Al BCT – Festival Nazionale del Cinema e della Televisione di Benevento sono arrivati nella stessa serata Nek e Bianca Guaccero, affiatati ex conduttori del programma Rai Dalla strada al palco. Prima del photocall ufficiale, i due volti televisivi si sono concessi un selfie abbracciati, promettendosi di bere qualcosa insieme al termine della serata.
Ancora una volta Bianca non nasconde il desiderio di voler riportare in TV il varietà, come quelli di successo che si facevano un tempo, e in quanto a tempi vecchi, si è parlato con lei anche del suo vecchio ruolo di attrice di Carolina Scapece in Capri, nel giorno della scomparsa di Peppino Di Capri.
Bianca Guaccero ricorda Capri e Peppino Di Capri
Che ricordo hai di Carolina Scapece in Capri?
«Peppino Di Capri è stato la colonna sonora non soltanto della mia vita: i miei genitori e i miei parenti lo hanno sempre amato e le sue canzoni mi riportano alle feste di quando ero bambina, quando ballavo con mio zio Dino. Per Capri è stato davvero il cuore della fiction, perché bastano le prime note della sigla per riconoscere subito la sua voce e la sua atmosfera. Quella musica è rimasta nel cuore del pubblico e, ogni volta che parte, trasmette serenità e genuinità. Credo che Peppino Di Capri rappresentasse proprio questo: la verità dei sentimenti più autentici».
L’affetto del pubblico e il valore dell’onestà
A distanza di vent’anni dal debutto di Capri, la showgirl guarda con emozione al ritorno della fiction su Rai1 e racconta quanto il pubblico sia ancora legato a quella storia: «Nonostante il tempo passato, sta andando bene, gli ascolti stanno crescendo».
Nell’ultimo anno sei diventata uno dei volti più amati del piccolo schermo. Qual è il segreto di Bianca Guaccero
«Io non credo ci sia un segreto. Io forse penso che l’onestà, nella vita in generale, che sia con i figli, che sia con gli amici, che sia col partner, che sia sul lavoro, l’onestà intellettuale è sempre la cosa migliore, anche nelle proprie fragilità… non per forza uno deve essere sempre wow, sempre al 100%, l’onestà è quello che in generale crea l’empatia con la gente, che siano le persone care o le persone del pubblico. Io mi sento molto fortunata perché con il pubblico si è creato questo rapporto di empatia, di amore e di affetto… Ricevo tantissimo affetto dal pubblico e questo non è scontato in questo periodo storico».
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Il ballo, l’amore e il sogno di tornare a Sanremo
Cosa ti ha portato il ballo? Credi sia terapeutico?
«Certo. Non avevo idea di quante cose si potessero esprimere attraverso il corpo: la sensualità, la disciplina, il controllo. E, contrariamente a quanto hanno scritto alcuni giornali, io non avevo mai ballato davvero. Non pensavo che il ballo potesse avere un impatto così importante anche a livello psicologico. All’inizio, per esempio, facevo fatica con il tango, perché richiedeva una vicinanza molto forte con una persona che ancora non conoscevo bene. Poi, però, mi ha aiutata a superare alcuni pudori e a conoscermi meglio. Per questo lo consiglio a tutti, non soltanto come attività fisica, ma anche come percorso personale. E poi il ballo mi ha portato quello che spero sia l’amore della mia vita. La vita è imprevedibile, lo sappiamo, ma mi ha fatto un dono enorme: mi ha fatto incontrare una persona che ha saputo combattere le mie paure e conquistare il mio cuore».
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Il ricordo di Pippo Baudo e il sogno di tornare a Sanremo
Durante l’intervista a piazza Federico Torre, in centro a Benevento, Bianca ha rivissuto diverse tappe della sua vita, incluso il Festival di Sanremo che aveva co-condotto nel 2008 insieme a Pippo Baudo, Andrea Osvart e Piero Chiambretti.
«Pippo per me è stato un papà artistico importantissimo: mi ha protetta e mi ha fatto vivere il grande sogno anche se, a dirla tutta, io con Sanremo ho un piccolo debito. Quell’anno, infatti, la mattina del debutto mi sono svegliata senza voce, come se Ursula me l’avesse rubata: non riuscivo più a parlare, forse per colpa dell’aria condizionata o per l’emozione. Fatto sta che sogno di tornare di nuovo a Sanremo con la mia voce. Ho avuto la fortuna di farlo a 27 anni: mi piacerebbe ritrovare quell’emozione, magari un giorno».
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