Nuovo colpo per Harry

Harry perde la causa contro il Daily Mail: il giudice respinge le accuse, il principe attacca: «È un insabbiamento»

L’Alta Corte di Londra respinge la causa del principe Harry, Elton John e altri personaggi famosi contro il Daily Mail. Il Duca di Sussex contesta la sentenza e parla di «insabbiamento»

di Naomi Lanciano | 8 Luglio 2026
Doug Peters/ipa-agency.net

Nuova battuta d’arresto per il principe Harry nella sua lunga battaglia legale contro la stampa britannica. L’Alta Corte di Londra ha respinto la causa intentata dal Duca di Sussex contro il Daily Mail e il suo editore, Associated Newspapers Limited (ANL), stabilendo che non sono emerse prove sufficienti per dimostrare che il quotidiano abbia ottenuto illegalmente informazioni private attraverso intercettazioni o altre pratiche illecite.

Una sentenza che rappresenta una sconfitta importante per Harry, da anni impegnato in un duro confronto con parte dei tabloid del Regno Unito, e che coinvolge anche altri volti noti come Sir Elton John, l’attrice Elizabeth Hurley e l’attivista antirazzista Doreen Lawrence. Tutti avevano deciso di unirsi all’azione legale sostenendo di essere stati vittime di attività di sorveglianza illegale da parte del giornale.
Il verdetto, però, è stato netto. E la reazione del principe non si è fatta attendere.

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Foto: Doug Peters/ipa-agency.net

Perché Harry aveva denunciato il Daily Mail

La causa riguardava una serie di articoli pubblicati tra il 1993 e il 2018 dal Daily Mail. Secondo i ricorrenti, molte delle informazioni riportate dal tabloid sarebbero state raccolte attraverso metodi illegali, tra cui intercettazioni telefoniche, investigazioni private, raccolta illecita di dati personali e altre forme di intrusioni nella vita privata.

Harry non era l’unico a sostenere queste accuse. Insieme a lui avevano aderito all’azione giudiziaria anche Elton John, Elizabeth Hurley, Doreen Lawrence, Sadie Frost, David Furnish e Simon Hughes, convinti che il giornale avesse oltrepassato i limiti della libertà di stampa. L’obiettivo non era soltanto ottenere un eventuale risarcimento economico, ma soprattutto far riconoscere la responsabilità diretta dell’editore Associated Newspapers Limited per presunte pratiche sistematiche di raccolta illegale delle informazioni.

La decisione dell’Alta Corte

Il giudice Matthew Nicklin ha però respinto le richieste dei ricorrenti. Nella sentenza ha spiegato che le prove presentate non consentono di affermare, con il livello di certezza richiesto dal procedimento civile, che le informazioni pubblicate dal Daily Mail siano state ottenute attraverso intercettazioni o altri metodi illegali.

Il tribunale ha inoltre precisato che il fatto di non essere riusciti a dimostrare la provenienza legittima di alcune informazioni non significa automaticamente che queste siano state raccolte in modo illecito. In altre parole, secondo il giudice, non è stato possibile attribuire all’editore una responsabilità diretta nelle presunte violazioni denunciate. Per questo motivo la causa è stata respinta.

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Foto: IPA/Doug Peters/EMPICS Entertainment

La dura reazione del principe Harry

La sentenza è stata accolta con forte delusione dal principe Harry. In una nota diffusa insieme a Doreen Lawrence, il Duca di Sussex ha definito il verdetto «un completo e palese insabbiamento», parlando di una decisione «sconcertante e totalmente ingiustificata», pur aggiungendo di non esserne sorpreso. Parole che confermano quanto il rapporto tra Harry e parte della stampa britannica continui a essere uno dei temi più delicati della sua vita pubblica.

Fin dall’adolescenza il principe ha più volte accusato alcuni tabloid di aver oltrepassato il diritto di cronaca, collegando anche la pressione mediatica alle difficoltà vissute dalla madre, la principessa Diana. Negli ultimi anni ha spesso sostenuto che le modalità utilizzate da alcuni giornali britannici abbiano avuto un impatto significativo anche sulla sua vita privata e su quella della moglie Meghan Markle.

Una lunga battaglia contro i tabloid

Quella appena conclusa non è l’unica causa intentata dal secondogenito di re Carlo III contro i media britannici. Negli ultimi anni Harry ha ottenuto anche alcune importanti vittorie giudiziarie. In diversi procedimenti contro altri gruppi editoriali, infatti, i tribunali britannici hanno riconosciuto l’esistenza di pratiche illegali di raccolta delle informazioni, assegnando al principe consistenti risarcimenti economici.

Proprio questi precedenti avevano alimentato le aspettative attorno al procedimento contro il Daily Mail, considerato uno dei più delicati perché mirava a dimostrare una responsabilità diretta dell’editore per un periodo molto lungo, compreso tra il 1993 e il 2018. L’Alta Corte, tuttavia, ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a sostenere questa ricostruzione.

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La visita a Londra e il delicato rapporto con la famiglia reale

La sentenza coincide con il ritorno del principe Harry nel Regno Unito per una visita di alcuni giorni, durante la quale era prevista proprio la lettura del verdetto.
In questo contesto, diversi media britannici hanno osservato come il Duca non soggiorni a Buckingham Palace, interpretando la scelta come un ulteriore segnale della distanza che continua a caratterizzare i rapporti con la famiglia reale. Non esistono però conferme ufficiali che colleghino direttamente questa decisione al procedimento giudiziario.

Il rapporto tra Harry e la monarchia britannica continua infatti a essere segnato da profonde tensioni, soprattutto dopo l’uscita dei Sussex dagli incarichi ufficiali, la pubblicazione dell’autobiografia Spare e le numerose interviste nelle quali il principe ha raccontato il difficile rapporto con la famiglia reale.

Foto: Aaron Chown/ PA Wire/PA Images / IPA

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Una battaglia destinata a continuare?

La decisione dell’Alta Corte rappresenta certamente una sconfitta significativa per Harry e per gli altri ricorrenti, ma difficilmente chiuderà il confronto tra il Duca di Sussex e una parte della stampa britannica.
Negli ultimi anni il principe ha più volte ribadito di considerare la tutela della privacy una delle sue principali battaglie pubbliche e ha dichiarato di voler continuare a chiedere maggiore responsabilità ai media quando ritiene che vengano superati i limiti del diritto di cronaca.

Per ora, però, il tribunale ha dato ragione al Daily Mail: secondo la sentenza, le accuse di intercettazioni e raccolta illegale di informazioni non sono state provate in modo sufficiente. Una decisione che rappresenta una vittoria per l’editore e che, con ogni probabilità, non chiuderà il lungo contenzioso tra il principe Harry e una parte della stampa britannica, destinato a rimanere uno dei capitoli più controversi della sua vita pubblica.

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