Emergono nuovi dettagli sulla morte di Presley Gerber, il figlio 27enne di Cindy Crawford e Rande Gerber, trovato senza vita domenica 20 settembre in una struttura di riabilitazione a Santa Monica. Secondo il Los Angeles Times, la polizia sta indagando sull’ipotesi di una possibile overdose e starebbe cercando di ricostruire la provenienza delle sostanze coinvolte. La causa ufficiale della morte, però, non è stata ancora stabilita.
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Presley Gerber era entrato nella struttura poche ore prima
La ricostruzione delle ultime ore di Presley Gerber aggiunge nuovi elementi a una vicenda sulla quale restano ancora diversi interrogativi. Secondo quanto riportato dal Los Angeles Times, il giovane modello si trovava presso Resolutions Living, una struttura che offre programmi di trattamento per problemi di salute mentale, dipendenze e disturbi concomitanti.
Presley sarebbe arrivato nella struttura intorno alle 22 di sabato 19 settembre, dunque soltanto poche ore prima della morte. La mattina seguente, intorno alle 9:35, la polizia di Santa Monica è intervenuta dopo una segnalazione relativa a una possibile overdose. Le comunicazioni dei soccorsi citate dal quotidiano americano farebbero riferimento anche a un arresto cardiaco. Quando i paramedici sono arrivati sul posto, per il 27enne non c’era più nulla da fare: Presley Gerber è stato dichiarato morto alle 9:45 del 20 settembre. L’orario è stato successivamente confermato anche dal Los Angeles County Department of Medical Examiner.
Al momento gli investigatori non avrebbero individuato elementi che facciano pensare al coinvolgimento di altre persone nella morte. Questo, però, non chiude l’indagine. Secondo una fonte delle forze dell’ordine citata dal Los Angeles Times, la polizia starebbe cercando di capire da dove provenissero e chi avesse fornito le sostanze al centro degli accertamenti.

L’autopsia è stata eseguita, ma la causa della morte resta sospesa
Sul piano medico-legale, bisognerà aspettare prima di avere una risposta definitiva. Il Los Angeles County Department of Medical Examiner ha comunicato il 21 settembre che un medico legale ha già eseguito l’esame sul corpo di Presley, ma sia la causa sia la modalità della morte sono state classificate come “deferred”.
In termini pratici significa che gli elementi raccolti finora non sono sufficienti per formulare una conclusione ufficiale e che sono stati richiesti ulteriori test o approfondimenti. L’ufficio del Medical Examiner non ha specificato di quali esami si tratti, proprio perché l’indagine è ancora in corso. I tempi potrebbero non essere brevi. Secondo la comunicazione ufficiale, nei casi classificati come “deferred” possono trascorrere alcuni mesi prima che venga stabilita una causa definitiva del decesso. Fino ad allora, dunque, l’overdose resta un’ipotesi sulla quale stanno lavorando gli investigatori e non può essere indicata come causa accertata della morte di Presley Gerber.
La Santa Monica Police Department è l’agenzia incaricata dell’indagine. Anche la polizia ha confermato di essere intervenuta la mattina del 20 settembre per la segnalazione di una possibile overdose.

Le difficoltà raccontate pubblicamente da Presley Gerber
La notizia assume un peso ancora maggiore alla luce di quanto Presley aveva scelto di raccontare negli ultimi anni. Il figlio maggiore di Cindy Crawford non aveva nascosto le proprie difficoltà legate alla salute mentale, alla depressione e alle dipendenze, trasformando progressivamente una parte molto privata della propria esperienza in un tema di cui parlare apertamente.
Nel 2023, durante un’intervista al podcast Studio 22, aveva spiegato di voler utilizzare quello che aveva vissuto per essere d’aiuto ad altre persone alle prese con problemi simili. Il suo obiettivo, aveva raccontato, era riuscire ad aiutare anche soltanto una persona a uscire da una situazione nella quale lui stesso si era trovato. Nel corso degli anni Presley aveva parlato anche dei percorsi di cura intrapresi e della ricerca di un equilibrio personale, mentre la sua storia diventava inevitabilmente parte anche della vita della famiglia Crawford-Gerber.
Solo poche settimane prima della sua morte, anche la sorella Kaia Gerber aveva affrontato l’argomento in un’intervista pubblicata da Vogue. Parlando del fratello, la modella e attrice aveva ricordato la sua scelta di mostrarsi in maniera estremamente aperta e umana, in contrasto con la grande riservatezza che aveva sempre caratterizzato la loro famiglia.
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Da Calvin Klein alle passerelle: la carriera di Presley
Nato nella famiglia di una delle modelle più celebri al mondo, Presley aveva seguito presto una strada legata alla moda. Figlio di Cindy Crawford e dell’imprenditore Rande Gerber, era il fratello maggiore di Kaia e aveva iniziato a lavorare come modello ancora adolescente.
Tra i momenti più importanti della sua carriera c’era stata la campagna globale di Calvin Klein Jeans del 2018, realizzata insieme alla sorella. Presley aveva lavorato con importanti realtà del settore e, come ricorda l’Associated Press, era stato rappresentato da agenzie come IMG e DNA Models. Nel 2019 aveva attraversato anche un momento difficile sul piano personale e giudiziario: era stato arrestato e accusato di guida sotto l’effetto di sostanze, ricevendo successivamente tre anni di libertà vigilata e l’obbligo di completare un programma dedicato alla guida in stato di alterazione, secondo quanto riportato all’epoca dai media statunitensi.
Negli anni successivi, tuttavia, la parte più pubblica del suo percorso era diventata sempre meno legata soltanto alla moda. Presley aveva iniziato a parlare con maggiore frequenza delle proprie fragilità, dei tentativi di recupero e delle difficoltà incontrate durante il percorso.

La famiglia di Cindy Crawford chiede privacy
La morte di Presley è stata confermata anche da Allie Jenkins, rappresentante di Cindy Crawford e Rande Gerber. In una breve dichiarazione riportata dall’Associated Press, la famiglia ha chiesto di poter vivere privatamente questo momento definito estremamente difficile e doloroso.
Per ora non sono arrivati ulteriori commenti pubblici sulle circostanze della morte. E mentre la famiglia resta lontana dai riflettori, l’attenzione si concentra sugli accertamenti condotti dalle autorità di Los Angeles. L’indagine dovrà chiarire innanzitutto che cosa abbia provocato la morte del 27enne e, parallelamente, verificare l’ipotesi sulla quale sta lavorando la polizia. Solo i risultati degli esami richiesti dal Medical Examiner potranno stabilire con certezza la causa del decesso.
Fino ad allora, resta una distinzione essenziale: Presley Gerber è morto il 20 settembre mentre si trovava in una struttura di riabilitazione; l’ipotesi dell’overdose è oggetto dell’indagine della polizia, ma non è ancora la causa ufficiale della sua morte. Una risposta definitiva potrebbe arrivare soltanto nei prossimi mesi.
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