
Il Principe Harry finisce al centro di una nuova bufera, e questa volta non si tratta di gossip ma di tribunale. Il Duca di Sussex è stato citato in giudizio per diffamazione da Sentebale, la charity che lui stesso aveva co-fondato nel 2006 e che per anni ha rappresentato uno dei progetti più personali e simbolici del suo impegno pubblico. Una svolta che riaccende uno scontro mai davvero chiuso, fatto di tensioni interne, accuse incrociate e fratture gestionali che si trascinano da mesi. E che ora, per la prima volta, escono definitivamente dalla dimensione mediatica per approdare in aula, trasformando una crisi reputazionale in un vero e proprio caso legale.
Principe Harry e il coinvolgimento con Sentebale: la causa per diffamazione
Secondo quanto riportato da BBC e Reuters, la causa sporta contro il Principe Harry è stata depositata il 24 marzo presso l’Alta Corte di Londra e coinvolge anche Mark Dyer, scudiero del Re che ha da sempre esercitato una notevole influenza sul Duca di Sussex, al punto da essere suo mentore in giovane età. Le accuse di Sentebale parlano chiaro: diffamazione attraverso dichiarazioni e contenuti pubblici. Per l’ente benefico si tratterebbe di una vera e propria “campagna mediatica negativa coordinata” ai propri danni, capace di compromettere reputazione, operatività e rapporti con partner strategici. Una linea netta, che trasforma un conflitto interno in uno scontro ufficiale.

Sentebale contro Harry: il nodo della reputazione
Nel comunicato, l’organizzazione sottolinea anche un effetto a catena: una diffusione virale delle accuse che avrebbe generato episodi di cyberbullismo contro il team e la dirigenza. Non solo tensione, quindi, ma un impatto concreto su una struttura che da anni lavora in Africa con giovani vulnerabili, tra Lesotho e Botswana. Un contesto delicato, in cui ogni scossone mediatico rischia di tradursi in conseguenze operative reali, mettendo in difficoltà non solo l’organizzazione, ma anche le comunità che da quel supporto dipendono quotidianamente.
La risposta del Principe Harry: accuse respinte
La replica del Principe Harry non si fa attendere: un portavoce parla di accuse “offensive e diffamatorie”, mettendo in discussione la scelta stessa di usare fondi destinati alla beneficenza per avviare un’azione legale. Il messaggio è chiaro: chi ha costruito l’organizzazione oggi si trova dall’altra parte dello scontro. Una posizione che sottolinea tutta la frattura interna, ma anche il cambio di prospettiva – da fondatore a figura contestata – che rende questa vicenda ancora più delicata. E che lascia emergere un interrogativo più ampio: quanto questa battaglia stia ormai superando i confini dell’organizzazione stessa.
I Principi Harry e Seeiso contro Sentebale: dalle dimissioni allo scontro aperto
Per capire questa causa bisogna tornare indietro. Precisamente a marzo 2025, quando Harry si è dimesso da Sentebale insieme al Principe Seeiso di Lesotho – uno dei Paesi nei quali opera Sentebale -, dopo uno scontro con la presidente Sophie Chandauka, tra accuse di bullismo e razzismo poi non confermate. La Charity Commission ha infatti escluso abusi sistemici, ma ha evidenziato una gestione interna fallimentare, incapace di contenere il conflitto lontano dai riflettori. E da lì, il passo verso la rottura definitiva è stato breve.

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Un progetto personale diventato caso mediatico
Fondata nel 2006 anche in memoria della Principessa Diana, Sentebale è sempre stata una delle iniziative più personali per Harry, quasi un’estensione del suo impegno umanitario più autentico. Un progetto cresciuto negli anni, capace di aiutare oltre 100.000 giovani, soprattutto in contesti segnati da povertà, HIV e difficoltà sociali. Una realtà costruita passo dopo passo, con una forte componente emotiva e simbolica, che ha contribuito a definire l’immagine pubblica del principe ben oltre i confini della monarchia.
E proprio per questo, oggi, questa vicenda assume un peso diverso. Non è solo una questione legale o di gestione interna, ma un passaggio delicato che tocca la sua credibilità e una parte molto intima della sua storia. Per Harry significa vedere messo in discussione uno dei pochi progetti che più di tutti raccontavano chi fosse davvero, fuori dai ruoli e dalle etichette.

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Foto Harry: Foto: Doug Peters / IPA















