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Weinstein: “Lavoro in cambio di sesso? Lo fanno tutti”. Poi smentisce

Prima intervista del produttore. Subito “corretta”

Sarebbe stata la prima dichiarazione veramente clamorosa di Harvey Weinstein dopo essere stato accusato di stupro da decine di attrici, incriminato, arrestato ed essere poi rilasciato dietro una cauzione milionaria. Ma subito dopo l’uscita della notizia sul magazine Spectator, è già arrivata la smentita da parte dell’avvocato dell’ex produttore cinematografico.

Il virgolettato riportato dall’articolo dice esattamente: “Sì, offrivo lavoro in cambio di sesso, ma così facevano e fanno tutti. Però mai e poi mai mi sono imposto con la forza a nessuna donna”. Ma il suo legale Ben Brafan, spiega che queste non sono le parole esatte di Weinstein in quella che è la sua prima presa di posizione pubblica dopo essere stato accusato di cattiva condotta sessuale da più di 80 donne.

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L’autore del pezzo – Taki Theodoracopulos – ha anche lui rilasciato una dichiarazione alla CNN, definendo l’articolo un “errore”. “Ero presente alla conversazione, non era un’intervista, ma un incontro conviviale tra vecchi amici: Harvey e Taki non discutevano il caso, né glielo avrei permesso: parlavano della vecchia Hollywood e del contrasto con la cultura europea, e penso che Taki veda Harvey in quella luce più antica. Il signor Weinstein non ha mai detto nulla sul commercio di ruoli cinematografici per favori sessuali. Avete la mia parola che Harvey non ha detto questo” ha spiegato l’avvocato.

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Foto: Ipa

Theodoracopulos scrive nel pezzo dello Spectator che l’incontro è stato inizialmente focalizzato su un tentativo di Weinstein di screditare una delle sue accusatrici principali, l’attrice Rose McGowan. Ma aggiunge che la conversazione si è poi rivolta alle accuse mosse contro il produttore e che Weinstein avrebbe esclamato: “Sei nato ricco e privilegiato e va tutto bene. Sono nato povero, brutto, ebreo e ho dovuto lottare tutta la mia vita per arrivare da qualche parte. Nessuna ragazza mi ha guardato fino a quando non sono diventato grande a Hollywood.  Ho offerto loro lavori di recitazione in cambio di sesso, ma lo fanno ancora tutti. Però mai e poi mai mi sono imposto con la forza a nessuna donna”.

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Il giornalista, però, fa ora mea culpa: “Dopo 41 anni come editorialista senza una smentita, credo di aver travisato la conversazione di Harvey Weinstein con me a New York il mese scorso, è stato un mio errore, stavamo discutendo di Hollywood e potrei aver frainteso certe cose sui metodi di quell’ambiente, non aveva nulla a che fare con il titolo del mio articolo e spero di non aver danneggiato il suo caso, dopotutto è stata una visita conviviale”.



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