
Carlo Conti è pronto per il suo quinto Festival di Sanremo, un’edizione che si preannuncia ricca di novità e sorprese, ma anche di polemiche, come già accaduto in passato. Nonostante gli attacchi e le critiche, il conduttore e direttore artistico ha voluto rispondere a tutte le voci che si sono sollevate riguardo alla scelta di Andrea Pucci come uno dei protagonisti di quest’anno. A differenza delle passate edizioni, infatti, il comico non è esente da discussioni, ma Conti ha difeso la sua decisione con fermezza.
Carlo Conti: “Pucci l’ho scelto io, nessuna interferenza”
Intervistato ai microfoni di RTL 102.5, Carlo Conti ha parlato con chiarezza riguardo alla sua scelta artistica: “Pucci l’ho scelto io, dal governo nessuna interferenza”. Il conduttore ha sottolineato che, come direttore artistico, ha sempre lavorato in totale autonomia, senza permettere che altri influenzassero le sue scelte. “Se faccio degli errori, sono solo miei”, ha aggiunto, ribadendo che le scelte artistiche sono sempre il risultato del suo lavoro da professionista. Anche nel caso di Pucci, che sta suscitando polemiche da parte di alcuni, Conti è sicuro della sua scelta: “Pucci ha fatto tanto, è un comico che ha avuto successo in Italia e all’estero, è stato premiato a Verona e ha partecipato a Zelig”.
Il Festival di Sanremo, ha spiegato Conti, è inevitabilmente sotto l’occhio del ciclone, ed è normale che ci siano critiche e polemiche, ma lui non si lascia intimidire. “Il Festival è un’occasione per parlare o sparlare, ma io voglio che si torni a parlare delle canzoni”, ha sottolineato, esprimendo il desiderio che l’attenzione torni a concentrarsi sulla musica e non sulle polemiche.

Tributo a Pippo Baudo e il cambiamento per Carlo Conti
Il 2026 segna anche un momento speciale per Carlo Conti, che ha annunciato che l’intera edizione del Festival sarà dedicata a Pippo Baudo, una delle figure storiche della televisione italiana, che ha reso Sanremo un appuntamento imperdibile per il pubblico. Conti ha anticipato che il tributo a Baudo sarà evidente fin dalla sigla del festival.
Riguardo alla sua partecipazione a questo Festival, Conti ha rivelato che questa sarà la sua ultima volta come direttore artistico, spiegando: “Sono al quinto festival, numero perfetto per smettere”. Dopo dodici anni di direzione artistica, suddivisi tra lui, Amadeus e Baglioni, Conti ha deciso che è il momento giusto per fare un passo indietro, per far spazio a nuove idee e freschezza. “Ogni tanto è bello anche cambiare”, ha dichiarato, enfatizzando la necessità di innovare, soprattutto in un evento così importante come il Festival.
Irina Shayk Co-conduttrice di Sanremo 2026: la sorpresa di Carlo Conti
Un riconoscimento alla musica italiana e al lavoro dei discografici
Non solo un saluto al suo ruolo di direttore artistico, ma anche una riflessione sul successo della musica italiana. “La musica italiana sta attraversando un periodo di grande splendore. Negli ultimi anni abbiamo visto un incremento incredibile dei brani italiani nelle classifiche”, ha commentato Conti, ricordando che ormai nelle hit parade ci sono quasi solo artisti italiani. Un risultato straordinario per un settore che ha saputo reinventarsi e crescere grazie al lavoro dei discografici, autori e cantanti.
Conti ha anche parlato della sua esperienza al fianco di Laura Pausini durante il Festival. Per la prima volta, i protagonisti di Sanremo, compresi i cantanti in gara, saranno ricevuti dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un evento che, secondo il conduttore, è un riconoscimento fondamentale per l’intero mondo della discografia italiana.
Tiziano Ferro super-ospite a Sanremo 2026: il ritorno atteso dai fan
Lo sguardo al futuro: un Sanremo più internazionale?
Conti ha anche accennato alla possibilità di un Sanremo sempre più internazionale, soprattutto in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. “Sarebbe bello portare sul palco di Sanremo i nostri medagliati, celebrando i risultati dei nostri atleti e atlete”, ha dichiarato. Un’idea che, se realizzata, aggiungerebbe una dimensione ancora più globale al festival, rendendolo un evento che celebra non solo la musica, ma anche i successi sportivi nazionali.
Concludendo, Carlo Conti ha fatto un bilancio positivo della sua esperienza a Sanremo, ma ha anche fatto capire che è arrivato il momento di fare spazio a nuove voci e visioni. In un mondo che cambia rapidamente, anche Sanremo deve evolversi, pur mantenendo intatta la sua tradizione.












