La decima edizione del festival nazionale di cinema e TV di Benevento in questi anni ha costruito un format originale, puntando con decisione sul centro storico del capoluogo sannita e trasformandolo, ogni estate, in un palcoscenico diffuso, dove prendono vita interviste, incontri, dialoghi veri con attori, registi, sceneggiatori e protagonisti del piccolo e grande schermo a stretto contatto con il pubblico. Marco D’Amore è uno dei volti più affezionati a questo festival, sia perché in gioventù trascorreva qui le sue vacanze estive e sia perché ha tenuto più volte delle masterclass e delle interviste con i giovani studenti del BCT Academy.
Il protagonista della serie Sky Gomorra, ora regista di Gomorra le origini, seconda stagione, ha raccontato alla stampa presente di avere già dall’inizio il sentore che la serie avrebbe lasciato un segno…
Il primo ciack di Gomorra risale al 2014
«Prima di noi c’era già Romanzo Criminale, che comunque era una produzione targata Sky e Cattleya, che aveva già innestato una marcia diversa: noi sentivamo di fare qualcosa di orticante, per un linguaggio che usavamo, per la violenza decisamente poco censurata, e per un tema che sapevamo che avrebbe diviso, così come è stato… ma soprattutto avevamo contezza della qualità che c’era su quel set, che era data sicuramente dal cast artistico, ma soprattutto dalle professionalità che ci stavano intorno e che venivano da una scuola di cinema importante».
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Il legame con Benevento
«Benevento la conosco bene non solo per le lunghe vacanze che facevo da ragazzino per molto tempo, ma anche perché a Benevento ho debuttato a teatro, che è il mio luogo di nascita. Ho recitato tantissime volte a Benevento, ho fatto tante volte Benevento città spettacolo e conosco profondamente la storia di questa città che ha un principio anche nel nome, è una delle poche città che è riuscita a cambiare il nome, diventando propizio. Secondo me è bene che chi viene qui conosca anche la storia di questa città».

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Gomorra le origini: miglior serie della stagione
Al BCT la serie diretta da Marco D’Amore, ambientata nel 1974, un prequel della serie “storica” Gomorra, dove Marco interpretava il ruolo di Ciro Di Marzio, ha vinto il premio come miglior serie della stagione televisiva appena trascorsa, riconoscimento che il regista e sceneggiatore ha voluto condividere sul suo Instagram dedicando il premio a tutti quelli che con il loro talento hanno contribuito a rendere unica questa serie.
«Penso che non ci sia nulla di più divertente ed edificante che mettersi alle prese con il conflitto, che sia di tipo narrativo, o interpretativo o che a volte possa riguardare la regia. Anche nella commedia, se non c’è conflitto c’è un divertimento che è un po’ fine a sé stesso e che personalmente non mi interessa».
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Tra Gomorra e il Napoli: Marco D’Amore guarda al futuro
Sulla seconda stagione di Gomorra – Le origini, Marco D’Amore non si sbilancia. La serie, ambientata nel passato, richiede infatti un’importante macchina produttiva e investimenti significativi, la cui realizzazione dipende dalle scelte di Sky e Cattleya.
Nella giornata in cui a Napoli è stato presentato ufficialmente Allegri come nuovo allenatore della squadra, l’attore campano, da tifoso, ha detto la sua: «I due anni di Conte sono stati meravigliosi, hanno portato su i titoli, hanno portato un upgrade rispetto alla maturazione non solo della squadra, ma anche della società. Questo è un anno incredibile perché si festeggiano i 100 anni e io sono stato invitato il primo di agosto in occasione dei festeggiamenti a piazza del Plebiscito, abbiamo un grande allenatore, vincente, che battezza una ricorrenza particolare. Quello che possiamo fare è augurarci scaramanticamente che sia una grande annata».





