Lutto nel calcio

È morto Franco Baresi, addio alla leggenda del Milan: aveva 66 anni

È morto Franco Baresi, storico capitano del Milan e uno dei più grandi difensori della storia del calcio italiano. La notizia è stata comunicata dal club rossonero, che ha annunciato la scomparsa della sua bandiera: “La nostra storia è in lacrime”. Baresi aveva 66 anni ed era malato da tempo. Con lui se ne va un simbolo assoluto dello sport italiano, un campione capace di incarnare valori come fedeltà, eleganza e leadership

di Alessia Romano | 31 Luglio 2026
Foto: Wikimedia Commons

La notizia della morte di Franco Baresi ha colpito profondamente il mondo del calcio. I giocatori e lo staff del Milan, impegnati in tournée in Australia, hanno appreso della scomparsa dopo l’allenamento. La squadra si è stretta in un lungo applauso e ha osservato un minuto di silenzio in memoria del suo storico capitano.

L’ultimo saluto alla leggenda rossonera si terrà martedì 4 agosto alle ore 11 nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Saranno presenti ex campioni, tifosi e rappresentanti del mondo dello sport per accompagnare per l’ultima volta uno dei protagonisti più amati della storia del calcio italiano. Il Milan, impegnato all’estero, non potrà partecipare fisicamente alla cerimonia, ma ha già espresso tutto il proprio dolore.

Franco Baresi, una vita dedicata al Milan

La storia di Franco Baresi è quella di un campione nato tra le difficoltà e diventato leggenda. Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, perse entrambi i genitori quando era ancora molto giovane. Il calcio e il Milan diventarono per lui una famiglia, un punto di riferimento capace di accompagnarlo fino ai vertici dello sport mondiale.

«Il Milan ha dato un senso alla mia vita. Milanello mi sembrava il paradiso», aveva raccontato nella sua ultima intervista. Parole che raccontano il legame profondo tra Baresi e il club rossonero, una relazione durata vent’anni e diventata uno dei simboli più forti del calcio italiano. Arrivato nel settore giovanile del Milan dopo essere stato scartato dall’Inter perché considerato troppo gracile fisicamente, Franco Baresi trovò nel club rossonero l’ambiente ideale per crescere. Fu Italo Galbiati a credere nelle sue qualità e a permettergli di entrare nella storia.

Il debutto arrivò il 23 aprile 1978 contro il Verona, quando aveva appena 17 anni. Da quel momento iniziò una carriera straordinaria, costruita su intelligenza tattica, personalità e una capacità unica di guidare la difesa.

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Il capitano del Milan degli invincibili

Franco Baresi è stato il simbolo del Milan più vincente di sempre. Ha indossato la maglia rossonera per tutta la carriera, dal 1977 al 1997, anche nei momenti più difficili come gli anni della Serie B. Nonostante le offerte ricevute, non lasciò mai il club che lo aveva accolto da ragazzo. Con il Milan ha collezionato 719 presenze e 33 gol, conquistando 18 trofei tra cui scudetti, Coppe dei Campioni e titoli internazionali. È stato il leader della squadra di Arrigo Sacchi, quella che negli anni Ottanta e Novanta rivoluzionò il calcio mondiale grazie a un gioco moderno e spettacolare.

Il suo gesto più iconico resta il braccio alzato per chiamare il fuorigioco: un’immagine diventata il simbolo di un difensore che non si limitava a fermare gli avversari, ma guidava ogni movimento della squadra. Soprannominato “Piscinin” agli inizi della carriera e poi “Kaiser Franz” per il paragone con Franz Beckenbauer, Baresi rappresentò l’ultima grande generazione dei liberi italiani, insieme a campioni come Gaetano Scirea.

Foto: Wikimedia Commons

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Il dolore del Mondiale del 1994 e il coraggio di un campione

Una delle pagine più emozionanti della sua carriera resta il Mondiale del 1994 negli Stati Uniti. Dopo un grave problema al menisco, Baresi riuscì a recuperare in tempi record e disputò la finale contro il Brasile.

La partita terminò ai rigori e il suo errore dal dischetto, insieme a quelli di Roberto Baggio e Daniele Massaro, consegnò il titolo ai brasiliani. Le sue lacrime diventarono quelle di un’intera nazione, ma anche il simbolo della dignità di un campione che aveva dato tutto. Perché Franco Baresi è stato soprattutto questo: un uomo che non si è mai tirato indietro.

Foto: Wikimedia Commons

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L’ultimo abbraccio di Milano

Dopo il ritiro nel 1997, il Milan decise di ritirare la sua maglia numero 6, un riconoscimento riservato alle leggende più grandi del club. Baresi ha poi continuato il suo impegno nel mondo del calcio e nella solidarietà attraverso la Fondazione Milan, portando avanti progetti dedicati alle persone più fragili.

La sua ultima apparizione pubblica risale al febbraio 2026, quando è tornato a San Siro come tedoforo insieme a Giuseppe Bergomi durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano-Cortina. «Gli attimi più emozionanti della mia carriera», aveva detto quel giorno. Oggi il calcio italiano perde una delle sue figure più rappresentative. Franco Baresi lascia un’eredità che va oltre i trofei e i record: quella di un campione che ha trasformato una maglia in una promessa d’amore eterno.

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