Accuse shock

Katy Perry accusata di molestia sessuale da Ruby Rose: Perry smentisce, ma Rose prende provvedimenti

Ruby Rose accusa Katy Perry di una presunta aggressione avvenuta anni fa: la cantante smentisce, mentre il caso esplode sui social tra nuove dichiarazioni e sviluppi

di Redazione di Rumors.it | 15 Aprile 2026
Foto: collage sx: Instagram @rubyrose; dx: Instagram @katyperry

Katy Perry e Ruby Rose finiscono al centro di una vicenda che riemerge dal passato e si impone nel presente con una forza difficile da ignorare. A quasi vent’anni dai fatti, Ruby Rose affida ai social un racconto rimasto a lungo in sospeso, parlando di una presunta aggressione sessuale avvenuta in una discoteca di Melbourne. Non un ricordo isolato, ma una storia che — secondo la sua versione — ha richiesto anni per essere affrontata e resa pubblica. Un’accusa che arriva senza preavviso e che, nel giro di poche ore, accende un confronto immediato, tra smentite ufficiali e reazioni che si muovono già sul piano della percezione pubblica.

Ruby Rose accusa Katy Perry: “Mi ha aggredita”

Tutto parte da un commento su Threads. Ruby Rose, rispondendo a un contenuto su Katy Perry, scrive senza filtri: “Katy Perry mi ha aggredita sessualmente al nightclub Spice Market di Melbourne”.

Poi aggiunge un dettaglio che cambia il peso delle parole: “ci sono voluti quasi vent’anni per dirlo pubblicamente”. Un tempo lungo, che l’attrice collega direttamente al trauma e alla difficoltà — soprattutto tra donne — di parlare apertamente di violenza.

Foto: Instagram @rubyrose

Il racconto dell’episodio: una versione esplicita

Nei post successivi, Ruby Rose entra nei dettagli del presunto episodio. Racconta di aver cercato di evitare Perry appoggiandosi a un’amica, fino al momento in cui — secondo la sua versione — la cantante si sarebbe avvicinata in modo invasivo. Una scena descritta in modo esplicito, che l’attrice dice di aver inizialmente raccontato come una “storiella da ubriaca”, proprio perché non sapeva come gestirla.

E aggiunge un elemento ancora più complesso: dopo quell’episodio, Perry avrebbe comunque continuato ad avere un ruolo nella sua vita, arrivando anche a scrivere lettere di raccomandazione per il suo visto negli Stati Uniti.

Katy Perry nega tutto: “Accuse false e pericolose”

La risposta di Katy Perry arriva attraverso un portavoce, che smentisce in modo netto le accuse, definendole “categoricamente false”, nonché “menzogne pericolose e sconsiderate”.
Non solo: nella dichiarazione si sottolinea come Ruby Rose abbia già in passato mosso accuse pubbliche poi smentite. Due versioni completamente opposte, senza zone intermedie.

Foto: instagram @katyperry

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Ruby Rose sceglie il silenzio: “Posso guarire”

Nelle ultime ore è arrivato anche un nuovo sviluppo. Ruby Rose ha spiegato di aver formalizzato tutte le segnalazioni e di non poter più commentare pubblicamente la vicenda. In un messaggio condiviso sui social, l’attrice ha chiarito che si tratta di una richiesta standard da parte della polizia, motivo per cui smetterà di rispondere, commentare o rilanciare contenuti legati al caso.

Una pausa che, più che una chiusura, segna un passaggio preciso: dalla narrazione pubblica a un possibile percorso formale. E che, nelle sue parole, rappresenta anche un sollievo. “Posso iniziare il processo di guarigione”, ha scritto, lasciando intendere che la storia, almeno per ora, esce dal flusso continuo dei social per spostarsi altrove.

Foto: Instagram stories @rubyrose

Un’accusa che riapre un tema più ampio

Al di là del singolo caso, il racconto di Ruby Rose tocca un punto più complesso. Parlare di violenza e abuso tra donne, secondo l’attrice, resta ancora più difficile, meno riconosciuto, più fragile sul piano della credibilità. Ed è proprio questo che rende la vicenda ancora più delicata. Perché qui non c’è solo uno scontro tra due versioni, ma un terreno scivoloso fatto di percezioni, memoria e dinamiche difficili da raccontare.

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Una storia che si gioca sui social (e nella percezione pubblica)

Al momento, tutto si muove fuori da un’aula di tribunale: post, dichiarazioni, smentite, portavoci.
Ogni elemento entra immediatamente nel flusso mediatico e viene rilanciato, commentato, discusso. E anche senza una causa formale, la partita è già iniziata. Perché, in casi come questo, la percezione pubblica si costruisce in tempo reale — e può pesare quanto, se non più, di qualsiasi verdetto.

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