Harry Potter

Back to Hogwarts 2026, Harry Potter torna a Venezia tra cinema, magia e nostalgia

Il Back to Hogwarts 2026 celebra i 25 anni di Harry Potter e la Pietra Filosofale tra un evento a Venezia, il ritorno al cinema e l’attesa per la nuova serie HBO

di Naomi Lanciano | 29 Agosto 2026
foto: ufficio stampa

Ci sono date che per qualcuno significano soltanto la fine delle vacanze e per altri l’inizio di un nuovo anno scolastico. Poi c’è il 1° settembre, che per almeno un paio di generazioni significa una cosa molto precisa: raggiungere King’s Cross, attraversare il muro tra i binari 9 e 10 e sperare di arrivare in tempo per prendere l’Hogwarts Express.

Non importa che siano trascorsi venticinque anni da quando Harry Potter, ancora inconsapevole di essere uno dei maghi più famosi del suo mondo, saliva su quel treno insieme a Ron Weasley e incontrava Hermione Granger. Per milioni di fan il viaggio verso Hogwarts continua simbolicamente a ricominciare ogni settembre e quello che nei libri era semplicemente il giorno del ritorno a scuola è diventato nel tempo il Back to Hogwarts, una celebrazione internazionale che quest’anno assume un significato particolare.

Il 2026 coincide infatti con il 25° anniversario di Harry Potter e la Pietra Filosofale, il film diretto da Chris Columbus che nel 2001 trasformò definitivamente il fenomeno letterario in uno dei più grandi universi della cultura pop contemporanea. E per festeggiarlo, in Italia, Hogwarts cambia momentaneamente indirizzo: destinazione Venezia.

Foto: Ufficio stampa

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Back to Hogwarts 2026 a Venezia per i 25 anni di Harry Potter

È difficile immaginare una cornice più adatta. Venezia possiede già di suo qualcosa che sembra appartenere al mondo magico: calli che finiscono improvvisamente sull’acqua, palazzi apparentemente sospesi, passaggi stretti e porte dietro le quali si ha sempre l’impressione possa nascondersi qualcos’altro.

Qui si terrà l’evento italiano del Back to Hogwarts 2026, appuntamento su invito organizzato per celebrare il quarto di secolo del primo film. Al centro della giornata ci sarà una speciale proiezione di Harry Potter e la Pietra Filosofale, accompagnata da aree tematizzate ed elementi ispirati all’universo della saga. L’iniziativa è realizzata con il supporto di Witor’s, LEGO, Panini e Rubies.

Più che una semplice operazione nostalgica, il ritorno al primo capitolo significa ritrovare il momento esatto in cui tutto cominciava. Harry viveva ancora nel sottoscala dei Dursley, Ron aveva una famiglia enorme e un maglione per ogni Natale, Hermione conosceva già le risposte prima ancora che qualcuno terminasse le domande. Piton sembrava inequivocabilmente il cattivo della storia e nessuno poteva immaginare quanto sarebbe diventato complicato, molti anni dopo, giudicare Severus Snape. Rivedere oggi quel film significa inevitabilmente guardarlo con occhi diversi.

Harry Potter e la Pietra Filosofale torna al cinema nel 2026

La celebrazione non rimarrà confinata a Venezia. Dal 26 agosto al 2 settembre 2026 Harry Potter e la Pietra Filosofale tornerà nelle sale cinematografiche italiane, riportando sul grande schermo il primo ingresso nella Sala Grande, il Cappello Parlante, le scale di Hogwarts e quella partita di Quidditch che nel 2001 contribuì a dare una forma concreta a tutto ciò che fino a quel momento era esistito nell’immaginazione dei lettori.

L’operazione ha qualcosa di interessante perché mette nella stessa sala pubblici molto diversi. Ci sarà chi nel 2001 era già abbastanza grande da aspettare l’uscita del film dopo aver divorato i libri e chi, invece, Hogwarts l’ha scoperta molti anni dopo attraverso lo streaming, i social, i videogiochi o semplicemente grazie ai genitori.

È probabilmente una delle ragioni per cui Harry Potter continua a funzionare a venticinque anni dal primo film. La saga non è rimasta confinata alla generazione che l’ha vista nascere, ma è diventata uno di quegli universi narrativi che vengono ereditati. Cambiano i mezzi attraverso cui lo si scopre, mentre Hogwarts rimane sorprendentemente riconoscibile.

