
Gli Oscar 2026 hanno finalmente svelato i loro vincitori, chiudendo una stagione cinematografica ricca di attese e grandi titoli. La 98ª edizione degli Academy Awards, andata in scena al Dolby Theatre di Los Angeles, ha celebrato film, interpreti e professionisti che hanno segnato l’ultimo anno di cinema internazionale. Tra favoriti confermati, qualche sorpresa e momenti destinati a far parlare ancora a lungo, la notte degli Oscar ha riportato Hollywood al centro della scena mondiale. Una cerimonia che, come accade ogni anno, non celebra soltanto il cinema ma racconta anche le tendenze e le trasformazioni di un’industria capace di influenzare immaginario, cultura e spettacolo.
Oscar 2026: trionfa “Una battaglia dopo l’altra”, tutti i vincitori della notte di Hollywood
Il grande vincitore della notte è stato “Una battaglia dopo l’altra”, il nuovo film di Paul Thomas Anderson, che ha conquistato sei statuette, tra cui quella più prestigiosa come Miglior Film. Partito con 13 nomination, il progetto corale del regista americano era tra i titoli più attesi della serata e ha mantenuto le promesse.
Per Anderson si tratta di un traguardo importante: il regista inseguiva da anni l’Oscar più ambito di Hollywood e questa volta l’Academy ha premiato il suo lavoro. Sul palco con lui è salita la produttrice Sara Murphy, mentre dietro i vincitori si è riunito l’intero cast del film, celebrando un successo collettivo.

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La vittoria di Jesse Buckley: miglior attrice protagonista agli Oscar
Tra le interpretazioni, la stagione ha incoronato Jessie Buckley, premiata come Migliore attrice protagonista per il film Hamnet, diretto da Chloé Zhao, dove interpreta Agnès, compagna del Bardo, alle prese col lutto per la morte del figlio. Un’intensa ricerca tra le maglie del lutto, che disfa il dolore individuale sciogliendolo nella catarsi collettiva.
L’attrice irlandese era già considerata la favorita dopo aver conquistato Golden Globe e BAFTA durante la stagione dei premi. La sua interpretazione intensa nel dramma storico ha convinto definitivamente l’Academy, consacrandola tra le attrici più apprezzate del momento: un momento cruciale nella carriera dell’attrice, che aveva iniziato a recitare proprio con un ruolo Shakesperiano nella commedia Much Ado About Nothing.

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Timtohée grande sconfitto: Chalamet perde contro Michael B. Jordan
Il premio come Miglior attore protagonista è andato invece a Michael B. Jordan per Sinners – I peccatori, film in cui interpreta un doppio ruolo particolarmente complesso, quello dei gemelli Smoke e Stack. I suoi colleghi hanno descritto con minuzia il metodo adottato sul set da Jordan, che ha lavorato attentamente su falcata e muscolatura facciale per scindersi in due personaggi, creando due identità distinte e riconoscibili come Altro da.
Per l’attore statunitense si tratta del primo Oscar della carriera, arrivato al termine di una competizione molto serrata. Nella stessa categoria erano infatti candidati anche Timothée Chalamet, Wagner Moura (vincitore della Palma d’oro a Cannes come miglior attore protagonista), Ethan Hawke e Leonardo DiCaprio.
Cocente sconfitta per Chalamet, che dopo aver primeggiato ai Critics Choice Awards e ai BAFTA era ormai dato per vincitore assicurato: c’è chi dà la colpa a quel disgraziato commento denigratorio nei confronti del balletto e dell’opera – che in un’intervista con Matthew McConaughey ha definito “arti morenti di cui a nessuno interessa nulla” -, affermazione ricca di hybris che ha prevedibilmente portato un’impennata negativa negli indici di apprezzamento dell’attore americano. Ebbene, tutte fandonie: le urne per il voto erano state chiuse già il giorno prima della diffusione della clip, con buona pace dei fan più accalorati di Timothée.

Oscar 2026: i trionfi della notte degli Academy Awards
Tra i premi dedicati ai ruoli secondari, la statuetta come Migliore attrice non protagonista è andata alla veterana Amy Madigan, premiata per il ruolo della Zia Gladys nel film horror Weapons di Zach Cregger: una grandissima interpretazione della Madigan, che ha ridisegnato i confini del terrore, rendendolo fragile come un bastoncino e pervasivo come l’acqua. Nel suo discorso, l’attrice 75enne ha ringraziato il compagno di una vita, l’attore Ed Harris, ricevendo un lungo applauso dal pubblico.
Il premio come Miglior attore non protagonista è stato invece assegnato a Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra, dove – un po’ come la Madigan – interpreta un ruolo da antagonista, e dalle tinte decisamente simili: se il personaggio di Amy Madigan in Weapons mira a soggiogare un’intera cittadina per mantenersi in vita, allo stesso modo il personaggio di Sean Penn mira a sbiancare gli Stati Uniti d’America, appiattendo le ideologie sotto un’unica dottrina così da far sopravvivere il sistema che lo ha messo al potere. Avvertite qualche assonanza?
L’attore non era presente alla cerimonia e la statuetta è stata ritirata da Kieran Culkin, vincitore della stessa categoria lo scorso anno, che ha scherzato dal palco: «Penn non è qui con noi perché non ha potuto o non ha voluto, quindi ritirerò io il premio al suo posto».

