Il commento

Deva Cassel sarà sempre “la figlia di Monica Bellucci”? Il look Dior riapre il dibattito

La camicia bianca sfoggiata alla sfilata Dior Haute Couture ha riportato tutti a parlare della madre. Ma è davvero impossibile raccontare Deva Cassel senza tirare in ballo Monica Bellucci?

di Filippo Piervittori | 9 Luglio 2026
Foto: Deva Cassel Laurent - Zabulon/ABACAPRESS.COM/IPA Agency

Deva Cassel sfila, posa per le maison più importanti del mondo, è ambassador Dior e viene fotografata in ogni Fashion Week. Eppure, basta una camicia bianca per riportare tutto al punto di partenza. Anche questa volta è successo: dopo la sfilata Dior Haute Couture di Parigi gran parte dei commenti non si è concentrata sulla collezione, sul lavoro di Jonathan Anderson o sul ruolo sempre più importante della giovane modella all’interno della Maison. Il tema è stato un altro: “Sembra Monica Bellucci”.

Ed è qui che nasce una domanda interessante. Deva Cassel sarà mai libera di essere raccontata senza il continuo paragone con la madre?

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Deva Cassel e Monica Bellucci: un paragone che non finisce mai

Ogni apparizione pubblica di Deva Cassel segue ormai uno schema preciso. Se indossa un abito nero, ricorda Monica Bellucci. Se sceglie una camicia bianca, ricorda Monica Bellucci. Se sorride in un certo modo, ricorda Monica Bellucci.

Il punto è che questo confronto, nato come un complimento, rischia di diventare una gabbia. Perché Deva oggi non è più soltanto la figlia di una diva del cinema italiano: è uno dei volti più richiesti della moda internazionale, lavora con Dior, Dolce & Gabbana e compare sulle copertine delle principali riviste fashion.

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Foto: Deva Cassel Laurent – Zabulon/ABACAPRESS.COM/IPA Agency

Il look Dior di Deva Cassel raccontava molto più della camicia bianca

Alla sfilata Dior Haute Couture il look aveva una costruzione precisa. La camicia bianca, volutamente lasciata aperta fino alla vita, dialogava con una spettacolare gonna couture decorata da una cascata di mughetti, il fiore simbolo di Christian Dior.

Eppure questo dettaglio è passato quasi inosservato.

Gran parte dell’attenzione si è concentrata esclusivamente sulla somiglianza con Monica Bellucci. È il segnale di come spesso il racconto mediatico scelga la strada più semplice: il paragone immediato è più veloce da comprendere rispetto al contesto creativo di una collezione di alta moda.

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Deva Cassel
Foto: Instagram @devaselcaa

Il vero problema non è Deva Cassel

La sensazione è che il problema non riguardi Deva Cassel, ma il modo in cui viene raccontata.

Con i figli d’arte succede spesso, ma con le donne ancora di più. È come se il cognome diventasse impossibile da superare. Ogni passo viene letto come un confronto diretto con il genitore famoso, quasi fosse una competizione continua.

Nel frattempo, però, Deva ha costruito una carriera che esiste indipendentemente da Monica Bellucci. Certo, il cognome apre delle porte. Ma restarci dentro è tutta un’altra storia.

Foto: Deva Cassel Laurent – Zabulon/ABACAPRESS.COM/IPA Agency

Deva Cassel riuscirà mai a liberarsi dall’ombra di Monica Bellucci?

Forse la risposta è no.

E forse non serve nemmeno. Monica Bellucci resterà sempre un riferimento inevitabile, così come Alain Delon lo è stato per Anthony Delon o Jane Birkin per Charlotte Gainsbourg.

La vera sfida è un’altra: smettere di pensare che ogni fotografia di Deva Cassel debba necessariamente essere confrontata con il passato. Perché oggi, nel bene e nel male, la sua carriera non ha più bisogno di essere spiegata attraverso quella della madre.

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