Questioni di immagine

Dai social alle celebrity: il giudizio sul corpo delle donne non si ferma mai

Da Arisa a Emma Marrone, i social continuano a trasformare il corpo femminile in un argomento pubblico. Una riflessione su giudizi, Ozempic e cultura dell’immagine

di Naomi Lanciano | 23 Giugno 2026
foto sx: instagram @real_brown foto dx. instagram @arisamusic

C’è una cosa che sui social non passa mai di moda: commentare il corpo delle donne.
Cambiano le piattaforme, cambiano le tendenze, cambiano perfino gli ideali estetici, ma resta sempre la convinzione che il corpo femminile sia un argomento sul quale tutti possano esprimere un’opinione. Troppo magra, troppo curvy, troppo muscolosa, troppo cambiata. Ogni fotografia diventa un pretesto per aprire un dibattito che spesso nessuno ha chiesto.

Negli ultimi giorni il tema è tornato al centro dell’attenzione dopo alcuni scatti pubblicati da Arisa sui social. Le immagini hanno generato una nuova ondata di commenti sul suo aspetto fisico, riportando in auge una domanda che sembra ormai accompagnare qualsiasi dimagrimento evidente: ha usato Ozempic?

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Collage Foto: sx Instagram @real_brown; dx Instagram @arisamusic

Quando ogni dimagrimento ha bisogno di una spiegazione

Negli ultimi anni il nome Ozempic è entrato stabilmente nelle conversazioni online. Nato come farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2, è diventato uno dei termini più utilizzati quando si parla di perdita di peso.

Il risultato è che oggi qualsiasi trasformazione fisica viene spesso associata automaticamente al farmaco. Non importa che dietro possano esserci alimentazione, allenamento, cambiamenti personali, problemi di salute o semplicemente una fase diversa della vita. Per molti utenti la risposta sembra già scritta.

Anche Arisa si è ritrovata al centro di queste supposizioni. Eppure la cantante aveva già fatto capire di essere stanca di vedere il proprio percorso artistico oscurato da discussioni continue sul suo corpo. Un paradosso che riguarda molte donne dello spettacolo: si espongono per il loro lavoro, ma finiscono per essere osservate quasi esclusivamente per il loro aspetto fisico.

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Foto. Instagram @arisamusic

Il caso Emma e il peso dei giudizi

La stessa sorte è toccata recentemente anche a Emma Marrone.
Dopo aver condiviso sui social alcune immagini legate al suo percorso di allenamento, la cantante si è trovata nuovamente a dover rispondere a commenti sul proprio corpo. C’è chi ha ipotizzato l’utilizzo di farmaci dimagranti e chi si è sentito autorizzato a dispensare consigli alimentari non richiesti.

La vicenda fa riflettere soprattutto perché Emma, negli anni, ha raccontato pubblicamente il difficile rapporto con un corpo che ha dovuto affrontare sfide importanti. Un tumore e la conseguente asportazione delle ovaie non rappresentano soltanto una battaglia medica, ma comportano cambiamenti profondi che influenzano il metabolismo, gli equilibri ormonali e il benessere generale.
Eppure basta una fotografia pubblicata online perché tutto questo venga dimenticato. Restano soltanto i numeri sulla bilancia, le forme del corpo e il giudizio immediato di chi osserva da uno schermo.

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Le donne giudicate dalle donne

Colpisce osservare come, molto spesso, a commentare il corpo di una donna siano altre donne. Forse perché tutte, in modi diversi, siamo cresciute all’interno degli stessi modelli estetici e degli stessi giudizi, che finiamo per replicare quasi senza accorgercene.
Commenti apparentemente innocui, consigli non richiesti o osservazioni presentate come forme di interesse finiscono spesso per riportare l’attenzione sempre nello stesso punto: il corpo. Un meccanismo che non riguarda soltanto le persone famose, ma che accompagna la quotidianità di moltissime donne.

Arisa ed Emma sono semplicemente i casi più visibili di una dinamica che si ripete ogni giorno sui social. Basta scorrere la sezione commenti sotto qualsiasi contenuto pubblicato da una donna per imbattersi in osservazioni sul peso, sulle forme o sull’aspetto fisico. I social network ci hanno abituati a esprimere opinioni su tutto e su tutti. A volte, però, dimentichiamo che dietro una fotografia o un video c’è una persona reale.

E non riguarda soltanto chi riceve quei commenti. A leggere ci sono anche ragazze giovani, donne che stanno affrontando momenti delicati o persone che faticano ad accettare il proprio corpo. È per questo che certe osservazioni non sono mai così leggere come sembrano. Perché contribuiscono a tenere viva un’idea difficile da superare: che il corpo femminile sia ancora un argomento di discussione pubblica.

Foto: instagram @real_brown

Il ritorno della magrezza come ideale

A rendere tutto ancora più evidente è anche il momento culturale che stiamo vivendo.
Dopo anni in cui il movimento body positivity aveva contribuito ad ampliare la rappresentazione dei corpi femminili, il mondo della moda e dello spettacolo sembra guardare nuovamente verso silhouette molto sottili. Dai red carpet internazionali alle campagne pubblicitarie, la magrezza è tornata a occupare uno spazio importante nell’immaginario collettivo.

Non sorprende quindi che ogni trasformazione fisica venga osservata, analizzata e commentata con una curiosità quasi ossessiva. Ma forse questa attenzione continua dice più di noi che delle persone che osserviamo.

Un confine che ancora non abbiamo imparato a rispettare

La vera domanda resta sempre la stessa: perché sentiamo il bisogno di commentare il corpo degli altri?
Forse perché siamo cresciuti in una cultura che ci ha insegnato che l’aspetto fisico è un argomento pubblico. Forse perché i social ci hanno convinto che ogni pensiero debba essere condiviso. Oppure perché continuiamo a confondere la libertà di espressione con il diritto di giudicare.

Qualunque sia la risposta, una cosa appare evidente: questa abitudine è ancora profondamente radicata nelle nostre conversazioni. E forse il punto non è capire se Arisa abbia usato Ozempic o se Emma sia ingrassata o dimagrita. Forse il punto è chiederci perché continuiamo a considerare il corpo delle donne un argomento sul quale tutti debbano necessariamente avere qualcosa da dire.

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