
Dopo 16 anni di collaborazione intensa, Barbara D’Urso ha deciso di portare Mediaset in tribunale. La conduttrice racconta di essere stata allontanata improvvisamente nel 2023, senza alcuna spiegazione diretta: “Non è stata una mia decisione e, per giunta, mi è stata comunicata da terze persone. Da allora non ho mai ricevuto un messaggio né una spiegazione”, ha dichiarato a La Stampa. La decisione di intraprendere l’azione legale arriva al termine di una procedura di mediazione fallita, dopo anni in cui D’Urso ha sperato in un chiarimento o in nuove opportunità professionali che non si sono concretizzate.
Barbara D’Urso e la causa contro Mediaset: accuse di isolamento e mancati contatti
Barbara D’Urso racconta di essere stata isolata e soggetta a un divieto assoluto di contatti, definito da lei come un trattamento che si riserva “ai traditori, ai vili traditori”. La conduttrice sottolinea che negli ultimi anni le erano state prospettate opportunità concrete in Rai, con progetti editoriali in prime time, ma improvvisamente tutti i programmi sono stati cancellati o annullati senza spiegazioni.
“Per più di una volta, stavo per condurre una trasmissione in Rai, anche durante Ballando con le stelle, ma improvvisamente tutto svaniva”, ha dichiarato. D’Urso ribadisce che ogni elemento verrà verificato in tribunale, dove testimoni e documenti ricostruiranno fedelmente i fatti, dando una chiara visione dell’accaduto.

Controversie sui compensi e diritti professionali: il caso D’Urso vs Mediaset
Fonti Mediaset ricordano che Barbara D’Urso ha guadagnato circa 35 milioni di euro tra compensi contrattuali e pubblicità durante la sua carriera in azienda. La conduttrice, però, precisa che il suo obiettivo non è il denaro, ma tutelare i diritti professionali e artistici, e solo in seconda battuta quelli economici. D’Urso evidenzia che l’esclusione dall’azienda ha comportato la perdita di importanti opportunità editoriali, con progetti in fase di sviluppo che sono stati improvvisamente annullati.
“Mi è stato fatto un trattamento ingiusto e ho deciso che era arrivato il momento di difendere ciò che mi spetta come professionista e come artista”, ha dichiarato, mostrando un mix di determinazione e risentimento nei confronti dell’azienda.
Post offensivo Mediaset: la richiesta di scuse
Nel corso dell’intervista, Barbara D’Urso torna anche sul post ingiurioso del 2023 apparso su un profilo ufficiale dell’azienda, che secondo lei è stato gravemente lesivo per la sua immagine di donna, madre e artista: “Non me l’hanno mai giustificato. Nessuno mi ha chiesto scusa, neanche privatamente. Aspetto ancora risposte adeguate, che spero arriveranno in tribunale”. Il post era stato rimosso e attribuito a un presunto hackeraggio, ma per D’Urso resta un episodio centrale della vicenda, simbolo di un trattamento che reputa ingiusto e offensivo.
Pressioni esterne e presunti condizionamenti
Negli atti legali, Barbara D’Urso cita possibili condizionamenti nella scelta degli ospiti dei suoi programmi, menzionando nomi noti come Maria De Filippi e Silvia Toffanin, versioni smentite dalla società Fascino e dalle fonti vicine a Verissimo. La conduttrice non esclude che ci possano essere state vendette personali nell’ambiente televisivo, ma esclude completamente il pubblico e gli inserzionisti come responsabili, sottolineando che la decisione di allontanarla non ha avuto nulla a che vedere con gli ascolti o il gradimento dei suoi programmi.
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Il ritorno al lavoro e il futuro di Barbara D’Urso
Dopo anni di silenzio forzato, D’Urso dichiara con decisione: “Per me è importante tornare a fare il mio lavoro, che mi è stato strappato via senza poter nemmeno salutare il pubblico”. La conduttrice promette che tutti i dettagli emergeranno in tribunale, confermando che la vicenda si trasformerà in uno dei casi più discussi del panorama televisivo italiano. L’obiettivo finale di Barbara D’Urso è riprendersi la propria carriera, chiarire ogni malinteso e tutelare la propria immagine davanti a giudici, colleghi e spettatori.

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