Carriera Ferma

Elliot Page dopo L’Odissea: «Non mi chiamano più per recitare»

Dopo essere tornato a lavorare con Christopher Nolan, l’attore racconta di non avere nuovi ruoli in programma e ripercorre il disagio vissuto ai tempi di Inception

di Francesca Buongiorno | 8 Settembre 2026
Foto: Instagram @elliotpage

Elliot Page è pronto a tornare su un set, ma per il momento il telefono non sembra squillare. Dopo la partecipazione a L’Odissea di Christopher Nolan, l’attore 38enne ha raccontato nel podcast On Film… With Kevin McCarthy di non avere nuovi progetti in agenda, nonostante l’apprezzamento ricevuto per la sua interpretazione di Sinone.

Una situazione che Page ha affrontato con una battuta, senza però nascondere il desiderio di continuare a recitare. Oggi, dopo un lungo percorso personale, sente infatti di poter affrontare il proprio lavoro con una consapevolezza e una serenità molto diverse rispetto al passato.

Elliot Page non ha nuovi ruoli dopo L’Odissea

Alla domanda sulle eventuali proposte arrivate dopo il kolossal di Nolan, la risposta di Page è stata piuttosto chiara: «No, Kevin, non ne sto ricevendo». «Se qualcuno volesse chiamarmi… mi piacerebbe fare del buon lavoro», ha aggiunto l’attore, spiegando quindi di non avere al momento un nuovo personaggio da preparare.

In L’Odissea, Page interpreta Sinone, personaggio legato all’episodio del Cavallo di Troia. La sua presenza nel film aveva attirato grande attenzione già al momento dell’annuncio del cast e non erano mancate le polemiche. Inizialmente si era infatti diffusa l’ipotesi che l’attore potesse interpretare Achille, ruolo che aveva portato alcuni commentatori conservatori americani a contestarne la scelta e a fare paragoni con Brad Pitt in Troy. Successivamente è emerso che il personaggio affidato a Page era invece Sinone. L’attore ha scherzato anche sulle critiche ricevute: «So che ho ricevuto un po’ di odio per… il fatto che sono canadese, credo? Non ho capito bene».

Foto: Instagram @elliotpage

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Il ritorno con Christopher Nolan dopo Inception

L’Odissea rappresenta anche una sorta di ritorno alle origini per Elliot Page. Si tratta infatti della seconda collaborazione con Christopher Nolan, dopo Inception, uscito nel 2010. Il ricordo di quel film è però legato a emozioni contrastanti. Page ha chiarito di essersi trovato molto bene professionalmente con Nolan, con il cast e con la troupe, ma di aver vissuto personalmente quel periodo con un forte senso di disagio.

«Mi sono divertito moltissimo a essere in quel film, mi sono divertito moltissimo a lavorare con Chris, ma personalmente ero anche molto a disagio», ha raccontato. Page ha fatto coming out come persona transgender nel 2020 e oggi rilegge quell’esperienza alla luce del percorso compiuto negli anni successivi. Ai tempi di Inception, ha spiegato, c’era qualcosa che interferiva con il modo in cui riusciva a vivere il set e persino con la propria interpretazione. Diversa, invece, era stata l’esperienza con Juno, film che gli aveva permesso di sentirsi maggiormente a proprio agio nel personaggio e nel proprio corpo.

Elliot Page in X-Men: Conflitto finale (2006)
Foto:IMDb

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Elliot Page: «Ora sono più a mio agio con me stesso»

Proprio per questo tornare a lavorare con Nolan ha assunto un valore particolare. A distanza di anni da Inception, Page ha potuto ritrovare lo stesso regista vivendo però il set da una prospettiva completamente differente. «Tornare adesso, essendo più a mio agio con me stesso, rende questo tipo di progetti più piacevoli», ha spiegato.

L’attore ha descritto l’esperienza de L’Odissea anche come un momento capace di chiudere simbolicamente un cerchio. Una volta terminate le riprese si sarebbe persino commosso, proprio per ciò che quella nuova collaborazione rappresentava sul piano personale.

Essere più sereno con sé stesso, secondo Page, ha modificato anche il suo rapporto con la recitazione. Non deve più affrontare quel conflitto interiore che in passato finiva per sovrapporsi al lavoro necessario per costruire un personaggio. Una nuova condizione che lo porta a pensare di poter offrire oggi interpretazioni ancora più libere e consapevoli.

Elliot Page, Christos Kalohoridis, Tom Hopper, and Emmy Raver-Lampman in The Umbrella Academy (2019)
Foto: IMDb

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Il desiderio di tornare presto sul set

Il paradosso è proprio qui. Nel momento in cui Elliot Page sente di avere raggiunto una maggiore libertà personale e professionale, le nuove proposte sembrano tardare ad arrivare. L’attore non ha annunciato l’intenzione di fermarsi, anzi: le sue parole nel podcast raccontano chiaramente la voglia di trovare un nuovo progetto e continuare a mettersi alla prova.

Dopo Juno, Inception, The Umbrella Academy e ora L’Odissea, Page guarda quindi al prossimo capitolo della sua carriera senza sapere ancora quale sarà. Il messaggio lanciato durante l’intervista, però, è inequivocabile: se arriverà la chiamata giusta, lui è pronto a tornare davanti alla macchina da presa.

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