Parlarne è stato “molto liberatorio”

“Forse gli avevo accennato qualcosa sulla tracotanza di Weinstein, ma non gli avevo mai detto che cosa davvero avessi subito. Prima che il caso esplodesse un anno fa, del resto, non avevo idea che così tante altre avessero vissuto la mia stessa esperienza, anzi esperienze anche infinitamente peggiori”, Salma Hayek ha il coraggio di raccontare la sua personale storia di molestie subite dal produttore Harvey Weinstein.

Harvey Weinstein nel frattempo aveva avuto un infarto, divorziato, sposato una nuova moglie che gli aveva dato altri due figli − e lui sapeva essere davvero affettuoso con i figli, lo dico perché l’ho visto: lo so che sembra assurdo, ma io credevo sinceramente che fosse un uomo cambiato. Certo gli la Hayek gli stava alla larga e non ha mai richiesto i soldi che pure Weinstein le doveva e  se lo incontrava con il marito era cortese, normalmente civile.

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“Quando dal New York Times hanno iniziato a chiamarmi perché raccontassi la mia storia, vedendomi combattuta, François (il marito ndr) mi ha chiesto: che cosa è successo davvero? Gli ho detto tutto, e lui era contrariato. Non perché gli avessi nascosto qualcosa − non siamo ragazzini, abbiamo entrambi un passato e non vogliamo perdere tempo a rivangarlo, vogliamo goderci il presente e il futuro che ci aspetta. Era contrariato perché, come mi ha detto, ‘tu hai scelto di perdonarlo, ma a me la possibilità di scegliere non l’hai data, e io non avrei scelto di continuare a frequentarlo facendo finta di nulla. Forse non capivi che era tuo diritto parlare, vorrei mi avessi permesso di aiutarti a farlo, di aiutarti a capire che non eri costretta a tenerti tutto dentro, che potevamo affrontare la verità, insieme'”.

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Foto: Youtube

Così, nella storia di copertina del numero di settembre di GQ, in edicola da martedì 21 agosto, Salma Hayek racconta la reazione del marito François-Henri Pinault, capo del gruppo Kering, al suo coming out sulle molestie subite dall’allora boss di Miramax ai tempi della lavorazione di Frida, nel 2001. La diva, che proprio grazie a Frida è stata la prima e unica messicana candidata all’Oscar come miglior attrice, sarà a Venezia nei giorni del Festival del Cinema: il 31 agosto riceverà il Franca Sozzani Award per la sua capacità di combinare “l’eccellenza nel campo artistico a un instancabile impegno civile e sociale”; il 1° settembre verrà svelata in anteprima la rivoluzionaria opera d’arte di cui è protagonista, autrice l’inglese Martha Fiennes, sorella degli attori Ralph e Joseph.

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A fine 2017, la stessa attrice e produttrice ha ripercorso le tappe di quella bruttissima avventura − le minacce per le avance respinte, i tentativi di boicottare il film, l’umiliante imposizione di una scena di sesso con la coprotagonista Ashley Judd come condizione per farlo uscire. Prima di rivelare quei ‘dettagli’ ne ha ovviamente dovuto parlare con Pinault, e racconta di aver vissuto la reazione del marito come “una bellissima dichiarazione di amore e di sostegno. Poi François mi ha detto: ‘Non farlo perché lo stanno facendo tutti, non farlo per salvare il mondo, fallo se senti che è importante e necessario per te. Scegli tu e, qualsiasi strada tu scelga, io sarò al tuo fianco’. Mi ci è voluto un mese a decidermi, non facevo che piangere. François mi ha lasciato tutto il tempo e tutto lo spazio. Finché una mattina mi sono messa a scrivere, e ho finito in un giorno. È stato molto liberatorio”.

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