Libri e futuro

BookCity Milano 2026: il senno sulla Luna e il futuro della lettura

BookCity Milano torna dal 23 al 29 novembre con un’edizione ispirata all’Orlando furioso. Tra nuove iniziative per bambini, scuole e università, la manifestazione invita a riscoprire nei libri uno strumento per coltivare il pensiero critico

di Naomi Lanciano | 28 Settembre 2026
foto: generata da ai

Ci sono settimane in cui Milano cambia ritmo e lascia che siano le storie a guidare il suo calendario. Succede durante BookCity, quando teatri, biblioteche, scuole, università e luoghi meno convenzionali diventano spazi di incontro tra autori e lettori, mentre la letteratura esce dalle librerie e attraversa la città. Dal 23 al 29 novembre 2026, la manifestazione torna per la sua quindicesima edizione con un programma che promette di ampliare ulteriormente il pubblico, a partire dai bambini che ancora non sanno leggere fino agli studenti universitari e ai lettori più appassionati. La curatela è affidata per la prima volta allo scrittore Marco Balzano, che ha scelto di partire da uno dei capolavori della letteratura italiana per interrogare il presente.

BookCity rappresenta ormai un momento significativo per la comunità milanese, ma la sua identità va oltre i confini della città. Ogni anno riunisce persone che hanno con i libri rapporti molto diversi: chi cerca l’occasione per incontrare un autore amato, chi desidera scoprire una nuova voce, chi segue la narrativa contemporanea e chi preferisce la saggistica, il fantasy, la poesia o le storie illustrate. Ci sono i lettori abituali, che aspettano la manifestazione per orientarsi tra le nuove uscite, e quelli che si avvicinano alla lettura attraverso un incontro, un laboratorio o un’esperienza condivisa. È proprio questa pluralità a rendere interessante il progetto: costruire percorsi differenti, capaci di accogliere gusti, età e attitudini senza immaginare un unico modo di vivere la letteratura.

Il programma completo sarà presentato lunedì 26 ottobre, alle ore 11, al Piccolo Teatro Grassi. Nell’attesa, le prime anticipazioni delineano un’edizione particolarmente attenta alla formazione dei lettori e al rapporto tra libri, società e nuove tecnologie.

Foto: Ufficio stampa

BookCity Milano 2026: il significato del tema Il senno sulla Luna

Il titolo scelto per quest’anno, Il senno sulla Luna. Sette giorni di libri, ragioni e follie, richiama uno degli episodi più celebri dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Dopo che Orlando ha perduto la ragione a causa dell’amore per Angelica, Astolfo intraprende un viaggio straordinario per recuperarla. Raggiunge la Luna sul carro di Elia, dopo aver viaggiato sull’ippogrifo nelle avventure precedenti, e scopre un luogo sorprendentemente simile alla Terra, attraversato da montagne, valli e paesaggi familiari. La prospettiva, però, è completamente diversa: osservato da lassù, il nostro mondo appare piccolo e distante, quasi ridimensionato rispetto all’importanza che siamo abituati ad attribuirgli.

La Luna ariostesca custodisce tutto ciò che gli uomini smarriscono durante la propria esistenza. Vi si accumulano ricchezze affidate alla fortuna, fama destinata a svanire, desideri irrealizzati, promesse, tempo sprecato, ambizioni politiche e sospiri degli innamorati. È un immenso deposito delle illusioni terrestri, nel quale ogni cosa perduta sembra conservare una traccia della fragilità umana. Tra questi oggetti Astolfo trova anche il senno, raccolto in ampolle di vetro sotto forma di un liquido sottile, pronto a evaporare. Scopre che perfino persone considerate sagge ne hanno smarrito una parte e, con sorpresa, riconosce anche la propria ampolla. La recupera, ne respira il contenuto e riacquista la ragione, prima di prendere quella di Orlando e prepararsi al ritorno sulla Terra.

È un episodio straordinario anche per la sua attualità. Ariosto immagina un luogo dal quale osservare le nostre occupazioni quotidiane con il necessario distacco, riconoscendo quanto spesso desideri, passioni e ambizioni possano compromettere la lucidità. La scelta di BookCity riprende proprio questa possibilità di cambiare prospettiva: interrogarsi su ciò che stiamo perdendo, sulle convinzioni che guidano le nostre decisioni e sulla capacità di distinguere ciò che conta davvero dal rumore che accompagna la vita contemporanea.

Marco Balzano: i libri per recuperare il pensiero critico

Nella visione di Marco Balzano, il viaggio di Astolfo diventa una chiave per leggere una società attraversata da conflitti, trasformazioni tecnologiche e nuove forme di smarrimento. Il curatore collega il tema alla necessità di preservare la razionalità, la capacità di scegliere e il confronto con gli altri, riconoscendo nella lettura uno strumento attraverso cui esercitare il pensiero critico. Il programma della quindicesima edizione nasce dunque dall’idea che i libri possano aiutarci a comprendere il presente senza rinunciare alla complessità, soprattutto in un’epoca in cui siamo sempre più abituati a ricevere risposte immediate.

