Rivelazioni shock

Caso Jeffrey Epstein: pubblicato il presunto biglietto d’addio che riapre i dubbi sulla sua morte

Il presunto biglietto d’addio di Jeffrey Epstein, pubblicato da un giudice federale, riaccende il dibattito sulla sua morte, anche se il documento non è ancora stato verificato

di Redazione di Rumors.it | 7 Maggio 2026
Foto: google creative commons

A quasi sette anni dalla morte di Jeffrey Epstein, il caso torna nuovamente al centro dell’attenzione mediatica. Un giudice federale di New York ha infatti pubblicato quello che sarebbe il presunto biglietto d’addio lasciato dal finanziere poco prima di morire nella sua cella il 10 agosto 2019. Il documento, scritto a mano, non è datato, non è firmato e non è mai stato verificato ufficialmente, ma il suo contenuto ha già riacceso polemiche, dubbi e teorie attorno a una delle vicende più controverse degli ultimi anni.

Caso Jeffrey Epstein: il presunto messaggio fa discutere il web

Jeffrey Epstein era stato arrestato nel luglio 2019 con accuse pesantissime di traffico sessuale di minori. Poco più di un mese dopo, venne trovato morto nella sua cella del Metropolitan Correctional Center di New York. La sua morte fu classificata come suicidio, ma fin dall’inizio il caso alimentò sospetti e speculazioni in tutto il mondo.

Ora, a riportare la vicenda sotto i riflettori è il presunto biglietto d’addio reso pubblico dal giudice Kenneth Karas del Distretto Meridionale di New York. Nel testo, Epstein scrive:
“Mi hanno indagato per mesi, Non hanno trovato nulla!!!”. Una frase che ha immediatamente fatto il giro del web e che molti hanno interpretato come un tentativo di difesa personale da parte del finanziere.

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Caso Jeffrey Epstein: le frasi contenute nel documento sollevano nuovi interrogativi

Nel documento desecretato compaiono anche altre frasi che stanno facendo molto discutere. Epstein farebbe riferimento alle accuse ricevute negli anni precedenti e aggiungerebbe:
“È un privilegio poter scegliere il momento in cui dire addio”. Poi una frase ancora più inquietante:
“Cosa vuoi che faccia? Che mi metta a piangere?! Non è divertente, non ne vale la pena”. Parole che, se autentiche, potrebbero offrire uno sguardo inquietante sullo stato mentale del finanziere negli ultimi giorni di vita. Tuttavia, resta un dettaglio fondamentale: il documento non è stato autenticato e la sua provenienza non è mai stata confermata ufficialmente.

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Caso Jeffrey Epstein: il ruolo dell’ex compagno di cella Nicholas Tartaglione

A far emergere l’esistenza del presunto biglietto sarebbe stato Nicholas Tartaglione, ex poliziotto e compagno di cella di Epstein. Secondo quanto riportato dal New York Times, Tartaglione avrebbe trovato il foglio all’interno di una graphic novel nel luglio 2019, poco dopo che Epstein era stato trovato a terra nella cella con ferite al collo.

Inizialmente Epstein aveva dichiarato alle guardie di essere stato aggredito dal compagno di cella, salvo poi ritrattare parlando di tentato suicidio. Tartaglione ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento e oggi sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di quattro persone avvenuto nel 2016. Il documento è rimasto custodito in tribunale per anni nell’ambito del procedimento penale legato proprio a Tartaglione, fino alla recente richiesta del New York Times di renderlo pubblico.

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Caso Jeffrey Epstein: i dubbi sulla sua morte continuano ad alimentare teorie

Nonostante la morte di Epstein sia stata ufficialmente classificata come suicidio, il caso continua a generare interrogativi e teorie. Negli anni, infatti, sono emerse numerose controversie legate alle telecamere di sorveglianza, ai controlli carcerari e ai rapporti del finanziere con personaggi influenti del mondo politico ed economico internazionale.

Anche il presunto biglietto desecretato rischia ora di diventare un nuovo elemento destinato ad alimentare il dibattito pubblico. Il fatto che il documento non sia firmato, datato o verificato lascia infatti aperti moltissimi dubbi sulla sua autenticità. Nel frattempo, il Dipartimento di Giustizia non ha ancora rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda.

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