Prima la soddisfazione di aver raggiunto una delle mete più spettacolari del Perù senza accusare particolari problemi, poi una pizza a Cuzco e quella sensazione improvvisa che qualcosa non stesse andando come avrebbe dovuto. Il viaggio di Chiara Ferragni sulle Ande si è concluso con qualche minuto di paura, una maschera per l’ossigeno e, una volta passato lo spavento, l’inevitabile ironia con cui l’imprenditrice ha deciso di raccontare tutto ai follower.
Ferragni si trova in Perù insieme al fidanzato José Hernandez e a un gruppo di amici. Dopo giorni trascorsi tra alcuni dei luoghi più suggestivi del Paese, il gruppo ha affrontato anche la Vinicunca, meglio conosciuta come Montagna Arcobaleno, che porta i visitatori a superare quota 5mila metri. Proprio quando Chiara pensava di aver affrontato senza difficoltà una delle esperienze più impegnative della vacanza, il suo corpo le ha presentato il conto. E lo ha fatto diverse ore più tardi.
Chiara Ferragni sulla Montagna Arcobaleno in Perù a oltre 5mila metri
La giornata era iniziata nel migliore dei modi. Chiara Ferragni aveva raggiunto la Rainbow Mountain senza avvertire quei disturbi legati all’altitudine che possono interessare chi si spinge rapidamente a quote molto elevate. Una circostanza che l’aveva resa particolarmente soddisfatta, tanto da scherzare con José Hernandez sul fatto di essere stata tra le persone del gruppo che avevano affrontato meglio l’escursione.
«Con José continuavo a fare la “figa”: “Non abbiamo neanche sofferto l’altitudine”», ha raccontato successivamente ai follower. Ferragni ha spiegato anche di non aver assunto quelle «pilloline» che, secondo il suo racconto, alcuni compagni di viaggio avevano utilizzato per affrontare la quota. In quel momento, insomma, nulla lasciava immaginare quello che sarebbe successo una volta tornata a Cuzco. La montagna era alle spalle e la parte più faticosa della giornata sembrava ormai conclusa.

Chiara Ferragni, il malore dopo il ritorno a Cuzco
Dopo l’escursione, Chiara è rientrata a Cuzco, città che si trova già a oltre 3mila metri di altitudine. Una doccia veloce, un giro e poi la cena. È proprio dopo aver mangiato una pizza che la situazione è improvvisamente cambiata. Ferragni ha raccontato di aver sentito una forte vampata di calore, seguita da una percezione decisamente più preoccupante.
«Mi sento tipo una botta di calore e sento come se il corpo non rispondesse bene», ha spiegato. A quel punto è subentrata anche la paura: «Vado un po’ in panico; mi sembrava di non respirare bene, che il braccio non rispondesse bene». Parole che restituiscono con una certa immediatezza il momento vissuto dall’imprenditrice, soprattutto perché il malessere è arrivato quando pensava ormai di aver superato senza conseguenze la parte più impegnativa della giornata.
Chiara Ferragni con la maschera dell’ossigeno dopo il malore
Ferragni è quindi tornata in albergo insieme a José. Nel gruppo, come ha raccontato, erano presenti anche alcuni amici medici, una circostanza che in un momento del genere le ha dato maggiore tranquillità. Una volta raggiunto l’hotel ha utilizzato una bombola d’ossigeno, attrezzatura disponibile nelle strutture della zona proprio perché Cuzco accoglie continuamente viaggiatori provenienti da escursioni ad alta quota.
È stata la stessa Chiara a mostrare successivamente quel momento sui social. In una fotografia appare sdraiata sul letto, con la maschera dell’ossigeno sul volto. «A Cuzco è successo anche questo», aveva scritto parlando di «altitude sickness». Secondo il suo racconto, è rimasta con l’ossigeno per circa 10-15 minuti, dopo i quali ha iniziato a sentirsi meglio. Il giorno seguente è poi tornata a Lima.