Premi internazionali e tecnici: un trionfo per il mondo del cinema
La serata ha premiato anche il cinema internazionale e le categorie tecniche. Sentimental Value del regista norvegese Joachim Trier ha conquistato l’Oscar come Miglior film internazionale, confermando il successo ottenuto nei festival e durante la stagione dei premi, dove si era aggiudicato – tra gli altri – il Gran Prix al Festival di Cannes 78. D’altronde, ce lo aveva già anticipato Elle Fanning con quella simpatica maglietta indossata durante il press tour: questa sarà una “Joachim Trier Summer”.
Successo anche per il film d’animazione KPop Demon Hunters, che ha vinto sia l’Oscar come Miglior film animato sia quello per Migliore canzone originale, segnando uno dei momenti più sorprendenti della serata, e superando la competizione di due altri grandi favoriti: La piccola Amelie di Maëliss Vallade e Chlohan e Arco di Ugo Bienvenu.
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Gli Oscar 2026: il grande ritorno del cinema horror
Con trionfi annunciati e qualche sorpresa, gli Oscar 2026 hanno raccontato un anno di cinema dominato da grandi produzioni, interpretazioni intense e autori capaci di lasciare il segno nella storia recente di Hollywood. Allargando lo sguardo al di là dei film premiati e andando a osservare la totalità delle opere che quest’anno hanno ottenuto una nomination, balzano all’occhio tante continuità quante dissonanze rispetto alle annate precedenti: innanzitutto, fa piacere vedere che il cinema di genere, dopo la clamorosa nomination di The Substance di Coralie Fargeat l’anno scorso, continui a scavarsi un pezzo sempre più ampio nelle premiazioni più blasonate del cinema contemporaneo.
Un cambio di paradigma che ha avuto inizio con Titane di Julia Ducourneau, premiato a Cannes come miglior film nel 2021, e che continua a confermarsi anche negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda la categoria delle migliori attrici non protagoniste: l’anno scorso Demi Moore è stata nominata per il suo ruolo di Elizabeth nel già menzionato The Substance (perdendo però contro Zoe Saldana, magnetica in Emilia Perez), e quest’anno la stessa sorte – sebbene con un finale diverso – è toccata ad Amy Madigan, segnando una riconquista del genere da parte delle donne, che nell’horror solitamente sono vittime, mai carnefici, oggetti e non soggetti.
Da Anora a Una battaglia dopo l’altra: agli Oscar 2026 il cinema torna a essere fuori scala
Parlando invece delle differenze, si nota un ritorno verso le grandi produzioni: se l’anno scorso la vittoria di Anora di Sean Baker (che oltre ai premi al Miglior film e alla Miglior regia si era aggiudicato quello alla Miglior attrice protagonista, Miglior montaggio e Miglior sceneggiatura originale, vincendo 5 categorie sulle 6 totale in cui era stato nominato) aveva fatto pensare a un cambiamento di rotta del cinema hollywoodiano, nella direzione di film indipendenti e a budget ridotto, quest’anno si è vista la rinascita delle grandi produzioni, con film fuori scala e soprattutto politici. Da Una battaglia dopo l’altra di PTA a L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, il cinema più che essere una macchina dei sogni diventa oggi un dispositivo saldamente ancorato alla realtà, che parla una lingua al presente indicativo.
Insomma, riprendendo le parole che vengono ripetute come un mantra nel pluripremiato Una battaglia dopo l’altra di PTA, la rivoluzione può darsi che “non sarà trasmessa in tv”, ma forse qualcosa lo possiamo già intravedere in queste immagini, in questi luoghi, in questi tempi pieni di guai.

Tutti i vincitori degli Oscar 2026
Miglior film
Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another), prodotto da Paul Thomas Anderson, Sara Murphy e Adam Somner
Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another)
Miglior attore protagonista
Michael B. Jordan – I peccatori (Sinners)
Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – Nel nome del figlio (Hamnet)
Miglior attore non protagonista
Sean Penn – Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another)
Miglior attrice non protagonista
Amy Madigan – Weapons
Miglior sceneggiatura non originale
Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another)
Miglior sceneggiatura originale
Ryan Coogler – I peccatori (Sinners)
Miglior film internazionale
Sentimental Value (Affeksjonsverdi), regia di Joachim Trier (Norvegia)
Miglior film d’animazione
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
Miglior casting
Cassandra Kulukundis – Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another)
Miglior fotografia
Autumn Durald Arkapaw – I peccatori (Sinners)
Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein
Migliori costumi
Kate Hawley – Frankenstein
Migliori trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein
Migliori effetti visivi
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar – Fuoco e cenere (Avatar: Fire and Ash)
Miglior montaggio
Andy Jurgensen – Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another)
Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1 – Il film (F1)
Miglior colonna sonora originale
Ludwig Göransson – I peccatori (Sinners)
Miglior canzone originale
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Joong Gyu-kwak e Teddy Park) – KPop Demon Hunters
Miglior documentario
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein
Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones
Miglior cortometraggio (ex aequo)
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata
Miglior cortometraggio d’animazione
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski.















