
Il C-MOVIE Film Festival 2026 è pronto a decollare dal 12 al 14 marzo 2026, a Rimini, con un programma ricco di cinema d’autore, autobiografia e riflessioni sociali. L’evento, organizzato da Kitchenfilm con la direzione artistica della regista Emanuela Piovano, e la collaborazione della Cineteca di Rimini, si conferma come un importante punto di riferimento per il dialogo tra cinema, corpi e convivenze.
Cinema e Autobiografia: Il Tema dell’Edizione 2026
Il tema centrale di questa terza edizione è il rapporto tra cinema e autobiografia, esplorando come le storie private possano riflettere la storia collettiva, in un percorso che parte dall’Io per atterrare inesorabilmente in un Noi organico. Emanuela Piovano commenta così l’inizio del festival: “Con le anteprime di quest’edizione, abbiamo voluto mettere al centro il tempo come materia viva, aprendo il festival con un gesto preciso, un movimento a tre voci che attraversa generazioni e linguaggi.”
Un tempo necessariamente vissuto a fior di pelle, inscritto nei corpi e proiettato in storie che toccano l’universalità dell’esperienza umana, alla ricerca di quel sentire comunitario e collettivo che è alla base dell’esperienza cinematografica.
Anteprime e Proiezioni: Film da Non Perdere
Tra le anteprime e le proiezioni in programma, spicca The Shape of Momo, un ritratto intimo di tre generazioni di donne in un villaggio femminile indiano, che inaugura le proiezioni serali del festival. A seguire, il regista belga Valery Carnoy presenterà La Danse des Renards (Wild Foxes), un film che esplora le dinamiche maschili e della violenza in un collegio belga, vincitore dell’Europa Cinemas Cannes Label. La serata finale sarà invece dedicata a Songs of Forgotten Trees, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia per la miglior regia nella categoria Orizzonti, che racconta la relazione di empatia tra due donne migranti a Mumbai.

Il Legame Tra Italia e India al C-Movie 2026
Il festival dedicherà un focus speciale al rapporto cinematografico tra Italia e India, unendo visioni e riflessioni che interrogano il mito dell’India nell’immaginario italiano. Dal Gange al Marecchia, una danza di Shiva che dall’Asia arriva fino allo stivale, travolgendo il pubblico con le immagini che ancora oggi danno ritmo e linfa al cinema contemporaneo. Tra gli eventi principali, l’incontro con Italo Spinelli, autore della voce Treccani sul cinema indiano, e la proiezione del suo film Gangor, che racconta lo sfruttamento delle tribù locali indiane attraverso gli occhi di un fotoreporter. Un’altra proiezione in programma è Vrindavan Film Studios di Lamberto Lambertini, che racconta la storia di un ragazzo italiano in India, alle prese con il suo film ispirato alla mitologia indiana.
Generazioni, Memoria e Cinema: Il Dialogo Continua
Come abbiamo anticipato, al centro di questa annata del Festival c’è il tempo quale «materia viva», che assume una sfumatura generazionale nel racconto del rapporto tra immagine e corpo. Questo legame a doppio filo tra cinema e generazioni verrà esplorato anche attraverso archivi e testimonianze, trasferendo il senso del tempo dalla pelle dei soggetti alla pelle delle immagini.
Tra i momenti più attesi, la proiezione di Vite di ballatoio di Daniele Segre, documentario che racconta la vita quotidiana di persone transgender immigrate a Torino negli anni ’80. Inoltre, sarà proiettato La camera di consiglio di Fiorella Infascelli, che narra le dinamiche del Maxiprocesso di Palermo, un racconto che intreccia responsabilità civile e coscienza individuale.
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Cinema e Memoria Storica: Dalla Seconda Guerra Mondiale alla Riscoperta dell’Archivio
Un altro momento di riflessione riguarderà il cinema e la memoria storica, con la proiezione del corto documentario Zappaterra, tratto dall’autobiografia di Margherita Ianelli, che ripercorre la storia dell’Italia del Novecento, dall’occupazione tedesca al dopoguerra. Sarà presente Natalia Cangi, direttrice organizzativa della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, per parlare di queste importanti testimonianze.
Ospiti e Incontri: Lidia Ravera e il Dialogo Intergenerazionale
Ospite d’eccezione di questa edizione sarà Lidia Ravera, scrittrice e protagonista della serata inaugurale. Con il cinquantesimo anniversario di Porci con le ali, Ravera discuterà di narrazione generazionale e autobiografica, accompagnata da Luca Raffaelli e Alec Trenta, autori rispettivamente del romanzo Lo spazio dentro e della graphic novel Barba. Tra i temi trattati anche il Sessantotto, con la proiezione di Ammazzare il tempo di Mimmo Rafele, tratto dal romanzo di Ravera.
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Distribuzione Cinematografica: Panel sul Cinema Indipendente
Un altro importante incontro sarà il panel Distribuire oggi, dedicato alla distribuzione cinematografica e alle sfide del cinema indipendente. Mario Mazzetti della FICE e Elena Zanni, esercenti di cinema storici a Rimini, discuteranno su come distribuire il cinema indipendente oggi, tra sala e pubblico.
Con un programma ricco e diversificato, C-MOVIE Film Festival 2026 si conferma come un appuntamento imperdibile per cinefili e appassionati di cinema, riflessione sociale e culturale.

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