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Chiara Ferragni rassicura i fan dopo lo spavento in Perù
Una volta superato il momento più complicato, Ferragni ha voluto immediatamente ridimensionare l’accaduto. Nessuna conseguenza seria, ha spiegato, sottolineando che anche altre persone del gruppo avevano accusato qualche disturbo durante un itinerario caratterizzato da continui cambiamenti di quota. «Tutti nel gruppo abbiamo avuto un po’ di malore, ma nulla di grave», ha raccontato.
Guardando indietro a quelle giornate, Chiara ha ammesso soprattutto di aver probabilmente esagerato con i ritmi durante le tappe trascorse sulle Ande. L’esperienza, secondo lei, rimane «super-fattibile», ma il suo corpo le avrebbe ricordato quanto sia importante non sottovalutare l’impegno richiesto dalle grandi altitudini. Un’ammissione arrivata senza drammi e soprattutto dopo aver rassicurato chi, vedendo la fotografia con la maschera per l’ossigeno, poteva essersi preoccupato.
Chiara Ferragni e José Hernandez insieme durante il viaggio in Perù
Il piccolo spavento è arrivato durante un viaggio che Ferragni sta documentando ampiamente sui propri social e che la vede accanto a José Hernandez. I due stanno attraversando il Perù insieme a un gruppo di amici, alternando natura, cultura e alcune esperienze decisamente più impegnative rispetto alla classica vacanza estiva.
L’itinerario è partito da Lima ed è proseguito attraverso Paracas, l’Amazzonia e le zone andine, fino ad arrivare a Cuzco e alla Montagna Arcobaleno. Un percorso molto diverso dalle destinazioni patinate alle quali per anni il pubblico ha associato l’immagine dell’imprenditrice digitale e che Ferragni sta raccontando attraverso fotografie, video e piccoli episodi quotidiani. Compresi quelli decisamente meno instagrammabili.

Chiara Ferragni e il mal d’altitudine: cosa ha raccontato sui social
Nel ricostruire l’episodio, Ferragni ha parlato esplicitamente di «altitude sickness», collegando quindi il malessere alla giornata trascorsa oltre i 5mila metri. Nel suo racconto, il punto curioso è proprio il ritardo con cui ha avvertito i sintomi: durante l’escursione si sentiva bene, mentre la sensazione di difficoltà è arrivata soltanto più tardi, quando era già rientrata a Cuzco.
Proprio per questo l’episodio sembra averla colta completamente impreparata. Poco prima si stava complimentando con se stessa per aver gestito così bene l’altitudine; poche ore dopo si è ritrovata sul letto dell’hotel con una maschera per l’ossigeno. Un cambio di scenario abbastanza netto da suggerirle, una volta tornata in forma, una conclusione perfettamente coerente con il modo in cui spesso racconta le proprie disavventure sui social.
Chiara Ferragni dopo il malore scherza: «Mai sentirsi una figa»
Passata la paura, infatti, è tornata l’ironia. Ferragni ha raccontato di aver ormai individuato una sorta di regola personale: ogni volta che si complimenta troppo presto con se stessa per essere riuscita a fare qualcosa, subito dopo succede un imprevisto. «La sfiga è che ogni volta che dico: “Oh, come sono stata brava”, poi succede qualcosa, quindi non devi mai tirartela», ha scherzato.
Da qui la morale della giornata, affidata a una frase destinata inevitabilmente a diventare la parte più condivisa del racconto: «Lezione del giorno: mai sentirsi una figa». Una battuta arrivata dopo un momento che, almeno inizialmente, l’aveva realmente spaventata e che le ha permesso di trasformare anche la fotografia con la bombola d’ossigeno in un altro capitolo del diario di viaggio.

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Chiara Ferragni in Perù, dalle Ande al ritorno a Lima
Il malessere non ha comunque compromesso il resto della vacanza. Dopo la notte a Cuzco e il miglioramento delle condizioni, Chiara Ferragni è tornata a Lima, continuando il viaggio e rassicurando definitivamente chi la segue. La Montagna Arcobaleno rimane quindi una delle esperienze più spettacolari del suo itinerario peruviano, anche se probabilmente non per le ragioni che aveva immaginato prima di partire.
In fondo, il racconto di questa vacanza sta funzionando anche per questo. Accanto ai paesaggi perfetti, alle fotografie di coppia e alle destinazioni da cartolina trovano spazio la fatica, gli imprevisti e persino qualche momento di paura. Ferragni avrebbe potuto limitarsi a pubblicare la fotografia dalla cima della montagna; ha scelto invece di mostrare anche quello che è successo qualche ora più tardi.
E alla fine resta soprattutto il contrasto tra due immagini della stessa giornata: Chiara soddisfatta per aver superato i 5mila metri senza problemi e Chiara con la maschera dell’ossigeno sul letto dell’hotel. Nel mezzo, una lezione che lei stessa ha preferito raccontare ridendoci sopra: sulle Ande, forse, è meglio aspettare qualche ora prima di dichiarare vittoria.








