
Quando il carattere non è solo una questione di stile
C’è un momento preciso in cui capisci di non essere su un SUV qualunque. Succede quando esci da una rotatoria, dai gas con decisione e lo Stelvio risponde con quella prontezza secca, quasi impaziente. I diesel di nuova generazione sanno dare questa risposta solo se il telaio è all’altezza. E quello dello Stelvio, inutile dirlo, lo è. La serie Intensa non è un semplice allestimento. È una dichiarazione di intenti. Alfa Romeo ha preso il suo SUV di punta, lo ha vestito con cura quasi sartoriale. Inoltre, ha scelto per lui il cuore giusto: il 2.2 turbodiesel da 210 cavalli. Quest’unità nel 2026 resta uno degli argomenti più solidi in favore del gasolio nel segmento dei SUV premium di taglia media.
Eleganza che non ha bisogno di urlare

Guardare uno Stelvio Intensa dal vivo è un’esperienza diversa rispetto a vederlo in foto. La carrozzeria firmata Alfa Romeo è disegnata con proporzioni che ancora oggi, a distanza di anni dal debutto del modello, non mostrano un solo segno di invecchiamento. Il frontale con lo scudetto trilobato, i fari a LED con firma luminosa inconfondibile, i cerchi da 20 pollici in lega a doppia verniciatura: tutto converge verso un’estetica che non ha bisogno di essere spiegata.

La serie Intensa aggiunge dettagli in tinta con la carrozzeria, finiture lucide sulle cornici e inserti specifici agli interni che fanno la differenza rispetto agli allestimenti di accesso. Dentro, il quadro strumenti digitale da 12,3 pollici dialoga con il sistema di infotainment da 8,8 pollici in modo fluido. Non si avverte quella sensazione di assemblaggio affrettato che si avverte su certi concorrenti tedeschi. I sedili in pelle con cuciture a contrasto completano un abitacolo che sa di fatto bene. “Non è solo un SUV elegante. È un SUV italiano elegante — e la differenza, chi la sa vedere, la sente tutta.”

Il 2.2 diesel: un motore che sa ancora sorprendere
Il quattro cilindri 2.2 turbodiesel della casa Alfa Romeo è uno di quei motori che piacciono ai tecnici prima ancora che agli automobilisti. L’architettura con doppio turbo a geometria variabile garantisce una risposta ai bassi regimi quasi immediata, con la coppia massima di 470 Nm disponibile già intorno ai 1.750 giri. Nella guida quotidiana questo si traduce in una facilità di utilizzo disarmante. Basta un’apertura minima del gas per ritrovarsi a velocità autostradali senza aver mai sentito il motore faticare.

Ma la vera sorpresa arriva quando si spinge. Con 210 cavalli e un cambio automatico a otto rapporti ben tarato, lo Stelvio Intensa scatta da 0 a 100 km/h in 6,6 secondi — un dato che molti SUV con motorizzazioni ibride leggere si sognano. La trazione integrale Q4 di serie gestisce i trasferimenti di coppia in modo quasi impercettibile. Questo avviene specialmente in curva, dove il retrotreno fa il suo lavoro senza mai perdere compostezza.
Su strada: dove l’Alfa fa ancora la differenza
Il DNA sportivo del marchio Alfa Romeo non è un racconto di marketing. Si percepisce nel modo in cui lo sterzo elettrico restituisce informazioni, nel bilanciamento dei pesi vicino al 50:50, nella risposta dell’assetto in modalità Dynamic. Quando si attiva il selettore DNA su D, lo Stelvio cambia carattere in modo tangibile. Le sospensioni si irrigidiscono quel tanto che basta, il cambio trattiene i rapporti più a lungo e l’acceleratore diventa più sensibile. Non è una trasformazione, è un affinamento.

Nei curvoni autostradali lo Stelvio Intensa imposta una traiettoria e la mantiene con una solidità che pochi SUV del segmento riescono a replicare. Il sottosterzo esiste, come su qualsiasi veicolo a trazione integrale con questo ingombro, ma arriva tardi e avvisa per tempo. Chi viene da una berlina sportiva italiana troverà qui qualcosa di familiare. Chi viene da un SUV tedesco troverà qualcosa di nuovo. “Guidarlo non è un obbligo. È qualcosa che si sceglie di fare volentieri — anche quando si potrebbe prendere l’autostrada.”
Comfort e quotidianità: il diesel è ancora attuale
Il dibattito sulla fine dei motori a combustione interna ha fatto dimenticare un fatto semplice: per chi percorre molti chilometri ogni anno, il diesel rimane la soluzione più efficiente in termini assoluti. Lo Stelvio 2.2 Intensa consuma tra i 6 e i 7,5 litri per 100 km in uso misto reale — un dato onesto, non gonfiato dai cicli omologativi. Su lunghi trasferimenti autostradali si scende stabilmente sotto i 6 litri. In più, l’autonomia supera abbondantemente i 900 chilometri. Dopotutto, la filosofia Alfa Romeo tiene ancora alla praticità, anche nei modelli più sportivi.

Il comfort di marcia è buono, anche se non eccezionale su fondi molto sconnessi, dove la taratura dell’assetto rivela la sua natura più orientata alla dinamica che all’isolamento. Il rumore del motore a regimi bassi è contenuto e ben filtrato; solo spingendo forte oltre i 3.500 giri emerge una nota diesel più marcata, che agli appassionati non dispiacerà affatto.
Perché sceglierlo oggi
In un mercato sempre più affollato di SUV che si assomigliano — tanto nelle forme quanto nelle motorizzazioni ibride — lo Stelvio Intensa 2.2 diesel occupa uno spazio preciso e difficile da replicare. È un veicolo che ha una personalità definita, che non insegue le mode e che offre un piacere di guida autentico, non simulato da sistemi elettronici invadenti. Scegliere Alfa Romeo significa scegliere qualcosa di distintivo, in ogni senso.

La serie Intensa aggiunge a tutto questo una dotazione ricca senza rinunciare alla leggibilità dell’allestimento: non è un catalogo di optional, è una scelta coerente. Chi cerca un SUV premium con una storia vera, un motore ancora convincente e un’estetica capace di invecchiare bene ha trovato il suo punto di riferimento. Il resto, come sempre con Alfa Romeo, lo fa la strada.
Francesco Ippolito