E certe domande, del resto, sembrano non invecchiare mai. Grifondoro o Serpeverde? Ron o Draco? Il personaggio più ingiustamente sottovalutato? E soprattutto: davvero a Hogwarts nessuno ha mai pensato che affidare la sicurezza della scuola a una scala capace di cambiare direzione autonomamente fosse una pessima idea?

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Harry Potter, dalla saga cinematografica alla nuova serie HBO

Il Back to Hogwarts 2026 arriva inoltre in un momento particolarmente importante per il futuro del franchise. Mentre gli otto film di Harry Potter continuano a essere disponibili su HBO Max, cresce l’attesa per la nuova serie originale HBO dedicata a Harry Potter e la Pietra Filosofale, annunciata per Natale 2026.

È probabilmente la sfida più delicata affrontata dal mondo magico negli ultimi anni. Perché raccontare nuovamente Harry Potter significa inevitabilmente confrontarsi con immagini ormai sedimentate nella memoria collettiva: Daniel Radcliffe con gli occhiali tondi, Emma Watson nei panni di Hermione, Rupert Grint come Ron, Alan Rickman avvolto nel nero di Piton, Maggie Smith nei panni della professoressa McGranitt.

La nuova produzione avrà però un vantaggio che il cinema, per ragioni di durata, non poteva concedersi: più spazio per tornare ai libri, ai personaggi secondari, alle sottotrame e a quei dettagli rimasti fuori dagli adattamenti cinematografici. Per chi conosce Hogwarts quasi stanza per stanza, potrebbe essere proprio lì che si giocherà la partita.

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LEGO, Panini e moda: Harry Potter è ormai molto più di una saga

Nel frattempo Hogwarts continua a esistere anche molto lontano dallo schermo. In occasione del Back to Hogwarts, Warner Bros. Discovery Global Consumer Products ha coinvolto marchi come LEGO, Colgate, Excélsa, EGAN, Panini, Witor’s, Yamamay e Sodico in una nuova proposta di prodotti dedicati al mondo di Harry Potter.

Il merchandising potrebbe sembrare il lato meno romantico della faccenda, ma racconta in realtà molto bene ciò che è successo alla saga negli ultimi venticinque anni. Harry Potter non è più soltanto una serie di libri accompagnata dai suoi adattamenti cinematografici: è diventato un linguaggio estetico immediatamente riconoscibile.

Bastano una sciarpa nei colori di una Casa, un paio di occhiali tondi, una civetta bianca o la sagoma del castello per evocare un universo intero. Nel frattempo sono arrivati i film di Animali Fantastici, lo spettacolo teatrale Harry Potter e la Maledizione dell’Erede, i videogiochi, i parchi a tema, gli Studio Tour di Londra e Tokyo e negozi interamente dedicati al Wizarding World. La cosa curiosa è che, nonostante questa espansione gigantesca, il cuore della storia continui a trovarsi nello stesso posto.

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Perché dopo 25 anni vogliamo ancora tornare a Hogwarts

Forse il successo del Back to Hogwarts si spiega proprio così. Non celebriamo soltanto un film uscito venticinque anni fa, ma il desiderio di ritrovare per qualche ora un luogo che abbiamo conosciuto quando tutto sembrava più semplice. Prima che scoprissimo la storia di Voldemort fino in fondo, prima delle morti che avremmo volentieri evitato e prima che quei bambini con uniformi troppo grandi diventassero adulti insieme a buona parte del loro pubblico.

Hogwarts, dopotutto, non è mai stata soltanto la scuola dove si imparava a lanciare incantesimi. Era il posto nel quale Harry trovava finalmente una casa, Hermione degli amici disposti a seguirla anche quando aveva evidentemente ragione, Ron la possibilità di essere qualcosa di più del più piccolo tra tanti fratelli.

Ventacinque anni dopo, il binario 9 e ¾ continua così ad affollarsi ogni primo settembre. Quest’anno passerà idealmente anche da Venezia, prima di tornare nelle sale cinematografiche e prepararsi a una nuova vita televisiva. Probabilmente è questo il vero incantesimo riuscito meglio alla saga: averci convinti che, da qualche parte, il treno per Hogwarts continui davvero a partire.

Foto: Ufficio stampa
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