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Vittoria di Savoia si racconta: “Provavo rabbia”, la verità sul rapporto col padre Emanuele Filiberto

Vittoria di Savoia si confessa: dalla rabbia adolescenziale al rapporto con la famiglia, fino alla nuova vita tra arte e recitazione

di Redazione di Rumors.it | 16 Aprile 2026
foto: instagram @efsavoia

“Call me Vitto”. È così che Vittoria di Savoia sceglie di presentarsi, prendendo subito le distanze da qualsiasi etichetta. Il titolo di “altezza reale” non la rappresenta e non definisce chi è oggi. La figlia primogenita del principe Emanuele Filiberto e di Clotilde Courau si racconta senza filtri tra le pagine del Corriere della sera, in un’intervista densa e approfondita che attraversa scelte personali, percorso di crescita e rapporto con la famiglia. E tra le sue parole emerge una verità intensa e inaspettata: “Provavo rabbia”.

Vittoria di Savoia e la famiglia: “C’erano tante cose che non capivo”

Nel corso dell’intervista, Vittoria di Savoia si apre come raramente ha fatto, raccontando un lato più fragile e personale. Oggi abbiamo un rapporto sincero, aperto, bellissimo”, dice parlando del padre. Ma non è sempre stato così. “Io, quando ero più giovane, provavo rabbia, c’erano tante cose che non capivo”. Parole forti, che raccontano il vissuto di un’adolescenza segnata da dubbi e incomprensioni. Una rabbia che, come lei stessa spiega, potrebbe essere legata a più fattori: “Forse perché avrei voluto i miei più insieme o perché non capivo la questione del cognome…”.

Un passaggio che umanizza la sua figura: non una “principessa”, ma una ragazza che ha attraversato le stesse emozioni di tanti altri giovani. Col tempo, però, qualcosa cambia: “Crescendo ti rendi conto che i tuoi genitori sono anche loro persone e imparano insieme a te”. Oggi quella rabbia è superata, lasciando spazio a un rapporto più maturo e consapevole.

foto: instagram @efsavoia

Vittoria di Savoia oggi: tra Londra, arte e recitazione

Oggi Vittoria di Savoia ha 22 anni, vive a Londra e costruisce il suo percorso lontano dai cliché reali. È curatrice di mostre, modella e studia recitazione. Una vita intensa, autonoma, che racconta una giovane donna determinata a definire da sola la propria identità. A 17 anni lascia Parigi per trasferirsi in Inghilterra e studiare politica. Ma qualcosa cambia presto: “Studiare politica non mi è piaciuto molto e ho subito lasciato l’università senza dirlo ai miei genitori”, confessa.

Una scelta impulsiva, ma consapevole: voleva dimostrare di potercela fare da sola. E così inizia una fase completamente diversa. Lavora in una galleria d’arte, la Thaddeus Ropac, e in un pub, dove serve ai tavoli e si mantiene da sola. Nel frattempo, lancia anche una piattaforma per promuovere giovani artisti, “Curated by Vittoria di Savoia”, e si iscrive a un corso di teatro. È proprio lì che scatta qualcosa: recitare le piace davvero. Decide quindi di cambiare direzione, chiamare sua madre e tornare a Parigi per inseguire questa nuova strada.

foto: instagram @efsavoia

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Il debutto da attrice e il sogno che prende forma

Il ritorno a Parigi segna una nuova fase. Vittoria si immerge completamente nello studio. Grazie ai risparmi messi da parte lavorando, riesce a pagarsi tutto da sola. Poi arrivano i casting. E il momento decisivo: “Al terzo provino, mi hanno presa per un film di Prime Video che esce a settembre. Una gioia incredibile”. Un traguardo importante, che segna l’inizio di una carriera nel mondo del cinema. Un percorso costruito passo dopo passo, lontano da scorciatoie e privilegi apparenti.

foto: instagram @vittoia.disavoia

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Tra social e vita reale: la scelta di Vittoria di Savoia

Nonostante il cognome e l’attenzione mediatica, Vittoria di Savoia mantiene un approccio molto selettivo alla visibilità. I social? Sì, ma con un obiettivo preciso. “Mi interessano solo per condividere progetti artistici, non per mostrare il mio privato”. Una posizione controcorrente, soprattutto in un’epoca in cui l’esposizione personale è spesso centrale. Vittoria preferisce altro: “Sto poco sul telefono. Preferisco andare al cinema, al teatro, a una mostra”. Un modo di vivere che riflette la sua identità: più concentrata sulla crescita personale che sull’apparenza.

foto: instagram @efsavoia

Una “principessa” fuori dagli schemi

C’è un ultimo elemento che definisce perfettamente il suo percorso: il rapporto con il titolo nobiliare. “Call me Vitto”, ripete. Perché il titolo di “altezza reale” non la rappresenta. Cresciuta a Parigi con un’educazione libera e molto solida, Vittoria racconta di aver sempre ricevuto un insegnamento chiaro: il valore del lavoro e del denaro. “Mi hanno sempre insegnato che devo lavorare”, spiega. E i fatti sembrano confermarlo.

Oggi, tra arte, recitazione e nuovi progetti, Vittoria di Savoia costruisce un percorso autentico, lontano dalle aspettative e vicino a ciò che sente davvero. E forse è proprio questa la sua vera rivoluzione: trasformare un cognome importante in un punto di partenza, non in un’etichetta.

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