Per milioni di italiani non è stato soltanto un programma televisivo. È stato un appuntamento quotidiano, una presenza costante all’ora di cena, capace di entrare nelle case degli spettatori con ironia, inchieste e servizi destinati a far discutere. Oggi, però, il futuro di Striscia la Notizia appare sempre più incerto. Dopo mesi di interrogativi e dopo il ritorno temporaneo in prima serata all’inizio del 2026, arriva un nuovo segnale che potrebbe segnare la fine di una delle trasmissioni più longeve della televisione italiana.
Secondo quanto riportato da DavideMaggio.it, riprendendo le informazioni diffuse dal giornalista Claudio Plazzotta, anche i social ufficiali del programma sarebbero stati fermati. Un dettaglio che, se confermato, rappresenterebbe l’ennesimo tassello di un rapporto ormai ai minimi termini tra Mediaset e lo storico tg satirico ideato da Antonio Ricci.

I social di Striscia la Notizia si fermano
Fino al 24 luglio gli account ufficiali di Striscia la Notizia avevano continuato a pubblicare contenuti quotidianamente, mantenendo vivo il rapporto con il pubblico nonostante il programma non fosse più in onda nella sua tradizionale collocazione. Dal 25 luglio, però, qualcosa sarebbe cambiato.
Secondo Plazzotta, la squadra che per anni ha gestito la comunicazione digitale del programma non sarebbe più operativa e la gestione degli account sarebbe passata direttamente a Mediaset. Da quel momento i profili social sono rimasti silenziosi.
Sempre secondo quanto riferito dal giornalista, la scelta sarebbe legata alla volontà dell’azienda di non investire risorse su un programma che, almeno allo stato attuale, non rientrerebbe più nella programmazione e che, per questioni contrattuali, non consentirebbe nemmeno una piena valorizzazione commerciale attraverso Publitalia. Se questa ricostruzione fosse confermata, si tratterebbe di un ulteriore segnale del progressivo distacco tra il Biscione e uno dei programmi simbolo della sua storia recente. Dopo mesi di indiscrezioni e dichiarazioni prudenti, anche il silenzio dei social sembrerebbe raccontare un cambiamento ormai difficile da ignorare.
Le parole di Pier Silvio Berlusconi
Già nelle scorse settimane erano arrivati segnali poco incoraggianti sul futuro del programma. Durante la presentazione dei palinsesti Mediaset 2026-2027, Pier Silvio Berlusconi aveva risposto alle domande dei giornalisti con parole molto misurate, spiegando che, allo stato attuale, non c’erano ulteriori aggiornamenti da comunicare sul destino della trasmissione. Una risposta che aveva lasciato intendere come il rapporto con il format ideato da Antonio Ricci fosse ormai arrivato a un momento decisivo.
Lo stop ai social, se confermato, sembrerebbe rafforzare ulteriormente questa impressione, anche se al momento non esiste ancora una comunicazione ufficiale che sancisca la chiusura definitiva del programma.
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Un pezzo di storia della televisione italiana
Parlare di Striscia la Notizia significa raccontare oltre trentotto anni di televisione italiana.
Dal debutto nel 1988, il tg satirico ha rivoluzionato il modo di fare informazione televisiva, mescolando ironia, intrattenimento e giornalismo investigativo in un formato diventato praticamente inimitabile.
Nel corso di quasi quattro decenni, Striscia la Notizia ha attraversato cambiamenti politici, sociali e televisivi senza mai rinunciare alla propria identità. Ha visto alternarsi decine di conduttori, centinaia di inviati e migliaia di servizi, riuscendo a rinnovarsi pur mantenendo riconoscibile il proprio linguaggio.
Negli anni il programma ha saputo raccontare il Paese sotto prospettive molto diverse. Accanto ai servizi più leggeri, ai tormentoni e ai personaggi diventati iconici, Striscia ha dato spazio anche a numerose inchieste su truffe, sprechi, disservizi e problematiche sociali, contribuendo in più occasioni a portare all’attenzione pubblica vicende che hanno avuto conseguenze concrete. Molti dei suoi servizi hanno acceso i riflettori su realtà poco conosciute, denunciando situazioni irregolari e portando all’attenzione dell’opinione pubblica temi che, in alcuni casi, hanno avuto ripercussioni anche sul piano istituzionale. È proprio questa capacità di alternare leggerezza e denuncia ad aver reso il programma un unicum nel panorama televisivo italiano.
Figure come gli inviati del programma sono entrate nell’immaginario collettivo, trasformando il tg satirico in qualcosa che andava oltre il semplice intrattenimento. Per diverse generazioni di italiani, Striscia la Notizia è stata molto più di una trasmissione televisiva: è stata una presenza quotidiana, capace di accompagnare la cena di milioni di famiglie e di diventare un punto di riferimento nel racconto dell’attualità.
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Come reagiranno gli italiani?
Naturalmente, al momento non è ancora arrivata una comunicazione ufficiale che sancisca la chiusura definitiva del programma. Tuttavia, i segnali che stanno emergendo sembrano raccontare una direzione sempre più chiara. Se davvero dovesse concludersi l’avventura di Striscia la Notizia, non si tratterebbe soltanto della fine di un programma televisivo. Sarebbe la chiusura di uno dei capitoli più longevi e riconoscibili della televisione italiana.
La televisione, oggi, è molto diversa da quella del 1988. Lo streaming, i social network e le nuove abitudini di consumo hanno cambiato profondamente il modo di informarsi e di intrattenersi. Anche i programmi storici sono chiamati a confrontarsi con un pubblico sempre più frammentato e con linguaggi completamente nuovi. È in questo contesto che va letto anche il destino di Striscia la Notizia, una trasmissione che ha attraversato epoche diverse senza perdere la propria identità.
Dopo trentotto anni, colmare un vuoto del genere non sarà semplice. Le abitudini del pubblico cambiano, così come evolve il linguaggio televisivo, ma alcuni programmi riescono a trasformarsi in veri e propri simboli culturali. Striscia la Notizia è stata una di queste rare eccezioni: ha saputo divertire, far riflettere, denunciare e raccontare il Paese attraverso uno sguardo unico, spesso provocatorio, ma sempre riconoscibile.
Se questa dovesse essere davvero la parola fine, il vuoto che lascerebbe andrebbe ben oltre un semplice spazio nel palinsesto di Canale5. Per molti italiani significherebbe salutare un’abitudine durata quasi quarant’anni, un programma che ha saputo far sorridere, indignare e riflettere, raccontando l’Italia con un linguaggio tutto suo. Perché alcune trasmissioni non sono soltanto televisione: diventano memoria collettiva. E Striscia la Notizia, comunque vada, è già entrata in quella storia.






