
Momenti di paura per Rihanna e la sua famiglia quando una donna, ora in stato di arresto, avrebbe aperto il fuoco contro l’abitazione di Beverly Hills della cantante, sparando diversi proiettili da una pistola semiautomatica: i fatti risalgono a domenica 8 marzo, e avrebbero coinvolto anche la pop star che al tempo si trovava all’interno dell’abitazione dove ormai da anni risiede con il compagno A$AP Rocky e i tre figli piccoli. Sebbene sia rimasta illesa dai colpi – che tuttavia sono arrivati a conficcarsi in uno dei muri esterni della villa -, Rihanna versa ora in stato di shock, vittima di quello che le autorità hanno definito come un atto di “violenza sconsiderata” che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche.
Arrestata Ivanna Ortiz per aver sparato contro la casa di Rihanna: rischio ergastolo
La donna accusata dell’attacco è stata identificata poche ore dopo la sparatoria, mentre cercava di fuggire a bordo della sua tesla bianca: Ivanna Ortiz, 35 anni, arrestata con ben 14 capi d’accusa, tra cui quello di tentato omicidio.
Secondo i documenti giudiziari, l’azione sarebbe stata “volontaria, deliberata e premeditata”. Oltre al tentato omicidio, Ortiz deve rispondere anche di aggressione con arma semiautomatica e di aver sparato contro un’abitazione abitata. Se riconosciuta colpevole, la donna potrebbe essere condannata all’ergastolo, con l’udienza preliminare fissata per il 25 marzo, secondo le procedure penali americane che prevedono il diritto a un rapido processo.

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L’attacco mentre Rihanna era in casa con la famiglia: “è stato terrificante”
Il dettaglio che rende la vicenda ancora più inquietante è che Rihanna e i suoi figli erano presenti in casa al momento degli spari. Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe raggiunto l’abitazione della cantante in auto – una tesla bianca – per poi aprire il fuoco contro la proprietà. Alcuni colpi avrebbero colpito il perimetro della villa, conficcandosi in profondità attraverso i centimetri di mura.
In casa si trovavano otto persone, tra cui i tre figli della cantante — RZA, Riot e la piccola Rocki — oltre alla madre di Rihanna e ad alcuni membri dello staff famigliare, contingenza che getta ulteriormente una luce sinistra sui fatti di domenica 8 marzo. La star e la famiglia non si sono ancora pubblicamente esposte su quanto accaduto, ma una fonte vicina alla famiglia di Rihanna e A$AP Rocky ha confermato il terrore provato, soprattutto considerando che “Non si sentono cose del genere in questo quartiere. È una zona piuttosto tranquilla”.

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Il mistero sul movente dell’attacco contro la casa di Rihanna
Al momento non è chiaro il motivo dell’aggressione, e le autorità non hanno ancora confermato se la donna avesse un rapporto diretto con Rihanna o se sia solo l’atto sconsiderato frutto di una relazione parasociale. Fatto sta che questo sviluppo getta un’ulteriore ombra sulla regolamentazione delle armi negli Stati Uniti, e sugli effetti perversi della fama e della società dello spettacolo: appena dieci anni fa perdeva la vita Christina Grimmie, la cantante assassinata con colpi di arma da fuoco da un fan durante un firmacopie.
Al momento una cellula di investigatori sta analizzando vecchi post sui social attribuiti alla sospettata, nei quali comparirebbero riferimenti alla cantante: in uno di questi messaggi, la donna avrebbe scritto alla star di “parlarle direttamente invece di girarci intorno”, lasciando intendere una possibile ossessione verso la cantante originaria delle Barbados.
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