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Niccolò Bettarini: “Vedere i miei soffrire ha fatto più male delle 11 coltellate”

Il figlio di Simona Ventura parla dell’aggressione subita

Simona Ventura e il figlio Niccolò Bettarini parlano a Verissimo per la prima volta della terribile aggressione subita dal ragazzo. Lo scorso 2 luglio Niccolò, a seguito del tentativo di difendere un amico fuori da un locale milanese, è stato infatti preso a coltellate. Il figlio di Stefano Bettarini e Simone Ventura era andato a ballare insieme alla fidanzata per festeggiare il suo diciottesimo compleanno. Quando usciva dalla discoteca ha sentito le urla della sua migliore amica che chiedeva aiuto poiché stavano picchiando un loro amico. Niccolò è andato quindi ad aiutarli ma nel tentativo di soccorso è stato colpito da 11 coltellate.

Dopo l’accaduto il giovane Bettarini è stato ricoverato in ospedale dove, oltre alle suture, è stato sottoposto ad un intervento alla mano.  Lui però esce da questo tragico episodio a testa alta e “più forte di prima, con la consapevolezza di aver rischiato tanto”, come scrive lui stesso su Instagram. Inoltre, anche se ha rischiato la vita, se potesse tornare indietro non farebbe le cose in modo diverso: “Sono cresciuto credendo nell’amicizia, è un valore fondamentale nella mia vita e farei qualunque cosa se degli amici fossero in difficoltà”.

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Fonte: Mediaset

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Simona confida: “Da pochi mesi a questa parte vivo le esperienze della vita e di lavoro con un’altra percezione. Abbiamo vissuto questa cosa come un grande segnale, come a dirci che i valori sono altri”. Niccolò Bettarini parla delle dolorose emozioni vissute in quegli attimi: “Penso sia normale avere paura in certi momenti e mentre mi portavano in ospedale, continuavo a ripetermi che non potevo e non volevo morire in quel modo”. E aggiunge: “Chi ha sofferto di più è stata la mia famiglia. Per la prima volta ho visto mio padre piangere. Mamma e papà sono stati entrambi molto male e vederli così mi ha fatto più male delle undici coltellate”

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Ripercorrendo quei momenti la conduttrice ricorda: “Dentro di me sentivo che non poteva essere così grave come stavo leggendo sui giornali. Il mio compagno Gerò è corso in ospedale prima di me, e tutti si sono prodigati per starmi vicino, a partire dalle istituzioni e dal sindaco di Milano. Adesso ci aspetta una nuova vita con nuovi colori”. Infine, a Silvia Toffanin che le chiede se ora abbia paura per i suoi figli, Simona risponde: “Sono cattolica, ma anche molto fatalista, credo che per ognuno di noi ci sia un destino già scritto. Tenerli a casa non seRve a nulla. Certamente Niccolò adesso è contento di questa nuova vita e spero che la veda da una prospettiva differente”.

 




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