Statuetta onoraria

Sean Penn assente agli Oscar 2026 perché in Ucraina: l’attore riceve una statuetta d’onore

Sean Penn non era presente agli Oscar perché impegnato in un viaggio di solidarietà in Ucraina: il CEO delle ferrovie ucraine gli ha quindi regalato una statuetta fatta coi resti di un treno bombardato dai russi

di Redazione di Rumors.it | 18 Marzo 2026
Foto: Warner Bros.

Sean Penn, celebre per il suo talento e l’impegno sociale e politico, ha fatto parlare di sé, seppur in modo inusuale, agli Oscar 2026. Fatto particolare, visto che l’attore non era presente: infatti, ad aver ritirato a suo nome il premio Oscar – il terzo che riceve – è stato il collega Kieran Culkin. L’assenza di Sean Penn non era però immotivata: infatti, l’attore si trova attualmente a Kiev, in Ucraina. E proprio dal popolo ucraino gli è arrivato il riconoscimento più importante: una statuetta realizzata con il ferro di un treno che è stato bombardato dall’esercito nemico, conferitagli proprio dal CEO delle linee ferroviarie ucraine, Oleksandr Pertsovskyi. Un gesto dalla forte carica simbolica, che oltre a celebrare il talento attoriale di Penn ne mette in evidenza l’impegno sociale e politico.

L’omaggio speciale a Sean Penn: un Oscar realizzato con il metallo di un treno distrutto dalla guerra

Martedì 17 marzo, un gesto carico di significato e solidarietà ha catturato l’attenzione internazionale. Oleksandr Pertsovskyi, amministratore delegato delle Ferrovie ucraine, ha consegnato a Sean Penn una statuetta degli Oscar realizzata con il metallo di un treno danneggiato dalla guerra in Ucraina. In un momento carico di emozione, Pertsovskyi ha detto a Penn: “Ti sei perso l’Oscar per essere qui… Quindi ne abbiamo fatto una noi“, un’affermazione che ha reso il momento ancora più simbolico.

La statuetta, creata con il materiale di un vagone ferroviario danneggiato dai bombardamenti russi, rappresenta non solo un omaggio al talento dell’attore, ma anche un atto di resistenza e speranza in un periodo di sofferenza. Il gesto, documentato in un video condiviso dalla BBC, è diventato un potente simbolo della resilienza ucraina, dove anche nei momenti più bui, la cultura e l’arte si ergono come fari di speranza. Un Oscar speciale, che non è solo una premiazione, ma un messaggio di coraggio e determinazione.

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Zelensky ringrazia Sean Penn per il suo continuo supporto all’Ucraina

Lunedì 16 marzo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha voluto esprimere pubblicamente la sua gratitudine a Sean Penn condividendo una foto che lo ritrae insieme all’attore, mentre i due sono intenti in una conversazione. Con parole piene di apprezzamento, Zelensky ha scritto nella didascalia: “Sean, grazie a te sappiamo cosa significa essere un vero amico dell’Ucraina“.

Il presidente ha poi continuato, ricordando il sostegno costante che Penn ha offerto al Paese sin dai primi giorni del conflitto: “Sei stato al fianco dell’Ucraina fin dal primo giorno della guerra su vasta scala. E lo sei ancora oggi. Sappiamo che continuerai a stare al fianco del nostro Paese e del nostro popolo“. Un messaggio che non solo celebra la vicinanza tra l’attore e la nazione ucraina, ma sottolinea anche il valore di una solidarietà che va oltre la semplice retorica, diventando un impegno concreto e continuo.

Penn, infatti, è stato tra i primi a prendere posizione a favore dell’Ucraina, utilizzando la sua visibilità internazionale per sensibilizzare il pubblico sulla gravità della situazione e per offrire supporto in ogni modo possibile.

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La decisione di Penn di non partecipare agli Oscar 2026: la misura di un uomo

Nonostante fosse atteso come uno dei protagonisti della serata, Penn ha deciso di non presenziare alla cerimonia per ritirare il suo premio. La sua assenza è stata interpretata come una dichiarazione politica e personale. Penn ha sempre mantenuto una posizione di disconnessione rispetto al glamour e al consumismo di Hollywood, concentrandosi su tematiche che considera più urgenti e vitali. L’attore ha scelto di non essere parte di un evento che, secondo lui, potrebbe distrarre dalla gravità di questioni politiche e sociali globali.

Una battaglia dopo l’altra“: il conflitto interiore di Sean Penn tra cinema e impegno politico

È paradossale che il ruolo per cui Sean Penn ha ricevuto l’Oscar come Miglior attore non protagonista – il terzo della sua carriera, che lo fa entrare a diritto nell’ambito “Club dei tre” – sia proprio quello del colonnello Lockjaw: un uomo corroso dall’odio, la cui missione nella vita è entrare tra le fila dei Pionieri del Natale, un gruppo di suprematisti bianchi che vorrebbero ripulire l’America da tutte le minoranze – etniche, religiose e sessuali.

Soprattutto se si considera che una delle sue precedenti statuette l’ha donata proprio all’Ucraina così che potessero fonderla per trasformarla in proiettili da sparare contro l’esercito invasore: segno tangibile di un impegno politico tutt’altro che performativo, che ora va a sommarsi alla sua presenza in carne e ossa in Ucraina proprio nel momento in cui – lo sa benissimo – tutto il mondo lo sta guardando.

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