Carrie White sta per tornare, ma questa volta la sua storia avrà otto episodi per mostrare qualcosa in più rispetto al passato. Prime Video ha pubblicato il trailer ufficiale di Carrie, il nuovo adattamento del celebre romanzo di Stephen King firmato da Mike Flanagan. La serie arriverà in tutto il mondo il 7 ottobre 2026, con tutti gli episodi disponibili insieme.
Il progetto segna la prima trasposizione televisiva seriale del romanzo d’esordio di King e affida il ruolo della protagonista a Summer H. Howell, scelta dopo un lungo casting che ha coinvolto oltre 1.500 interpreti. Il trailer anticipa una Carrie riconoscibile, ma inserita in un contesto profondamente contemporaneo. Alla crudeltà dei compagni di scuola si aggiungono infatti la pressione dei social media, l’esposizione pubblica e un episodio di bullismo destinato a coinvolgere l’intera comunità di Chamberlain.
Carrie, cosa racconta la nuova serie di Mike Flanagan
Al centro della storia c’è ancora Carrie White, adolescente emarginata cresciuta praticamente isolata dal mondo insieme alla madre Margaret, interpretata da Samantha Sloyan. Estremamente protettiva nei confronti della figlia, Margaret ha tenuto Carrie lontana da una normale adolescenza. Tutto cambia dopo la morte improvvisa e prematura del padre, quando la ragazza viene catapultata per la prima volta nell’ambiente di un liceo pubblico.
L’impatto è tutt’altro che semplice. Carrie deve affrontare le dinamiche spietate della scuola, un grave atto di bullismo e le conseguenze mediatiche che ne derivano. La nuova serie porta infatti la vicenda nell’era dei social network, trasformando l’umiliazione in qualcosa che non rimane confinato tra le mura dell’istituto.
Contemporaneamente iniziano a manifestarsi i suoi misteriosi poteri telecinetici. Una capacità che cresce insieme alla pressione subita dalla ragazza e che accompagna il racconto verso quella che viene anticipata come un’unica e sconvolgente notte.

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Una Carrie diversa nell’era dei social
L’obiettivo della nuova versione non sembra essere quello di riproporre semplicemente una storia già conosciuta. Negli otto episodi, Mike Flanagan amplia l’universo narrativo creato da Stephen King, dando maggiore spazio ai personaggi e alle dinamiche che porteranno agli eventi decisivi.
Il punto di partenza rimane il conflitto tra gentilezza e crudeltà, ma la serie prova a rendere più complesso il modo in cui lo spettatore guarda Carrie. Vittima, eroina, mostro oppure qualcosa che non può essere racchiuso facilmente in una definizione? È proprio questa ambiguità a emergere dal trailer ufficiale, che lascia aperta anche un’altra domanda: quanto sappiamo realmente di Carrie e di quello che è accaduto a Chamberlain?
Un modo per rileggere la protagonista non soltanto attraverso i suoi poteri o attraverso l’evento che ha reso iconica la storia, ma partendo dalle pressioni e dalle piccole scelte che progressivamente la portano al punto di rottura.

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Summer H. Howell è la nuova Carrie White
A raccogliere un ruolo entrato nell’immaginario cinematografico è Summer H. Howell. Accanto a lei, Samantha Sloyan interpreta Margaret White, mentre Siena Agudong è Sue Snell e Alison Thornton veste i panni di Chris Hargensen.
Nel cast troviamo anche Joel Oulette nel ruolo di Tommy Ross, Josie Totah in quello di Tina, Arthur Conti nei panni di Billy e Thalia Dudek come Emaline. Completano il gruppo principale Amber Midthunder, che interpreta Miss Desjardin, e Matthew Lillard, scelto per il ruolo del preside Grayle. Flanagan ha coinvolto anche diversi volti già legati al suo universo creativo. Tra le guest star figurano Michael Trucco, Crystal Balint, Kate Siegel, Rahul Kohli, Tim Bagley e Heather Graham.

Da Stephen King a Mike Flanagan
La serie è scritta e sviluppata da Mike Flanagan, già autore di Midnight Mass e Hill House, che figura anche come executive producer insieme allo stesso Stephen King. Flanagan dirige gli episodi 1, 2, 7 e 8. Gli altri quattro sono affidati rispettivamente a Kate Siegel, Axelle Carolyn, Kyra Sedgwick e Hiromi Kamata. La produzione è di Amazon MGM Studios.
Il ritorno di Carrie arriva in un anno particolarmente simbolico. Il romanzo fu pubblicato nel 1974 e diede inizio alla carriera letteraria di King, autore che ha poi superato i 350 milioni di copie vendute nel mondo. Il libro rimase per 14 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times ed è stato tradotto in più di 35 lingue. Nel 1976 Brian De Palma trasformò quella storia in uno dei suoi adattamenti cinematografici più celebri, candidato agli Oscar e diventato nel tempo un punto di riferimento del genere. Nel 2026 il film compie 50 anni.
Mezzo secolo dopo, Carrie White torna quindi a fare i conti con il liceo, l’emarginazione e la crudeltà degli altri. Questa volta, però, ad amplificare tutto ci sono anche telefoni, social media e un mondo in cui un’umiliazione può diventare pubblica in pochi secondi. Ed è proprio qui che la versione di Flanagan prova a trovare una nuova strada per raccontare un incubo che, evidentemente, non ha ancora smesso di essere attuale.








