
Un racconto crudo, diretto, che colpisce per la sua sincerità. Tiziano Ferro si apre come raramente aveva fatto prima e racconta il momento preciso in cui ha deciso di chiedere aiuto. Un episodio forte, legato a una caduta fisica ma soprattutto emotiva: “All’ennesima birra casco in terra e…”. Da lì, la scelta di iniziare un percorso di psicoterapia che gli ha cambiato la vita.
Tiziano Ferro e la terapia: “Mi sentivo sbagliato”
Nel corso dell’intervista a Venerdì di Repubblica, Tiziano Ferro ripercorre gli anni più difficili, segnati da un senso profondo di inadeguatezza; “Mi sentivo una persona sbagliata e basta”, confessa. Un disagio che affonda le radici nella sua giovinezza, quando ancora non riusciva a dare una risposta a domande che lo mettevano in difficoltà, soprattutto sul suo orientamento sessuale.“Avevo il terrore di fare le interviste, perché sapevo che prima o poi mi avrebbero fatto quella domanda”, racconta. Un clima di pressione costante, amplificato dalle insinuazioni dei giornalisti, che lo facevano sentire ancora più fragile. Il coming out arriva a 30 anni, nel 2010, ma il percorso per accettarsi è lungo e complesso. Ed è proprio qui che entra in gioco la terapia.
Il momento della svolta: “Non ce la facevo più”, Tiziano Ferro si apre
La psicoterapia, per Tiziano Ferro, non è stata una scelta casuale, ma una vera e propria svolta arrivata in un momento preciso della sua vita. Tutto inizia a Milano, quando si ritrova a parlare con una persona piuttosto famosa che gli racconta del suo percorso psicologico e di quanto questo lo abbia aiutato. A Tiziano resta impresso il racconto.
Qualche giorno dopo arriva il punto di rottura. In albergo, da solo, accade qualcosa che segna un prima e un dopo: “All’ennesima birra casco per terra, la faccia sulla moquette, non riesco ad alzarmi”. È lì, in quel momento di totale fragilità, che decide di fare qualcosa di diverso. Fissando la moquette, prende il telefono e scrive proprio a quella persona: “Mi dai il numero della tua psicologa?”.
La risposta arriva subito e da quel messaggio nasce un nuovo inizio: “Lui me lo manda e io ci vado, ci corro proprio, non ce la facevo più”, ammette. Da quel momento, qualcosa cambia davvero. Non solo per il percorso intrapreso, ma per la decisione stessa di iniziarlo: “Ho iniziato a sentirmi bene solo per il fatto di aver deciso di iniziare a volermi bene”.
Lo studio e la consapevolezza durante la pandemia
Durante la pandemia, Tiziano Ferro compie un passo importante anche sul piano personale e formativo:
“Durante la pandemia mi sono laureato. Triennale americana, online. Ho approfondito i temi che più mi appassionano: le addiction e i disturbi alimentari”, racconta. Un percorso che lo avvicina sempre di più alla psicologia: “Mi vedo soprattutto studiare la psicologia. Tra i tanti motivi, uno importante era che non mi accettavo”. Ed è proprio grazie alla terapia che arriva una svolta decisiva: “Dopo due anni ho fatto coming out: la terapia mi ha spinto fuori da quel disagio”, spiega.
Tiziano Ferro padre: amore e disciplina
Oggi, oltre all’artista, c’è anche il padre. Tiziano Ferro parla con grande lucidità del suo ruolo nei confronti dei figli, Margherita e Andres, nati nel 2022. “Direi un padre amorevole che dà importanza alla disciplina”, afferma. Una visione chiara, che si discosta da quella più “amicale” spesso raccontata: “Non mi convincono i genitori che dicono ‘sono il migliore amico dei miei figli’”. Per lui, il ruolo è ben definito: “Io voglio essere il padre dei miei figli, non il loro migliore amico”. E aggiunge una riflessione che colpisce per la sua semplicità e profondità: “Dire di no è un gesto d’amore”.

I valori che vuole trasmettere: le parole di Tiziano Ferro
Nel suo racconto, Tiziano Ferro sottolinea anche i valori che desidera trasmettere ai figli. “Vorrei che imparassero a rispettare gli altri”, spiega. Non solo le figure di autorità, come i professori, ma anche amici e avversari. E poi un insegnamento fondamentale: “Vorrei che imparassero a perdere con grazia”. Parole che raccontano un’idea di educazione basata sull’equilibrio, sul rispetto e sulla consapevolezza.














