Polemica social

Povia si sfoga dopo lo show annullato: “Mi pagano per tapparmi la bocca”

Povia denuncia la cancellazione del concerto a Monza e riaccende la polemica attorno a Luca era gay, mentre il web si divide

di Redazione di Rumors.it | 7 Maggio 2026
Foto: instagram @giuseppepovia

Un concerto cancellato all’ultimo momento e una polemica che infiamma immediatamente i social. Povia torna al centro del dibattito dopo aver denunciato l’annullamento della sua esibizione prevista il 6 maggio al True Love Impact di Monza, evento organizzato dal Consorzio Vero Volley dedicato a inclusione, educazione e responsabilità sociale. Secondo il cantante, dietro la decisione ci sarebbe ancora una volta Luca era gay, il brano presentato a Sanremo nel 2009 che continua a dividere l’opinione pubblica anche a distanza di 17 anni. Una vicenda che ha rapidamente acceso il web tra accuse di censura e repliche ufficiali degli organizzatori

Povia: la versione del cantante accende la polemica

È stato lo stesso Povia a raccontare tutto attraverso un video pubblicato sui social, spiegando di essersi ritrovato “con l’ennesimo concerto annullato all’ultimo momento con una telefonata e una mail”. Secondo il cantante, il problema sarebbe nato dopo la richiesta della scaletta da parte dell’organizzazione, che avrebbe espresso perplessità sulla presenza di brani sociali e, in particolare, di Luca era gay. “Io sono un cantautore sociale, se chiami Povia non puoi chiedermi di non essere Povia”, ha dichiarato con amarezza.

Foto: instagram @giuseppepovia

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“Pagato per tacere”: le parole di Povia accendono il dibattito sulla censura

Il cantante ha poi confermato che il cachet previsto dal contratto gli verrà comunque riconosciuto, ma ha aggiunto una frase destinata a far discutere: “Mi pagano per tapparmi la bocca”. Povia ha spiegato di voler devolvere quei soldi in beneficenza perché non li considera “guadagnati con il proprio lavoro”. Lo sfogo ha immediatamente riacceso l’attenzione sul rapporto complicato tra il cantautore e il mondo televisivo e musicale italiano, che lui stesso sostiene di aver pagato caro negli ultimi anni.

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Luca era gay: ancora controversie per Povia a diciassette anni dal debutto a Sanremo

A distanza di anni, Luca era gay, brano arrivato secondo al Festival di Sanremo del 2009, continua a dividere l’opinione pubblica. Povia difende ancora oggi il significato del brano, definendolo “una canzone d’amore pluripremiata” e respingendo qualsiasi accusa di omofobia. Secondo il cantante, però, proprio quella canzone avrebbe avuto conseguenze importanti sulla sua carriera: “Per aver cantato questo brano non riesco più a fare ospitate in tv o presentare i miei nuovi lavori”. Tra questi ci sarebbe anche un brano dedicato al cyberbullismo, tema che considera centrale nella sua produzione artistica.

Foto: instagram @giuseppepovia

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La risposta degli organizzatori alle accuse di censura: “Non abbiamo censurato Povia”

Dal canto suo, il Consorzio Vero Volley ha respinto con decisione le accuse di censura, chiarendo che la scelta sarebbe stata presa esclusivamente per motivi organizzativi e di coerenza con il messaggio del festival. Il True Love Impact, infatti, viene descritto come un evento dedicato all’inclusione, all’educazione e alla responsabilità sociale. Per questo motivo, secondo gli organizzatori, la presenza di Povia non sarebbe stata “esattamente in linea con il significato dell’evento”. Nella nota ufficiale viene inoltre precisato che il concerto potrebbe essere riprogrammato in futuro, magari nella prossima stagione autunnale.

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Povia: la vicenda divide il pubblico e accende il dibattito

La vicenda ha inevitabilmente acceso il dibattito online. Da una parte ci sono i sostenitori del cantante, che parlano apertamente di censura e criticano il fatto che un artista venga escluso per i contenuti di una canzone. Dall’altra, invece, molti utenti difendono la scelta del festival, sostenendo che ogni evento abbia il diritto di selezionare ospiti coerenti con il proprio messaggio. Intanto Povia non sembra intenzionato a fare passi indietro: “Non ho fatto niente di male, canto delle storie”, ha ribadito, lasciando intendere che la polemica sia tutt’altro che chiusa.

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