Dalle nozze da favola alle aule di tribunale. Per Sofia Scalia e Luigi Calagna, conosciuti come i Me contro Te, il viaggio di nozze in Africa arriva in un momento tutt’altro che tranquillo. Mentre la coppia si gode la luna di miele tra safari e paesaggi mozzafiato, in Italia esplode una controversia legale che coinvolge il loro impero commerciale. Le accuse? Presunta pubblicità occulta, pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni della privacy dei minori.
A sollevare il caso è Consumerismo No Profit, che ha presentato un ricorso contro la società dei due creator. Una vicenda che, come racconta il Corriere della Sera, potrebbe coinvolgere anche l’Antitrust.

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Me contro Te, dal matrimonio da seimila invitati alla bufera
Soltanto poche settimane fa, il 5 settembre, Luì e Sofì celebravano il loro matrimonio all’Unipol Dome di Milano. Un evento decisamente lontano dalle tradizionali nozze riservate a parenti e amici: seimila spettatori paganti, biglietti compresi tra 48 e 110 euro e un pass aggiuntivo da 250 euro per incontrare personalmente gli sposi. Una cerimonia trasformata in spettacolo, perfettamente in linea con un progetto imprenditoriale che negli anni ha saputo conquistare milioni di giovanissimi.
I numeri raccontano la portata del fenomeno: 7,3 milioni di iscritti su YouTube, 3,5 milioni di follower su TikTok e 1,6 milioni su Instagram, secondo i dati riportati dal quotidiano. Dietro i video colorati, le canzoni e i personaggi amatissimi dai bambini si trova una società strutturata. La Me Contro Te S.r.l., con sede a Marsala e partecipata al 50% dai due fondatori, avrebbe registrato nel 2025 ricavi per circa 4 milioni di euro e un utile di 1,7 milioni, a fronte di un patrimonio di 29 milioni.
Un successo economico che oggi finisce sotto osservazione per le modalità con cui vengono promossi alcuni prodotti destinati al pubblico più giovane.
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Pubblicità occulta e inviti all’acquisto: le accuse ai Me contro Te
La contestazione arriva da Consumerismo No Profit, associazione presieduta da Luigi Gabriele, che il 14 settembre ha depositato un ricorso presso il Tribunale civile di Palermo. Al centro dell’azione legale ci sono il sito ufficiale mecontrote.it e l’app collegata al marchio. Secondo l’associazione, le piattaforme presenterebbero contenuti commerciali non sufficientemente distinguibili dall’intrattenimento, con il rischio di esporre i bambini a messaggi promozionali senza che possano riconoscerne chiaramente la natura pubblicitaria.
Nel ricorso si parla di presunte pratiche commerciali aggressive e ingannevoli, con particolare riferimento agli inviti diretti all’acquisto rivolti ai minori. La questione riguarda un aspetto delicato del mondo degli influencer: il rapporto di fiducia che si crea tra i creator e i loro spettatori, soprattutto quando questi ultimi sono bambini. Per Consumerismo, l’utilizzo di personaggi familiari e contenuti ludici potrebbe incoraggiare i più piccoli a desiderare determinati prodotti e a sollecitarne l’acquisto da parte dei genitori.
Le contestazioni dovranno naturalmente essere esaminate nelle sedi competenti. Al momento non si tratta di violazioni accertate, ma delle accuse formulate dall’associazione.
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Il sito dei Me contro Te va offline: una coincidenza?
A rendere ancora più interessante la vicenda è un dettaglio che non è passato inosservato: il sito ufficiale dei Me contro Te è stato temporaneamente disattivato.
Come ricostruito dal Corriere della Sera, la successione degli eventi è piuttosto ravvicinata. Il 5 settembre si celebra il matrimonio, il 14 viene depositato il ricorso, il 19 la notizia diventa pubblica e il 22 settembre il portale risulta offline. Chi prova ad accedere al sito trova un messaggio che segnala lavori di manutenzione. Una circostanza che ha inevitabilmente alimentato interrogativi, considerando il ruolo centrale della piattaforma nelle attività commerciali del marchio. La sospensione è collegata alle contestazioni legali oppure si tratta effettivamente di un intervento tecnico programmato?
Al momento non esistono elementi sufficienti per stabilire un rapporto diretto tra i due eventi. Il messaggio di manutenzione non costituisce, di per sé, una conferma delle accuse avanzate da Consumerismo. Resta il fatto che il portale è stato reso temporaneamente inaccessibile proprio mentre la vicenda cominciava ad attirare l’attenzione pubblica.

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Privacy dei bambini: la questione arriva anche in Procura
Le contestazioni non riguardano esclusivamente la vendita di prodotti. Consumerismo ha sollevato anche dubbi sulla gestione dei dati personali degli utenti minorenni, richiamando possibili violazioni della normativa sulla privacy.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la Procura della Repubblica di Trapani ha ricevuto una notifica relativa a questi profili. L’obiettivo dell’associazione è verificare se le modalità di raccolta e trattamento dei dati siano conformi alle disposizioni previste per la tutela dei bambini.
Anche in questo caso, la segnalazione non equivale all’accertamento di un illecito. Spetterà alle autorità competenti valutare gli elementi presentati e stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti. La vicenda apre però una questione che interessa l’intero settore dell’intrattenimento digitale: quali strumenti devono essere adottati quando una piattaforma commerciale si rivolge prevalentemente a utenti che non hanno ancora raggiunto la maggiore età?

Me contro Te, si attende l’Antitrust: cosa succede adesso?
Un ulteriore fronte riguarda l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Stando alla ricostruzione del Corriere della Sera, Consumerismo avrebbe trasmesso all’Antitrust un fascicolo già il 9 giugno, corredato da numerosi screenshot delle pagine contestate. L’Autorità potrebbe trovarsi ancora nella fase preliminare di valutazione della segnalazione. Non risultano, sulla base delle informazioni disponibili, decisioni definitive o sanzioni nei confronti della società.
Il riferimento alla vicenda Balocco-Ferragni, ricordata dal quotidiano, riguarda il ruolo dell’Antitrust nella vigilanza sulle comunicazioni commerciali. Si tratta tuttavia di casi differenti, che non possono essere automaticamente sovrapposti. Per Sofia e Luigi si apre dunque una fase delicata, nella quale sarà necessario chiarire le modalità di funzionamento delle piattaforme e rispondere alle contestazioni presentate. La coppia, che ha costruito un universo narrativo capace di accompagnare milioni di bambini tra video, film, libri e giocattoli, si trova ora al centro di una questione che riguarda proprio il rapporto tra intrattenimento e commercio.
Mentre i due creator proseguono il viaggio di nozze, l’attenzione resta concentrata sugli sviluppi giudiziari e sull’eventuale intervento dell’Antitrust.
Il nodo è capire se un contenuto destinato ai bambini possa trasformarsi in una proposta commerciale senza che il confine tra gioco e pubblicità sia immediatamente riconoscibile. Una domanda alla quale saranno le autorità competenti a dare risposta.







