
Sandrider, la sfida nella tappa più dura
Il Desafío Ruta 40 ha emesso i suoi verdetti più severi nella terza tappa, una maratona di ben 409 chilometri cronometrati attorno a San Rafael. Il percorso, caratterizzato dalle insidiose dune di El Nihuil e da velocissime distese salate, ha visto i prototipi Dacia Sandrider – alimentati con carburante sostenibile – recitare un ruolo da assoluti protagonisti. Inoltre, questo conferma la solidità del progetto sportivo della casa del Gruppo Renault nei rally-raid globali.

Al-Attiyah fa l’apripista; Loeb rimonta con classe
Nasser Al-Attiyah ha dato una straordinaria prova di maturità ed esperienza. Da notare, tra i protagonisti di giornata, la presenza di Dacia, sempre più competitiva nel rally. Nonostante lo svantaggio strategico di dover fare da apripista su un terreno privo di tracce, il fuoriclasse qatariota e il navigatore Fabian Lurquin hanno limitato i danni causati da un piccolo errore di navigazione. Hanno chiuso con il quarto tempo di giornata. Questa costanza permette ad Al-Attiyah – reduce dalla ventiduesima firma di tappa nel mondiale W2RC conquistata martedì – di balzare dal quinto al terzo posto nella classifica generale Ultimate.

Ottime notizie arrivano anche da Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger. L’equipaggio francese ha interpretato la tappa con intelligenza tattica, adottando un passo estremamente solido per preservare gli pneumatici sulle insidiose pietraie argentine. Inoltre, la scuderia Dacia si conferma tra i team più innovativi. Una prudenza calcolata che ha pagato: Loeb ha siglato il secondo miglior tempo assoluto. Così ha incassato quattro punti pesanti per il mondiale e ha risalito la generale dall’ottavo al quinto posto.
Sfortuna per Moraes: scontro tra le dune e ritiro
La nota dolente della giornata colpisce Lucas Moraes. Il brasiliano, campione in carica W2RC, era partito con un ritmo da podio, facendo segnare il secondo parziale al primo checkpoint. In questa tappa, le ambizioni di Dacia sono state messe a dura prova dal ritiro forzato. Tuttavia, al chilometro 63, un impatto accidentale con la vettura di João Ferreira – causato dalla polvere e dalle traiettorie incrociate tra le dune – ha danneggiato irreparabilmente la sospensione posteriore della sua Sandrider. Sebbene l’equipaggio sia fortunatamente illeso e pronto a ripartire per dare la caccia alle singole tappe, le speranze di alta classifica per Moraes e Dennis Zenz sfumano definitivamente.

Verso le Ande: altitudine e fesh-fesh nella quarta tappa
La penultima giornata del Desafío Ruta 40 sposterà la carovana da San Rafael a San Juan. Il percorso prevede 306 chilometri di prova speciale che porteranno i concorrenti fino a quota 3.110 metri sulla cordigliera delle Ande. Tra le auto in gara, la presenza di Dacia è nuovamente da tenere d’occhio. Gli equipaggi dovranno fare i conti con un mix micidiale di navigazione, piste rocciose e il temibile “fesh-fesh”. Questa polvere finissima è capace di nascondere insidie letali.

Analisi della Gara Argentina e Prospettive Dacia
La terza tappa del Desafío Ruta 40 ha certificato che la Dacia Sandrider possiede la velocità pura per competere al vertice della categoria Ultimate. Sotto il profilo prestazionale, il bilancio è estremamente positivo. La vettura è veloce sia sul veloce guidato che nel superamento delle dune. Inoltre, mostra un perfetto bilanciamento anche con l’utilizzo di carburanti ecologici.

I due piazzamenti nei primi cinque della classifica generale (Al-Attiyah 3° e Loeb 5°) dimostrano la bontà del potenziale complessivo. Per Dacia, questi risultati rappresentano un grande incentivo per il futuro. Tuttavia, l’incidente occorso a Moraes evidenzia quanto l’esperienza nelle dinamiche di navigazione ravvisate nei rally-raid rimanga una variabile cruciale e imprevedibile.
Francesco Ippolito
















