Dietro i celebri biscotti delle Girl Scout si nascondono sogni, ambizioni, strategie e piccole grandi sfide quotidiane. È questo il cuore di Cookie Queens, il documentario prodotto esecutivamente da Meghan Markle e dal principe Harry attraverso Archewell Productions, in arrivo nelle sale cinematografiche il 7 agosto.
Durante una proiezione speciale organizzata all’AMC The Grove di Los Angeles, la Duchessa di Sussex ha partecipato a un incontro con la regista Alysa Nahmias, raccontando perché questo progetto sia riuscito a conquistarla fin dalle prime immagini.
La sala, gremita di giovani Girl Scout con i tradizionali gilet verdi, ha assistito alla storia di quattro ragazze, Olive, Shannon, Ara e Nikki, impegnate ad affrontare la stagione della vendita dei biscotti. Quella che potrebbe sembrare una competizione leggera e colorata diventa, però, un racconto molto più profondo sull’infanzia femminile, sul rapporto con il denaro e sulla costruzione della propria identità.
Un film che guarda oltre la tradizione
Meghan Markle ha spiegato che il team di Archewell Productions riceve numerose proposte, ma che il breve teaser di Cookie Queens aveva immediatamente mostrato qualcosa di speciale.
«Abbiamo capito subito che sarebbe stato un progetto diverso: cinematografico, autentico e toccante», ha raccontato. Meghan ha anche ricordato di aver portato dei biscotti al primo incontro con la troupe, trasformando quel momento iniziale in un simbolico punto di partenza per la collaborazione.
Il documentario era stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival, dove aveva conquistato il Premio del Pubblico. Il successo ottenuto durante il festival ha confermato la forza di una storia capace di parlare a spettatori di tutte le età senza perdere leggerezza. «So che molti pensano che sia soltanto un film carino sui biscotti», ha spiegato Meghan. «Ed è certamente dolce e divertente, ma ogni volta che lo abbiamo visto non c’era un occhio asciutto in sala».
La vendita dei biscotti come scuola di vita
Per Alysa Nahmias, l’idea del progetto è nata quasi per caso, dopo una sfida lanciata dai suoi figli, che le avevano chiesto di realizzare un film adatto anche a loro. La regista si è così interessata alla storia di una giovanissima Girl Scout capace di vendere grandi quantità di biscotti, ma ancora alle prese con le prime nozioni di denaro e responsabilità.
Da quel punto è nata una riflessione più ampia sulla microeconomia, sull’ambizione e sui valori trasmessi alle ragazze fin dall’infanzia. «Volevo raccontare il bello, il brutto, il difficile e, naturalmente, il delizioso», ha spiegato Nahmias, definendo Cookie Queens una vera storia di formazione.
Prima di scegliere le quattro protagoniste, la regista ha incontrato decine di famiglie. Il suo obiettivo era costruire un ritratto eterogeneo, attraversato da diverse età, condizioni sociali e realtà familiari. Non cercava soltanto giovani venditrici brillanti, ma ragazze per le quali quella stagione rappresentasse un autentico percorso interiore.
Meghan Markle e l’imprenditorialità femminile
Uno degli aspetti che più ha colpito Meghan è stata la naturale capacità delle ragazze di utilizzare strumenti moderni per raggiungere i propri obiettivi. Le protagoniste organizzano le vendite, stabiliscono traguardi, comunicano sui social media e imparano a gestire guadagni e responsabilità. «Sono rimasta colpita dal modo in cui comprendono la microfinanza già a questa età», ha dichiarato la Duchessa di Sussex. «Sono padrone delle proprie conoscenze, della loro autonomia e della loro indipendenza finanziaria».
Per Meghan, queste giovani Girl Scout rappresentano una generazione di donne destinate a partecipare attivamente alla società e a trasformarla. Il film non celebra semplicemente il successo commerciale, ma mostra anche i fallimenti, le delusioni e la capacità di ripartire dopo un obiettivo mancato. Cookie Queens racconta così la nascita dell’autostima, attraverso esperienze che possono sembrare piccole, ma che contribuiscono a formare il carattere.

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Il legame personale di Meghan con le Girl Scout
La Duchessa di Sussex ha anche un rapporto personale con questa tradizione. Da bambina è stata una Girl Scout, mentre sua madre svolgeva il ruolo di responsabile del gruppo. Un ricordo che ha reso ancora più naturale il suo coinvolgimento nel documentario.
Anche i figli Archie e Lilibet hanno seguito con curiosità il progetto, sebbene non abbiano ancora visto il film. Meghan ha scherzato raccontando che la loro parte preferita è stata, almeno per il momento, la grande quantità di biscotti assaggiati durante la lavorazione. Dietro questa nota leggera emerge, però, uno dei temi più intensi del documentario: il rapporto tra genitori e figli. «Quando si diventa genitori si scopre un tipo di amore che prima non si poteva comprendere», ha spiegato Meghan. «Mi sono riconosciuta in tutti quei genitori pronti a fare qualsiasi cosa per sostenere i propri figli».
Il consiglio del principe Harry
Durante l’incontro, Meghan ha condiviso anche una frase che il principe Harry le ripete nei momenti più difficili. «Anche quando c’è una tempesta, sopra di essa continua sempre a splendere il sole», le avrebbe detto il marito, richiamando la prospettiva acquisita durante gli anni trascorsi come pilota nell’esercito britannico.
Un pensiero che Meghan utilizza per affrontare le difficoltà e ricordare che ciò che appare insormontabile può essere superato. È proprio questa la lezione che attraversa Cookie Queens: imparare a guardare oltre il risultato immediato, accettare le sconfitte e continuare a credere nel proprio percorso. I biscotti diventano così soltanto il punto di partenza di una storia molto più ampia, capace di parlare di famiglia, resilienza, ambizione e futuro.
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