Ci sono palchi che segnano una carriera e altri che raccontano qualcosa di più grande. La cerimonia di chiusura dei Mondiali FIFA 2026, andata in scena al MetLife Stadium di East Rutherford, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Milioni di persone collegate da ogni parte del mondo hanno assistito non solo alla finale tra Spagna e Argentina, ma anche a uno spettacolo costruito per celebrare il calcio come linguaggio universale. Tra i protagonisti assoluti della serata c’era Laura Pausini, che ha condiviso il palco con Robbie Williams e Nicole Scherzinger interpretando Desire, l’inno ufficiale della FIFA.
Se la musica ha conquistato il pubblico, il suo look ha fatto altrettanto. La cantante italiana ha scelto di rappresentare il Made in Italy con una creazione couture firmata Balestra, trasformando la sua esibizione in un omaggio all’eleganza e alla tradizione sartoriale del nostro Paese.
Un abito che racconta la moda italiana
Per un evento seguito in mondovisione, Laura Pausini non ha scelto soltanto un vestito. Ha scelto una storia. La maison Balestra ha realizzato per lei un esclusivo abito custom made, pensato per accompagnare ogni movimento sul palco e dialogare con le luci dello spettacolo.
La silhouette, essenziale ma sofisticata, era costruita su un prezioso tulle Shibori lavorato con estrema precisione. A impreziosire la creazione una fitta costellazione di cristalli Swarovski, capaci di trasformare il tessuto in una superficie luminosa che rifletteva ogni fascio di luce proveniente dal palco. Il risultato è stato quello di un abito scenografico ma mai eccessivo, dove la spettacolarità nasceva dalla qualità della lavorazione più che dall’ostentazione.

Il Blu Balestra, simbolo di un’identità
A rendere immediatamente riconoscibile la creazione era soprattutto il colore. Non un semplice blu, ma il celebre Blu Balestra, la tonalità che da decenni identifica la maison fondata dal grande couturier romano Renato Balestra. Profondo, intenso e luminoso allo stesso tempo, questo colore rappresenta uno dei simboli più riconoscibili dell’alta moda italiana. Non a caso è diventato negli anni una vera firma stilistica, racchiusa nel celebre motto “Be Blu, Be Balestra“.
Sotto i riflettori del MetLife Stadium, quella sfumatura ha assunto una nuova dimensione. I cristalli Swarovski, distribuiti con estrema cura lungo tutta la superficie dell’abito, hanno creato un effetto che ricordava un cielo stellato, amplificando la presenza scenica della cantante senza mai sottrarre spazio alla sua interpretazione.
La moda italiana davanti al mondo
La scelta di Balestra non è stata soltanto estetica. È stata anche una dichiarazione d’identità. In una produzione internazionale firmata da Marco Balich, che ha coordinato l’intera cerimonia, Laura Pausini ha portato sul palco una delle maison che hanno contribuito a costruire il prestigio del Made in Italy nel mondo.
Renato Balestra, scomparso nel 2022, è stato uno dei grandi protagonisti dell’alta moda del Novecento. Le sue creazioni hanno vestito icone come Elizabeth Taylor, Claudia Cardinale, Marina Cicogna e molte altre personalità che hanno contribuito a diffondere l’eleganza italiana oltre i confini nazionali. Indossare oggi una sua creazione significa raccogliere quell’eredità e proiettarla nel presente.

Prima dello show, l’eleganza di Alberta Ferretti
La finale dei Mondiali è iniziata ben prima dell’esibizione. Per il red carpet ufficiale dell’evento Laura Pausini aveva infatti scelto un secondo look completamente diverso, firmato Alberta Ferretti. L’abito, realizzato in leggerissimo chiffon plissé, richiamava l’eleganza delle silhouette di ispirazione classica attraverso linee morbide e una costruzione estremamente fluida.
A catturare lo sguardo era soprattutto la scenografica scollatura all’americana, impreziosita da una fascia dorata interamente lavorata a mano con micro-borchie e paillettes che evocavano un grande collier. A completare il look c’erano i sandali bronze firmati Alevì Milano e una selezione di Gioielli del Sole, scelti con equilibrio per valorizzare la luminosità dell’insieme senza appesantirlo. Anche il beauty look seguiva la stessa filosofia. Capelli lunghi lasciati sciolti, riga centrale perfettamente definita e uno smoky eyes intenso che incorniciava lo sguardo senza distogliere l’attenzione dall’abito.
Laura Pausini, sempre più ambasciatrice del Made in Italy
Negli ultimi anni Laura Pausini è diventata una presenza sempre più costante nei grandi eventi internazionali. Dopo aver interpretato l‘Inno di Mameli durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, la cantante è tornata protagonista davanti a un pubblico globale con un’altra esibizione destinata a entrare nella memoria collettiva.
Questa volta, però, non è stata soltanto la sua voce a rappresentare l’Italia. Lo hanno fatto anche la moda, la manifattura e quella cultura artigianale che continua a essere uno dei patrimoni più riconosciuti del nostro Paese.
Quando un abito diventa un messaggio
In un’epoca in cui gli eventi internazionali sono sempre più costruiti per diventare immagini virali, la scelta di Laura Pausini assume un valore che va oltre l’estetica. Il suo look non cercava semplicemente di stupire. Raccontava una tradizione, celebrava una maison storica e ricordava che il Made in Italy continua a essere sinonimo di eccellenza anche sui palchi più prestigiosi del mondo.
Per questo, al termine della cerimonia, non sono rimaste soltanto le note di Desire. Sono rimasti anche quei riflessi blu illuminati dai cristalli, diventati il simbolo di una serata in cui la musica e la moda italiana hanno parlato la stessa lingua davanti a milioni di spettatori.





