Grande Cinema

Fatherland, il nuovo film di Pawlikowski con Sandra Hüller

Il regista di Ida e Cold War torna al cinema con una storia ambientata nella Germania del dopoguerra, interpretata da Sandra Hüller e Hanns Zischler

di Giorgia Buscaino | 14 Settembre 2026
Foto: ufficio stampa

Fatherland, il nuovo film di Paweł Pawlikowski, arriva nelle sale italiane il 16 ottobre 2026 distribuito da MUBI. Presentato in Concorso al 79º Festival di Cannes, il film ha conquistato il Prix de la mise en scène assegnato a Pawlikowski ex aequo. Al centro della storia ci sono Thomas Mann e la figlia Erika, interpretati da Hanns Zischler e Sandra Hüller.

Foto: screenshot trailer Youtube

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Fatherland: il viaggio di Thomas ed Erika Mann

La storia è ambientata nell’estate del 1949, in una Germania ancora profondamente segnata dalla Seconda guerra mondiale. Thomas Mann torna nel suo Paese per la prima volta dopo la fuga negli Stati Uniti, una scelta compiuta per mettersi in salvo durante l’ascesa del nazismo. Ad accompagnarlo c’è la figlia Erika Mann, attrice, giornalista e pilota di rally. I due salgono a bordo di una Buick nera e attraversano il Paese da Francoforte sul Meno a Weimar, passando dalla Germania Ovest, sotto l’influenza statunitense, alla Germania Est controllata dai sovietici.

Il viaggio diventa così anche un confronto con una patria profondamente cambiata e con le ferite ancora aperte del dopoguerra.

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Sandra Hüller e Hanns Zischler protagonisti

A interpretare Erika Mann è Sandra Hüller, candidata all’Oscar e protagonista di film come La zona d’interesse e Anatomia di una caduta. Nei panni di Thomas Mann c’è invece Hanns Zischler, attore noto per lavori come Munich, Germania nove zero e Nel corso del tempo.

Nel cast figurano anche August Diehl, già visto ne La vita nascosta – Hidden Life e Bastardi senza gloria, Devid Striesow, tra gli interpreti di Niente di nuovo sul fronte occidentale, e Anna Madeley, conosciuta per Patrick Melrose e Creature grandi e piccole.

La sceneggiatura è firmata da Pawlikowski insieme a Hendrik Handloegten. Per il regista si è trattato, secondo quanto riportato nel materiale di produzione, della sceneggiatura più veloce alla quale abbia mai lavorato.

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Dalla biografia di Mann a un episodio preciso

Il progetto inizialmente aveva un’altra forma. Il film avrebbe dovuto essere diretto da Edward Berger, che ha poi scelto di rimanere nel progetto come co-produttore, ritenendo che l’approccio di un regista non tedesco potesse essere più interessante.

Pawlikowski, dal canto suo, stava inizialmente pensando a un adattamento de Il mago di Colm Tóibín, romanzo del 2021 dedicato proprio alla figura di Thomas Mann. Il regista ha poi preferito concentrarsi su uno specifico momento della vita dello scrittore, quello del ritorno nella Germania del dopoguerra.

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Il ritorno dello stile di Ida e Cold War

Con Fatherland, Pawlikowski torna a esplorare alcuni dei temi che hanno caratterizzato il suo cinema: identità, senso di colpa, famiglia e amore, questa volta sullo sfondo di un’Europa uscita devastata dal conflitto.

Il progetto riunisce anche diversi collaboratori storici del regista. La fotografia è affidata a Łukasz Żal, candidato all’Oscar e già direttore della fotografia di Ida e Cold War. Le scenografie sono firmate da Katarzyna Sobańska e Marcel Sławiński, mentre i costumi sono di Aleksandra Staszko.

Come nei due film precedenti, Żal ha scelto il bianco e nero, contribuendo a costruire l’atmosfera del racconto. Fanno eccezione le scene ambientate nella casa di Goethe a Weimar, per le quali è stata utilizzata la location reale.

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Le riprese tra Polonia e Germania

Nonostante la storia sia ambientata principalmente nella Germania del dopoguerra, gran parte di Fatherland è stata girata in Polonia. La produzione ha utilizzato location reali e ha ricostruito direttamente sul posto le rovine della Germania post-bellica, evitando nella maggior parte dei casi il ricorso a un teatro di posa.

Le riprese sono iniziate il 13 agosto 2025 a Legnica e hanno poi coinvolto Bielsko-Biała, Cieszyn e Varsavia. La troupe si è successivamente spostata a Weimar, dove sono state realizzate alcune scene al Deutsche Nationaltheater und Staatskapelle e nella casa-giardino di Goethe, all’interno del Park an der Ilm. Le ultime fasi della lavorazione hanno interessato Breslavia e Wałbrzych. Complessivamente, le riprese sono durate 38 giorni e sono state realizzate in gran parte seguendo l’ordine cronologico della storia, una scelta pensata per favorire l’immedesimazione degli interpreti nel viaggio compiuto dai protagonisti.

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Fatherland arriva al cinema il 16 ottobre

Il film è una coproduzione tra Germania, Polonia, Italia e Francia, realizzata da MUBI, OUR FILMS, Extreme Emotions, Nine Hours e Chapter 2, in collaborazione con Circle One e Apocalypso Pictures, con la partecipazione di Arte e Pathé.

Il budget è stato di 10 milioni di euro, con il sostegno di diversi fondi cinematografici europei e nazionali. Dopo il riconoscimento ottenuto a Cannes, Fatherland si prepara quindi al debutto nelle sale italiane: l’appuntamento è fissato per il 16 ottobre 2026, con la distribuzione affidata a MUBI. Il nuovo lavoro di Pawlikowski segna così il ritorno del regista dopo Cold War, riproponendo quel cinema fatto di memoria, rapporti familiari e identità che ha caratterizzato una parte importante della sua filmografia.

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