La riflessione riguarda inevitabilmente anche l’intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie stanno modificando il nostro modo di studiare, scrivere, lavorare e cercare informazioni, offrendo possibilità che fino a pochi anni fa sarebbero sembrate impensabili. Il rischio, tuttavia, è quello di abituarci a delegare anche una parte del ragionamento, rinunciando progressivamente all’esercizio personale del dubbio e dell’interpretazione. Leggere un testo articolato richiede tempo, concentrazione e disponibilità a confrontarsi con idee che possono mettere in discussione le nostre certezze. Sono attività che non producono necessariamente una risposta immediata, ma contribuiscono a costruire un pensiero autonomo.

In questo senso, il richiamo all’Orlando furioso acquista un significato che supera l’omaggio letterario. Astolfo deve allontanarsi dalla Terra per comprendere ciò che gli uomini hanno perduto; noi, forse, abbiamo bisogno di ritrovare nella lettura quello spazio di attenzione che la velocità quotidiana tende a sottrarci. La libertà che i libri possono offrirci nasce anche da qui, dalla possibilità di conoscere prospettive differenti e formare un giudizio che non dipenda esclusivamente dalle risposte ricevute.ù

Foto: generata da AI

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BookCity Milano 0-6: la lettura comincia dalla prima infanzia

Una delle novità principali del 2026 è BookCity Milano 0-6, il progetto dedicato ai bambini fino ai sei anni e alle loro famiglie. La manifestazione amplia così il proprio raggio d’azione verso una fascia d’età nella quale il rapporto con i libri passa ancora soprattutto attraverso le immagini, l’ascolto e la voce degli adulti. L’iniziativa, sostenuta da Fondazione Cariplo nell’ambito della sfida Anita – L’infanzia prima e sviluppata in dialogo con la rete Mimì – Milano Mille Giorni, porterà incontri, spettacoli, workshop e seminari in diversi municipi milanesi, con un appuntamento anche al Nuovo Polo dell’Infanzia “Mario Lodi” di Cremona.

Saranno coinvolti bambini, genitori, insegnanti ed educatori, insieme ad autori, illustratori e personalità provenienti dal teatro, dall’arte e dalla letteratura. L’obiettivo è rendere le storie parte della quotidianità fin dai primi anni, riconoscendo alla lettura un ruolo importante nello sviluppo del linguaggio, della curiosità e delle relazioni. È un investimento culturale che guarda lontano: prima ancora di imparare a leggere autonomamente, un bambino può scoprire il piacere di ascoltare, immaginare e condividere un racconto.

BookCity per le Scuole e BCZeta: i giovani diventano protagonisti

Il percorso prosegue con BookCity per le Scuole, che affianca alle attività già sperimentate nuove iniziative destinate ad accompagnare gli studenti anche oltre i giorni della manifestazione. Tra queste figura un concorso rivolto a dieci scuole secondarie milanesi, cinque di primo grado e cinque di secondo grado, chiamate a interpretare il tema Il senno sulla Luna attraverso racconti, poesie, lettere, dialoghi, illustrazioni e altre forme espressive. Gli elaborati saranno valutati dai ragazzi di BCZeta, il laboratorio culturale attraverso il quale gli studenti partecipano direttamente alla costruzione di un piccolo festival. La premiazione è prevista per mercoledì 25 novembre.

BCZeta, arrivato alla quarta edizione, offre ai giovani la possibilità di scegliere temi e ospiti, organizzare gli appuntamenti e condurre gli incontri. Già il 17 ottobre, al Laboratorio di Fondazione Mondadori, gli studenti saranno protagonisti di quattro momenti di confronto dedicati a questioni vicine alla loro esperienza, dal rapporto tra denaro e felicità alla musica indie e trap, fino alla scelta del percorso di studi e alla disinformazione online. Un modo per riconoscere ai ragazzi un ruolo attivo nella conversazione culturale, ascoltandone gli interessi e affidando loro anche la responsabilità di costruire occasioni di dialogo.

Foto: Unsplash

BookCity Università: Milano diventa una città da leggere

Con BookCity Università, il programma raggiungerà anche atenei, istituti di alta formazione e biblioteche, attraverso dialoghi, performance e incontri multidisciplinari. Le biblioteche universitarie apriranno le proprie raccolte, comprese quelle storiche, invitando il pubblico a riscoprire il libro anche nella sua dimensione materiale, come oggetto che attraversa epoche e custodisce testimonianze culturali.

L’intera manifestazione si svilupperà tra centro e quartieri, confermando una delle caratteristiche che hanno reso BookCity riconoscibile: la capacità di portare la cultura nei luoghi della vita cittadina, favorendo incontri che difficilmente avverrebbero all’interno di un unico spazio. Il programma completo, con autori, libri e appuntamenti, sarà svelato il 26 ottobre, ma la direzione è già chiara. BookCity Milano 2026 vuole parlare a una comunità di lettori sempre più ampia, accompagnandola dalla prima infanzia all’università e offrendo occasioni di scoperta anche a chi non frequenta abitualmente il mondo dei libri.

Per sette giorni Milano tornerà così a essere una città da leggere, attraversare e ascoltare. E forse il viaggio immaginato da Ariosto, a cinque secoli di distanza, può ancora suggerirci qualcosa di essenziale: per ritrovare il senno non occorre necessariamente raggiungere la Luna, ma può essere utile imparare a guardare la Terra da una prospettiva diversa. I libri continuano a offrirci questa possibilità, pagina dopo pagina.

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