l’anno scorso, eh?” ha commentato Sabrina Carpenter durante il suo photocall.
Il ritorno di un’icona: Mugler e il coraggio di sfidare le regole ai Grammy 2026
Mugler non ha mai temuto l’audacia e la provocazione, e con il suo abito, Roan ha ripreso la tradizione della Maison. Il look non era solo un tributo alla leggerezza e alla sensualità, ma anche un’affermazione di libertà. La scelta di Roan ha fatto eco al suo stile unico, in cui la libertà di esprimersi attraverso la moda si sposa con il coraggio di affrontare il giudizio del pubblico senza paura.
Non è la prima volta che Roan gioca con i look: l’anno scorso, si era presentata vestita da Pierrot, una “fool in love” che rifletteva perfettamente i sentimenti del suo ultimo album, The Rise and Fall of a Midwest Princess. Con Roan il vestiario diventano parte integrante dello storytelling delle sue canzoni: c’è da chiedersi cosa la Pop Princess più irriverente degli ultimi anni stia tenendo in serbo, nascosto sotto questi veli d’organza e tatuaggi intricati…
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Il confronto tra Chappell Roan e Heidi Klum ai Grammy 2026: due modi di sfidare il red carpet
Se Chappell Roan ha scelto di far parlare il suo corpo con l’abito Mugler (per citare il brano degli Imagination), facendo un vero e proprio tributo all’estetica audace della Maison, Heidi Klum ha deciso di reinterpretare il concetto di “naked dress” con una scelta decisamente più radicale. La supermodella tedesca ha fatto parlare di sé con un abito in latex che le calzava come una seconda pelle, senza spalline, completamente aderente e con un design che metteva in risalto ogni curva del suo corpo, dalla parte superiore fino all’incavo dell’ombelico.
La sua presenza sul red carpet non è passata inosservata, ma a differenza di Chappell, la Klum ha avuto qualche difficoltà a camminare, costringendola a saltellare più che sfilare, rendendo il suo look un esperimento di ingegneria fashion. E nonostante la bellezza di Heidi Klum sia senza dubbio sempre scultorea, forse è proprio per questo che le statue non camminano: alcune bellezze non vanno turbate dal peso del movimento..!

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Audacia vs. Comfort: due interpretazioni del concetto di “provocazione” ai Grammy
Mentre Chappell Roan ha osato con un abito che spoglia anziché vestire, puntando su piercing finti e decalcomanie temporanee, Heidi Klum ha puntato sulla bellezza statuaria e sull’ingegneria del corpo. Due stili radicalmente diversi, ma entrambi dichiaratamente provocatori. La Roan ha scelto di esprimere se stessa in modo viscerale, facendo del suo corpo un’opera d’arte, mentre Klum ha reso la sua pelle il cuore pulsante di un vestito che non permetteva alcun movimento. Due scelte diverse ma altrettanto audaci, che riflettono le personalità forti di entrambe le star.
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